Le Cronache Lucane

L’ORGOGLIO DI AVERE UNA SANITÀ UNIVERSALISITICA

Lettere lucane

Qualche giorno fa all’Università della Basilicata è stato inaugurato il primo corso di Medicina. Al di là dei tanti discorsi che si sono fatti – purtroppo il tema sanitario è sempre più centrale, e sta lentamente sostituendo in Occidente il tema religioso – è stato ribadito un concetto importante, ovvero che il nostro Sistema sanitario è fondato sul principio universalistico. Lo ritengo molto importante. Chiunque si ammali in Italia deve ricevere cure adeguate, senza distinzioni di sesso, di etnia, di condizione economica, sociale, politica e comportamentale. In questi giorni ho sentito dire da medici che, fosse per loro, non curerebbero i malati di Covid non vaccinati. Ecco, frasi così sono intollerabili, e vanno rispedite al mittente, perché quando una persona sta male non deve essere giudicata – un ospedale non è un tribunale – ma aiutata a guarire con il massimo dell’impegno. Tante volte ho sentito dire che non bisognerebbe offrire cure gratis a chi fuma, a chi beve, a chi è obeso, ecc. Lo considero un’aberrazione da Stato etico. Quando una persona entra in un ospedale e ha un malanno, il medico lo cura e basta – a meno che, s’intende, il paziente non rifiuti le cure e decida autonomamente di sottrarsi a un trattamento sanitario. Bere, fumare e mangiare troppo non sono solo “vizi”, ma sintomi di dipendenze tossiche, di malesseri profondi, di compulsioni soverchianti e di disagi esistenziali che poi si riversano anche sul comportamento. In ogni caso, nessuno si permetta mai – soprattutto chi ha compiuto il giuramento di Ippocrate – di immaginare una sanità etica che cura i “virtuosi” e punisce i “viziosi”. Tutte le persone che vivono in Italia, qualunque cosa abbiano detto o fatto nella vita – finanche ucciso – quando stanno male hanno diritto a una sanità gratuita e imparziale. È ciò che rende il nostro Paese un grande Paese. Di cui essere orgogliosi.

diconsoli@lecronache.info

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