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FRODE PUBBLICA: SEQUESTRO PER 720MILA EURO

Imprenditore del Metapontino accusato di non aver restituito somme già incassata come anticipo da un finanziamento


La Procura regionale della Corte dei Conti di Potenza ha disposto il sequestro di 22 fabbricati e quattro terreni – per un valore di 720 mila euro – nella disponibilità di un imprenditore agricolo responsabile di una frode ai danni del bilancio pubblico.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza.
L’imprenditore, che opera nel Metapontino nel settore ortofrutticolo con due società “a lui riconducibili”, aveva ottenuto tre finanziamenti “per un totale di circa sette milioni di euro, di cui 1,5 milioni a fondo perduto”

Quando un privato riceve erogazioni dalle Regioni, dallo Stato o dall’Unione europea, viene vincolato da un “rapporto di servizio” con la Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, al sorgere di comportamenti illeciti, la spesa pubblica sottesa deve considerarsi non più legittima oltre a costituire un danno, poiché è stata sensibilmente orientata verso obiettivi diversi rispetto alle finalità per le quali l’erogazione era stata concessa. Questo è il quadro di riferimento in cui interviene anche la magistratura contabile con un provvedimento a cautela dell’Erario. Il sequestro conservativo ante causam è, infatti, una misura di garanzia patrimoniale adottabile nel corso delle istruttorie della magistratura contabile e ha la finalità di salvaguardare il credito erariale. L’attività posta in essere dal Nucleo di polizia economica-finanziaria di Potenza è chiara espressione degli accordi recentemente stipulati in ordine ai profili di collaborazione tra il Corpo con la Corte dei Conti nell’esercizio della sua funzione giurisdizionale a tutela della spesa pubblica.

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