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LA PRESCRIZIONE SALVA L’ATER MATERA DAL MAXI RISARCIMENTO MILIONARIO

Espropriazione d’urgenza del 1975 illegittima, il Tar accoglie il ricorso della Sais Srl ma i danni partono dal 2017

La prescrizione salva l’Ater di Matera dal maxi esborso di 1 milione e 543 mila euro. Questa era la cifra richiesta della Sais Srl per l’illegittima occupazione di terreni derivante da esproprio di urgenza non perfezionato, entro i 5 anni, col provvedimento di espropriazione definitiva. La vicenda risale al lontano 1975, quando invece che l’Ater operava, per competenza, l’Istituto autonomo per le case popolari (Iacp). Anche se il decreto di occupazione d’urgenza dei terreni siti nel comune di Scanzano Jonico e per una superficie complessiva di 3.576 mq, esproprio finalizzato alla costruzione di alloggi di edilizia residenziale, fu emanato dall’allora presidente della Giunta regionale. L’Ater di Matera ha poi costruito «due fabbricati», destinati, per l’appunto, ad alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per il risarcimento milionario, la Sais Srl ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Basilicata. Per i giudici, fondata sia la domanda della società volta ad ottenere la restituzione dei terreni previa remissione nel loro status quo ante, con il contestuale risarcimento dei danni, derivanti dal loro mancato utilizzo che la Srl voleva quantificati a partire dal 1980, sia la domanda, volta ad ottenere l’emanazione del provvedimento di acquisizione sanante, in quanto la Sais Srl ha impugnato il silenzio inadempimento, formatosi sulla diffida del dicembre del 2021, e l’Ater di Matera deve concludere il relativo procedimento. Di conseguenza l’Ater di Matera deve scegliere se restituire i terreni, previo ripristino dello status quo ante, e risarcire i danni, derivanti dal loro mancato, oppure emanare il provvedimento di acquisizione. In caso di restituzione dei terreni, previa remissione nel loro status quo ante, la stessa Ater procedendo alla quantificazione dei danni, dovrà poi proporre alla ricorrente il pagamento delle corrispondenti somme, tenendo conto che per ogni anno di occupazione illecita va corrisposto il 5% del valore attuale dei terreni irreversibilmente trasformati. Comunque, sia in caso di restituzione dei terreni, sia in caso di emanazione del provvedimento di acquisizione sanante, con riferimento al danno per il mancato godimento dei terreni in questione dopo il 1980, il Tar ha precisato di accogliere l’eccezione di prescrizione quinquennale dell’Ater di Matera e pertanto che può essere risarcito «esclusivamente» il periodo 2017-2022, cioè soltanto il quinquennio antecedente alla notifica del ricorso al Tar, avvenuta nel 2022.

Ferdinando Moliterni

3807454583

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