Le Cronache Lucane

LO SFOGO DELLO 0971: «FERMATI PER NULLA»

Il proprietario del lounge bar 0971 in centro “accusa” il sindaco che sui social replica: «La Commissione di Pubblico spettacolo ha espresso il diniego»


Piero Coviello, proprietario del Cafè 0971, il lounge bar situato nel cuore del centro storico di Potenza ha “segnalato” attraverso le nostre colonne un episodio increscioso: il blocco da parte del Comune di un evento nella piazzetta “Martiri delle Foibe”, accanto al suo locale a dieci giorni della realizzazione dello stesso. L’evento con tanta musica e divertimento organizzato nei minimi particolari sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista della burocrazia, è stato vietato per delle inezie, così come racconta Piero Coviello: «L’evento è stato vietato perchè non erano state individuate le uscite di sicurezza della piazzetta, per legge ci vorrebbe almeno un ingresso e una uscita, ma quella piazzetta le uscite le ha, andavano soltanto segnalate.

È stata inoltre ravvisata la necessità di aumentare l’altezza delle ringhiere della piazza perchè qualcuno nella confusione avrebbe potuto sporgersi e cadere. Tutte cose risolvibili in poco tempo. Anzichè però comunicarlo e trovare insieme la soluzione, il Comune ha preferito vietare la serata».

I FATTI

Per ciò che è accaduto Piero Coviello è molto amareggiato anche perchè dopo due anni di pandemia questa era l’occasione giusta per guadagnare qualcosina. Andiamo però per gradi e partiamo dall’inizio. «Circa 3 mesi fa – racconta Coviello – ho incontrato il sindaco Guarente e l’Assessore alla Cultura D’Ottavio per chiedere se fosse possibile organizzare una serata di musica all’aperto.

Ho raccontato per sommi capi quale fosse la mia idea la quale aveva immediatamente entusiasmato entrambi. Immediatamente quindi mi sono attivato per produrre tutta la documentazione necessaria da presentare in Comune per avere l’autorizzazione. Ho contattato un tecnico, ho previsto la presenza di due addetti ntincendio, l’ambulanza, 4 uomini della security, ho contattato il dj set, ho anticipato un bel po’ di denaro, convinto che fosse tutto in ordine e che l’autorizzazione sarebbe arrivata». «Dieci giorni fa, invece, – continua Coviello – arriva l’amara sorpresa.

Il Comune vieta l’evento. Se mi avessero avvertito prima, io avrei provveduto a sistemare le cose. Non c’è stato un vero tentativo da parte del Comune di voler trovare una soluzione. Non mi interessa fare polemica. Avrei voluto soltanto avere la possibilità di fare il mio evento. Era il mio regalo alla città che in questi due anni ha sofferto a causa della pandemia».

Piero Coviello ci tiene infatti a ribadire che non vuole fare una polemica sterile nè tantomeno farne una questione di colore politico, vuole soltanto che fosse stato messo nelle condizioni di poter svolgere in serenità e sicurezza la sua serata.

LA RISPOSTA DEL SINDACO GUARENTE

Sui social Piero Coviello ha espresso forte e chiaro il suo dissapore sulla vicenda tanto che il sindaco Mario Guarente ha ritenuto opportuno dire la sua: «Caro Piero, perché non diciamo le cose per quello che sono realmente, senza mistificazioni della realtà? Hai incontrato me e l’assessore alla Cultura per parlarci di un evento che ci aveva resi entusiasti. Siamo venuti noi da te, presso il tuo locale, ed abbiamo condiviso la bellezza della cosa. Il tecnico da te individuato ha presentato una ipotesi organizzativa alla Commissione di Pubblico spettacolo, obbligatoria per legge e come fanno tutti gli organizzatori di eventi. Come ti ho già spiegato la Commissione è composta da Comune, Asp, Vigili del Fuoco e Protezione civile ed è una commissione “perfetta”, nel senso che per rendere possibile un evento, lo stesso deve essere approvato all’unanimità.

E con un solo voto contrario lo stesso non si può tenere». «I Vigili del Fuoco, – continua Guarente – che come ogni componente hanno responsabilità civili e penali in relazione alle autorizzazioni che rilasciano, hanno manifestato perplessità sulla capienza di 1000 persone richiesta per la piazza e, con quel numero di persone, della necessità di aumentare l’altezza delle ringhiere per evitare che nella confusione, o nell’ubriachezza ( la commissione ha l’obbligo di legge di valutare tutti i possibili rischi), qualcuno potesse sporgersi e cadere giù». «A questo punto è stato espresso un iniziale diniego, anche a causa dei lavori alla Torre Guevara che obbligano il transito delle auto proprio lungo la strada dell’evento che, per questo motivo, non è possibile chiudere al traffico.

L’amministrazione ti ha dato ampia disponibilità ad individuare un’altra location in centro o altrove, confrontandosi puntualmente con il tuo tecnico, che potrà confermare.-prosegue il sindaco – Ci siamo lasciati, io e te, tu con il tecnico ed io con il tecnico, che avresti modificato la conformazione dell’evento ed avevo addirittura proposto, come testimoniato anche dai messaggi che ci siamo scambiati, di fare una chiacchiera preliminare con i membri della commissione per verificare se ci fossero altri problemi. Successivamente, sempre come testimoniato dai messaggi che ci siamo scambiati, mi hai detto che avresti spostato la data per, a detta tua, “fare le cose fatte bene ed evitare problemi”. Poi, all’improvviso, hai deciso di non fare più l’evento. Questa è la storia, se vogliamo onorare la verità».

«Chiunque organizzi eventi in questa città si sottopone al vaglio, obbligatorio per legge, della Commissione e rispetta le prescrizioni imposte dalla legge» ribadisce, concludendo, il primo cittadino.

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