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OSTERIA COMUNE, CENE E CINEMA

Bivacchi in Municipio, città a pezzi: cascano pure i pali della luce, tragedia sfiorata. La rivoluzione non è un pranzo di gala, ma il «cambiamento» leghista a Potenza sì: si brinda ai flop amministrativi

Di Massimo Dellapenna

Sicuramente non era sua intenzione quella di trasformare il palazzo sordo e grigio in un bivacco di manipoli e, del resto, l’immagine di Rocco Coviello dedito all’utilizzo dello stuzzicadenti non dà proprio l’idea di un gruppo armato e fisicamente pronto alla rivoluzione. Certamente non si può parlare delle cene eleganti di Arcore, non rivelano tale propensione né gli abiti né il portamento del sindaco dalla cravatta sciolta come da scene di pranzi di matrimoni di qualche anno fa.

MISERIA E NOBILITÀ

L’esperto di cinema potrà ricondurre tutto alla fantastica scena comica di “Miseria e Nobiltà” nella quale Felice Sciosciammocca e la sua famiglia si lanciano con la foga della fame atavica e l’entusiasmo del cibo visto per la prima volta sul banchetto gentilmente offerto dai “signori nobili”. «A proposito di politica, non ci sarebbe qualcosa da mangiare? » diceva il grande De Curtis in “Fifa e Arena” e, a quanto pare il sindaco Guarente e la sua giunta l’hanno preso in parola, riuscendo nella non facile impresa di trasformare i Palazzi delle istituzioni in luoghi di gozzoviglio. Non ci interessa il moralistico ritornello del “chi paga?” per scoprire se le cene siano state offerte dagli amministratori o dall’amministrazione. Se soldi pubblici siano stati spesi per organizzare feste private nei palazzi del Comune sarà la Corte dei Conti ad occuparsene, al massimo dovrebbero interrogare i dormienti consiglieri di opposizione. Non è questo il nostro compito, sicuramente il sindaco ha la piena libertà di organizzare un pranzo con i dipendenti del Comune o una cena con la troupe che sta girando una fiction a via Pretoria, forse rientra anche nelle spese di rappresentanza e siamo certi che nessun illecito sia stato commesso, quello che guasta l’estetica dalla politica è la location.

LE ISTITUZIONI A BANCHETTO

Esistono decine di ristoranti nei dintorni del Municipio, centinaia ce ne sono in città, perché trasformare le istituzioni in osteria? Quale scarso rispetto delle istituzioni si cela dietro questa decisione che offende la storia di una città nobile. Immaginate il sindaco di Roma organizzare un banchetto nelle sale del Campidoglio o il sindaco di Napoli fare lo stesso nella sala dei Baroni di Maschio Angioino invitando attori e registi che girano una fiction nelle rispettive città? L’assessore regionale Galella ai nostri microfoni ha evidenziato con un grande scatto d’orgoglio che la Basilicata non è un quartiere di Napoli ma ha gli stessi abitanti dell’Islanda, quasi a volerla smettere di sminuire la nostra terra. Il sindaco di Potenza forse crede che i palazzi delle istituzioni della nostra città valgano meno di quello di altre città, tanto da poterle trasformare in sale da pranzo.

MENTRE LA POLITICA GOZZOVIGLIA, I CITTADINI RISCHIANO LA VITA

Mentre Guarente e i suoi accoliti erano intenti a trasformare i palazzi dell’istituzione in una sala ristorante, a Potenza, di fronte la chiesa di Don Bosco, c’è chi ha rischiato la vita. È notizia di questi giorni della scarsa, per non dire mancata, illuminazione di molte aree. I pali della luce sono così fatiscenti che ora iniziano a cadere. Mentre andavamo in stampa e il sindaco cenava a palazzo, un lampione è caduto su un auto. Per fortuna non colpendo gli avventori. Ma alla città di Potenza non bastava già la vessazione delle buche, che di notte al buio nemmeno si possono evitare, ora c’è pure il rischio che un palo della luce cada in testa a un cittadino. Un luculliano, lugubre contrappasso.

LA RIVOLUZIONE NON È UN PRANZO DI GALA

«La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza », scriveva Mao. L’unico sindaco leghista del mezzogiorno, il primo sindaco di centrodestra in una città governata dalla sinistra per anni credevamo avesse voglia di fare se non “la rivoluzione” almeno un cambiamento radicale, certamente non credevamo volesse trasformare la politica in un continuo pranzo di gala e le sedi istituzionali in lussuosi ristoranti con vista su via Pretoria. E, allora, per tornare a Giolitti e all’ennesimo paragone tra politica e banchetti, che almeno imparino a stare a tavola in modo composto. Lo spettacolo delle istituzioni ridotte ad una sala da pranzo già non è un bello spettacolo, se poi gli astanti hanno modi da bettola di provincia la situazione è ancora peggiore anche perché, fino ad ora, rivoluzioni non ne abbiamo viste ma violenze sulle istituzioni anche troppe. Per tutto il resto, buon appetito.

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