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PROGETTANO UCCIDERE FRATIANNI: RIGETTATI RICORSI

Secondo la Dda di Bari e la squadra mobile, Fratianni doveva essere ucciso per non aver restituito circa 600 mila euro

Il Tribunale della Libertà di Bari ha rigettato i ricorsi difensivi di Emiliano Francavilla, Giovanni Consalvo, Giuseppe Sonnino e Michele Ragno fermati il 22 luglio scorso con l’accusa di voler uccidere l’imprenditore edile, Antonio Fratianni. L’agguato che era stato programmato nei pressi del casello autostradale di Foggia, fu sventato dalla polizia.
Gli avvocati difensori sostengono che “non ci sono indizi sufficienti e che il presunto progetto di omicidio non entrò mai nella fase esecutiva per cui il reato non sussiste”.

Secondo la Dda di Bari e la squadra mobile, Fratianni doveva essere ucciso per non aver restituito ai Francavilla circa 600 mila euro proventi di attività illecite che doveva investire per conto del clan. Lo stesso Fratianni è detenuto dallo scorso 2 agosto in quanto accusato del duplice tentato omicidio di Antontello Francavilla (fratello di Emiliano e come
lui al vertice dell’omonimo clan) e del figlio minorenne avvenuto il 2 marzo scorso a Nettuno, in provincia di Roma.

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