AttualitàBasilicata

IL PIZZINO DELLA LEGA A BARDI

Circola un documento segreto consegnato al Gen, Cariello chiede cambiamento: crisi aperta


Alla fine però finisce a tarallucci e vino: il governatore vedrà la maggioranza. Il tema? Le poltrone


POTENZA. Ha avuto un travaglio lungo il Piano Strategico regionale ma alla fine, anche se con i numeri contati della maggioranza, l’approvazione c’è stata. Cominciato con circa 4 ore di ritardo il Consiglio regionale di Basilicata non ha fatto mancare i soliti colpi di scena. Prima dei lavori si è consumato un duro tira e molla con la Lega. La crisi in Regione tra le forze di centrodestra è più aperta che mai. Non a caso dopo non aver partecipato alla riunione di maggioranza la Lega ha deciso di scendere in Aula ma solo dopo aver incontrato personalmente e in solitaria il governatore Bardi.

Un incontro che resta del massimo riserbo su cui però è trapelata la consegna di un “pizzino” del Carroccio al governatore contenente, a quanto pare, i punti essenziali per continuare a governare insieme. Punti che verranno discussi oggi in una riunione allargata di maggioranza a cui parteciperanno assessori e tutti i consiglieri. L’unico a dissociarsi dal compromesso a quanto pare è stato il consigliere della Lega Zullino che è rimasto fermo sulle sue posizioni, decidendo addirittura di non presentarsi.

A dargli manforte il collega Vizziello, ormai lontano anni luce da FdI e sempre più vicino alla lega, che pur avendo partecipato all’avvio della discussione ha poi scelto di abbandonare l’aula. E così il Piano Strategico regionale tra critiche non di poco conto dell’opposizione sull’assenza di visione e programmazione sul futuro con gravi carenze su numerosi temi centrali per lo sviluppo della Basilicata, con quasi due anni di ritardo, diventa una realtà anche per la nostra regione.

La maggioranza ha puntato il dito, come sempre, sulla complessa eredità lascia dal centrosinistra. Il loro compito in tutto questo tempo sarebbe stato quello di provare a riparare alle mancanze del passato. Ma una apertura con l’opposizione c’è stata. Il presidente Bardi ha infatti accolto le proposte depositate negli scorsi giorni dai consiglieri di Italia Viva , Braia e Polese. Proposte che saranno passate alla Commissione del Psr. Dopo ore di dibattito, conclusosi solo a tarda sera, a far tornare un sospiro di sollievo è stato l’intervento del consigliere Cariello della Lega.

Il leghista a nome di tutto il partito ha confermato il loro voto favorevole ma non si è risparmiato sul chiede a Bardi di attuare quel cambiamento che ha portato i lucani a sceglierli. «Noi oggi stiamo dimostrando a tutti i lucani di essere una maggioranza coesa» ha esordito così il presidente Bardi nel suo intervento. Certamente sorridente dopo la rassicurazione del voto favore della Lega Bardi nel suo discorso ha voluto lanciare messaggi chiari. Ha voluto dare anche risposte ufficiali agli interrogativi posti da Cariello a nome di tutta la Lega: «Oggi voglio pormi come garante di questo cambiamento.

E le istanze che sono state sollevate dalla Lega saranno certamente importanti per la realizzazione di quel programma di governo certamente ambizioso a cui tutti noi ci siamo esposti e impegnati nel 2019 e a cui dobbiamo tenere fede. Perchè è quello che ci chiedono i lucani». «Io non voglio impegnarmi genericamente- ha continuato Bardi-ma voglio assumere un impegno soprattutto con il gruppo della Lega.

Convocherò una riunione di maggioranza per iniziare un percorso che deve essere un percorso di confronto interno e che ci porti quanto prima ad un patto di fine legislatura, con impegni che siano concreti, obiettivi chiari e atti amministrativi condivisi. Per poterci poi sottoporre nel 2024 al giudizio dei lucani».

Non è mancato un passaggio sul “rinnovamento” dell’azione amministrativa che Bardi ha confermato di voler attuare: «Io voglio con i consiglieri tutti fare qualcosa che sia utile per il nostro popolo. Come presidente di Regione mi impegno affinché questo cambiamento possa essere portato avanti da tutta la maggioranza». Invitando infine la maggioranza ad essere «coesa e facciano capire che è il momento di agire».

Parole che poggi dovrebbero trovare conferma nella riunione di maggioranza sperando che i mal di oancia di ieri siano passati nella notte.


 

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