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DAVIDE, L’ARRIVO IN BICI A MEDJUGORIE

Le ultime pedalate di notte col vento contro, ma tanta emozione negli occhi: partì 6 mesi fa da Muro Lucano

Le ultime pedalate con grande sforzo a causa del vento contro, ma anche tanta emozione negli occhi: Questo l’ultimo sprint di Davide Calabrese all’1 di notte, quando è arrivato a Medjugorie. Il 36enne di Muro Lucano, lo scorso 16 ottobre è salito in sella alla sua bicicletta per risalire l’Italia e poi attraversare Slovenia, Istria, Croazia e Bosnia Erzegovina.

Migliaia di chilometri lungo la Via Francigena e per strade sterrate in un’avventura straordinaria in solitaria. Due ruote e tutto l’occorrente per affrontare un percorso di borgo in borgo lungo. Lungo il tragitto non sono mancati gli imprevisti, oltre alla pioggia e alla neve, anche raffiche di vento che hanno provocato strappi alla tenda con cui Davide si accampava la notte (poi da lui stesso riparata), e trovando rifugio in luoghi di fortuna, ponti, zone rurali, luoghi fatiscenti, e talvolta incontrando anche altri viaggiatori su due ruote.

Le giornate sono state scandite dalle esigenze di viaggio, fermandosi al tramonto per allestire la tenda e il riparo per la notte, consumare un pasto frugale e riposare in vista del mattino successivo, quando riposto tutto sulla bici, riprendeva il percorso.

Non è mancata l’accoglienza nei luoghi in cui aveva conoscenti, ma «mi ha sorpreso sempre la generosità anche di chi non conoscevo -ha affermato Davide- persone che per strada, o presso le proprie abitazioni mi hanno offerto da bere e da mangiare e talvolta anche ospitalità. Per alcune settimane, quando il tempo meteorologico non permetteva di viaggiare, mi sono fermato e ho svolto dei lavori occasionali, ma la bici mi attendeva e volevo ripartire».

Una idea che il giovane lucano coltivava da tempo, e che con lunga preparazione è giunta a compimento. Intanto, la sua avventura corre sui social, «non pensavo che il mio viaggio suscitasse l’interesse di tante persone -dichiara Davide- Sono tantissimi coloro che esprimono sostegno. È stato un percorso lungo e faticoso ma anche una esperienza emotiva forte. Sicuramente sarà un ricordo indelebile della mia vita».

Il parroco Don Thomas alla partenza da Muro aveva impartito la benedizione sul ragazzo, la sua bici ed i presenti, nella piazza principale, davanti alla Chiesa S.Andrea Apostolo. Toccante la preghiera di benedizione specifica per i viaggiatori e i loro mezzi di trasporto. La famiglia, gli amici, agli affetti più cari erano con lui al momento della partenza e l’hanno seguito via social giorno dopo giorno in questi 6 mesi di viaggio. Qualcuno aveva affidato al giovane in partenza un oggetto personale, confidando in una preghiera alla Madonna di Medjugorje. Ora che Davide è arrivato alla meta, la gioia è stata incontenibile per tutti.

Rosamaria Mollica

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