Le Cronache Lucane

«LA PAURA DI ESSER GIUDICATI È PIÙ FORTE DELLA RICERCA DELLA FELICITÀ»

L’avvocato Monico, fondatore di “+ Famiglia”, ha commentato la Lettera Lucana “Quanto è difficile separarsi nei paesi” di Di Consoli

POTENZA. L’avvocato Pietro Monico, Fondatore di “+ Famiglia”, ha ripreso la lettera lucana di Di Consoli intitolata “Quanto è difficile separarsi nei nostri paesi”, sostanzialmente confermando che «la paura di essere giudicati” è più forte del-la ricerca della felicità». Di seguito, l’intervento integrale.

Ho letto l’articolo della rubrica “ lettere lucane” dal titolo “Quanto è difficile separarsi nei nostri paesi” e, da operatore del diritto di famiglia, mi sento di dare un piccolo contributo sperando possa essere gradito. E’ vero, assolutamente vero quando si dice che “ la paura di essere giudicati” è più forte della ricerca della felicità . Spesso mi è capitato in studio di dove affrontare questo argomento con i miei assistiti. Mi è capitato spesso di dovermi confrontare prima che di ogni altro aspetto relativo alla crisi coniugale e familiare, del “ giudizio “ che una determinata scelta avrebbe determinato nella famiglia, nella comunità, nel gruppo relazionale amicale. Paure, dubbi, resistenza a mantenere inalterato quel giudizio di coppia o famiglia “normale” si pone spesso come ostacolo a scelte certamente difficili ma, a volte, necessarie per ritrovare la serenità non solo individuale ma anche familiare. Ecco allora che ai vostri lettori voglio dire che quando nasce una crisi, finisce un matrimonio o una relazione di coppia, quando si affronta una separazione o un divorzio, quel difficile processo di cambiamento spesso fatto di liti e conflitti in cui è coinvolto tutto il nucleo familiare che subisce passivamente il colpo vivendo un riscontro emotivo confuso e sofferente, può diventare in realtà occasione evolutiva per tutti. Come ho risolto o per lo meno, come ho immaginato di risolvere il problema ?Cambiando il paradigma gestionale della crisi familiare quando a prevale è proprio la paura del “giudizio di comunità”. Significa lavorando prima del passaggio legale decisivo, ad un percorso di accoglienza e sostegno rivolti al singolo (bambino, adolescente, adulto), alla coppia e alla famiglia fornendo gli strumenti legali, sociali, psicologici e pedagogici necessari per affrontare i cambiamenti legati al ciclo della vita. Costruire una relazione positiva al fine di favorire scelte consapevoli che allontanino la paura di essere giudicati ed avvicinino la ricerca dell’equilibrio familiare anche se attraversato da una crisi. Lo slogan del progetto + Famiglia è : non tutte le crisi familiari devono necessariamente finire in tribunale. Gestire la crisi familiare con “gentilezza” significa anche allontanare quella paura di essere giudicati e far crescere la consapevolezza che, la separazione personale, è un processo normale che può sicuramente portare alla felicità.

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