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AD AVIGLIANO «NON C’È DIREZIONE POLITICA NÉ TANTO MENO UN DISEGNO DI RILANCIO»

Bilancio, opere pubbliche e futuro della città nell’era della giunta Mecca: le parole del capogruppo di “Per Avigliano 2025” Summa

Avigliano: giorni di “fuoco” da un punto di vista politico a seguito del recente consiglio comunale. Un assise non priva di diversi strascichi “critici” e che avrebbero riguardato diverse aree di “importanza” strategica per la città, secondo quanto dichiarato dal gruppo consiliare d’opposizione “Per Avigliano 2025”. Nei giorni scorsi, abbiamo ascoltato le parole della consigliera comunale Vitina Claps della stessa ensemble politica, la quale aveva evidenziato problematiche inerenti al bilancio e, ad esso connesso, su altre tematiche, al contempo, parallele e tangenti al focus centrale.

In questa occasione, sulle criticità sollevate e non solo, con uno sguardo al presente ma anche e soprattutto al futuro di Avigliano, ne abbiamo discusso con il capogruppo di Per Avigliano 2025, Angelo Summa. Summa, ha sin da subito puntato il dito contro il bilancio di previsione, approvato come detto nella recente assise comunale: «In data 6 aprile la maggioranza ha approvato il bilancio comunale per l’esercizio 20212023, il mio gruppo ha sottolineato Summa ha votato contrario all’approvazione del bilancio: sia per assenza di metodo che di contenuti.

Non si è fatta una presentazione dello stesso alla comunità: noi ne facevamo una dedicata al centro e una alle frazioni. Ciò che emergerebbe, secondo Summa, è una amministrazione comunale «che teme il confronto e che non ritiene l’ascolto una priorità». Un bilancio che, secondo il capogruppo, «manca sostanzialmente di una direzione politica, di un disegno di rilancio e manca di un orizzonte. Non si intravede all’interno del bilancio comunale nessuna traccia di rilancio e di sviluppo di una comunità, i temi più scottanti della nostra storia e quelli che stiamo vivendo in questo momento. Temi quali ad esempio le famiglie in difficoltà, le aziende in difficoltà, i commercianti in situazione critica: nei confronti di tutto ciò che ha subito danni a causa del Covid-19, non v’è traccia alcuna di sostanziale aiuto o di previsione di aiuto».

PANDEMIA E NON SOLO

Ma, secondo Summa, le carenze del bilancio esulano dalla “semplice” pandemia e dai suoi diretti strascichi: «Non abbiamo trovato ha specificato il capogruppo nessuna attenzione a quelle che sono le peculiarità del nostro territorio. Non c’è nessuna attenzione ad esempio sul turismo su quale sia la strada per lo sviluppo futuro del castello di Lagopesole. Non c’è nessuna idea su quello che può essere il complesso di Santa Maria degli Angeli, le sua potenzialità e la sua funzione. Non abbiamo trovato nessuna novità, nessun finanziamento ad esempio sulla viabilità e sul decoro urbano. Non c’è nulla sulle misure di politiche sociali: ad esempio, zero euro sul rilancio dell’associazionismo tanto decantato.

Tutto questo ha sottolineato Summa rende il bilancio sostanzialmente vuoto e la decantata scelta politica in relazione alle 12 assunzioni nel biennio 2021-2023, trova ovviamente una possibilità di favore ma non come evento straordinario, ma ordinario perché nel fabbisogno del personale approvato dall’amministrazione precedente, di cui io ero esponente, esattamente dopo lo sblocco della legge del 2019, sono state assunte 10 persone più 4 stabilizzazione degli Lsu. Quindi, nei fatti, nulla di eclatante ma unicamente una ordinaria esecuzione di quello che è il loro mandato amministrativo». «E il Piano Triennale delle opere pubbliche è fatto sostanzialmente delle cose che noi abbiamo lasciato: la palestra di via Guido Rossa, le scuole di Possidente e Lagopesole, su cui non stanno prestando alcuna attenzione, il progetto di riqualificazione delle aree verdi, villa del Monastero e percorso Mariano, presentati dall’amministrazione precedente. E soprattutto il centro diurno» ha sottolineato Summa.

ISTITUZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, «UNO SCIPPO ALLA DEMOCRAZIA»

Ma, così come aveva fatto la consigliera Claps, anche il capogruppo Summa ha puntato il dito contro l’istituzione del presidente del Consiglio comunale, nella scorsa assise eletto formalmente. «A margine del consiglio poi è stato fatto la votazione del presidente del consiglio comunale ha sottolineato Summa che io ho definito durante la seduta uno schiaffo alla democrazia e uno scippo alla stessa in quanto hanno pensato di modificare lo statuto comunale solo all’ articolo riguardante l’istituzione della figura del presidente del consiglio, senza nessuna discussione sull’intero statuto che è obsoleto in quanto risale agli inizi degli anni novanta.

Uno statuto che andrebbe rivisto totalmente: nella scorsa consiliatura, la Prima Commissione aveva elaborato un una bozza di innovazione dello Statuto comunale attraverso discorsi partecipativi, attraverso l’ascolto dei forum, attraverso l’ascolto delle associazioni e della politica. Tutto questo non c’è e non c’è stato: sì e ben pensato di modificare un solo articolo a loro uso e consumo. Ecco questo è il classico esempio di un annullamento della partecipazione democratica e di un esercizio arrogante del potere. Perché ha sottolineato Summa in questo modo sono riusciti a imporre un loro consigliere come presidente del consiglio comunale ed è il classico esempio della profonda crisi delle Istituzioni, causata da chi si serve d’esse invece d’esser loro servitore» ha concluso Summa.

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