Le Cronache Lucane

BARDI, THE ONE MAN SHOW

Mentre i consiglieri s’azzuffano per poltroncine e Fanelli, con la Sanità che va a rotoli, si perde in selfie


Il Gen giganteggia in una corte di nani tra l’opera buffa dell’Udp di Cicala e la Lega sempre più slegata


DI MASSIMO DELLAPENNA


Con la sottoscrizione degli accordi con Eni e la promessa del metano gratuito per tutti i lucani, Bardi inaugura la stagione dell’uomo solo al comando.

Perfetta la scenografia preparata da Mariniello, che con il tempo ha dimostrato anche ai più scettici, anche di questa testata, di essere un abile comunicatore che ha cambiato e rilanciato l’immagine del Generale, dando nuova spinta alla sua visibilità. Bardi al centro seduto, alla sua destra gli uomini dell’Eni e della Total, alla sinistra il neo assessore all’ambiente ed energia Latronico, più distante, su un altro tavolo gli altri assessori tra i quali Galella.

Una sorta di ultima cena leonardesca in cui la parte del Cristo la recita perfettamente il Generale che è pronto a risorgere abbandonando l’immagine appannata della prima parte di legislatura. Nessun riferimento al lavoro fatto dall’ex assessore Rosa, nessun ringraziamento a tutta la trattativa che ha portato più soldi nelle casse della Regione Basilicata.

Solo Alessandro Galella ringrazia il precedente titolare del Dipartimento che della rinegoziazione degli accordi aveva fatto una bandiera programmatica e una battaglia quasi personale.

Avrebbe dovuto farlo Latronico, dello stesso partito del predecessore, ma l’attesa del discorso del Presidente e la volontà di marcare una differenza con il suo predecessore era evidentemente più forte di qualsiasi amore di Partito.

UN GIGANTE IN MEZZO AI NANI

Eliminata ogni personalità che gli creava criticità, distaccata la sua figura da quella del riottoso Consiglio Regionale e della litigiosa maggioranza, il Generale appare come un Gigante in mezzo ai nani.

Gulliver appena liberato dai lacci che i lillipuziani avevano usato per legarlo, si muove con decisionismo e sembra dire che mentre gli altri litigano lui fa le cose che interessano ai lucani.

IL SILENZIO DI FRATELLI D’ITALIA

Colpisce il silenzio di Fratelli d’Italia, avrebbe dovuto ascriversi il merito della vittoria politica, la forza dell’intuizione, la capacità avuta di tenere ferma la barra e ottenere di più per i lucani, invece niente, un silenzio imbarazzante rotto – come si diceva – solo da Galella.

In FdI le correnti sono bandite ma, comunque, in attesa delle liste delle politiche evidentemente qualcosa non va come dovrebbe. La guerra in Fdi non avviene mai per comunicati stampa ma per cancellazioni ed esaltazioni, Monte Crugname, il piano paesaggistico bloccato, la nuova aria sull’eolico sono, i segnali amministrativi del nuovo corso che cancella il passato, il silenzio è il segnale politico della non condivisione di quanto accaduto.

LA LEGA SI SLEGA

Visibile, invece, la rottura nella Lega e, così, mentre il Generale è quello che affronta le questioni serie dei lucani, la Lega litiga per le comunali a Policoro.

Vizziello e Zullino da una parte, Pepe e Cariello dall’altra ad evidenziare l’assenza di contenuti e a far emergere l’impotenza di quello che era il primo partito della coalizione ma che nella terza città lucana non riesce a fare la lista e deve scegliere se farsi ospitare da Leone o dal centro-sinistra pur di provare ad emettere un certificato di esistenza in vita.

Intanto, la grande sfida della Sanità che Fanelli si è caricato sulle spalle sembra che non inizi mai. Al Crob ci sono stati dei problemi organizzativi, il CUP nei giorni scorsi non aveva dato grande prova di sé, la riforma della Sanità langue ma Fanelli non è pervenuto. Impalpabile, si aggira tra comunicati stampa e giri nelle corsie, senza toccare palla sui problemi reali della nostra Sanità regionale.

Su quanto accaduto al Crob è calato il silenzio, al massimo qualche breve comunicato stampa, anche gli eletti del Vulture hanno taciuto.

OPERA BUFFA UFFICIO DI PRESIDENZA

L’Ufficio di presidenza del Consiglio è diventato il luogo di elezione dell’opera buffa, tra minacce e lettere istituzionali utilizzate per l’igiene personale post defecatoria, l’immagine delle istituzioni ne esce distrutta e logorata. Cicala contro tutti e Piro contro Cicala, uno scontro che squalifica il Consiglio Regionale nel quale il Generale non ha alcuna intenzione di metterci mano.

Il Consiglio è diverso dalla Giunta sembra dire e, dopo un generico richiamo al rispetto della forma si è tenuto fuori dalla discussione, non se ne occupa. Il Generale lascia agli altri le comiche della politica per dedicarsi alle cose serie.

GUARDA I MUSCOLI DEL CAPITANO

Bardi sembra il capitano descritto da De Gregori, dritto sul cassero fuma la pipa e non tiene mai paura. Va dritto per la sua strada mentre il Titanic della coalizione affonda.

Il Generale, però, a differenza del capitano di De Gregori l’iceberg lo ha visto e si prepara ad evitare l’affondamento magari con una scialuppa pronta. Intanto l’orchestrina del Consiglio continua a suonare, senza sosta, perché è festa grande a via Verrastro.

Un gigante in mezzo ai nani, questo appare oggi Bardi che guadagna il massimo da questa differenza tra lui e la maggioranza chiassosa.


 

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