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Prof. Emanuele TONDI : i TERREMOTI zona Monte Fiegni

Ricordiamoci che i terremoti avvengono sempre nelle stesse zone (dove, appunto, ci sono le faglie attive) e con caratteristiche simili; quindi, quello che è successo in passato avverrà di nuovo in futuro. Quando non lo sappiamo, certo è che durante uno sciame sismico, la probabilità che si verifichi il terremoto più forte, associato alle faglie attive principali dell’area, aumenta.

BUONA PASQUA E… TENIAMO DURO!!!
Sono stato indeciso se fare o meno un post sui terremoti che da alcuni mesi si stanno verificando nella zona di Monte Fiegni, territorio a cavallo fra i comuni di Fiastra, Caldarola, Cessapalombo e Valfornace. Questo perché di terremoto se ne parla da troppo tempo e la resistenza o come va di moda ora, la resilienza, dei cittadini è seriamente messa alla prova. Però, ne parliamo o non ne parliamo, il terremoto continua a farsi sentire e la pericolosità sismica del territorio dove si vive è sempre meglio conoscerla e mai scordarsela.

Negli ultimi due anni e mezzo non è la prima volta che in questa zona si verificano terremoti, il 25 Agosto 2017 ci furono una serie di eventi con il più forte di magnitudo 3,3. Ne seguì questo articolo in cui, con Mauro Capenti, si ripercorse la storia sismica dell’area:

http://www.appenninocamerte.info/notizie-cronaca/item/5056-terremoto-a-caldarola-la-storia-si-ripete-parla-lo-storico-mauro-capenti

terremoti locali di modesta magnitudo (stimata tra 4,5 e 5,0) si sono verificati nel 1921 e 1936. Terremoti generati da faglie piccole (1000 volte più piccole di quella del Monte Vettore-Monte Bove), che non arrivano in superficie e di cui l’Italia è piena. A Caldarola e nei Comuni vicini, i danni provocati dagli eventi del 1921 e 1936, sul costruito dell’epoca, sono stati simili o leggermente minori di quelli generati dai terremoti di fine ottobre 2016.

Diverso il discorso del terremoto del 1799, detto “di Camerino” in quanto il centro più importante dell’epoca, con un’area epicentrale non ben definita e con danni notevoli avvenuti in una ampia zona che da Sarnano, a sud, si estende fino a San Severino, a nord e a Camerino ad ovest.” Si veda la mappa delle intensità risentite (Scala Mercalli, MCS) del terremoto del 1799 e alcune informazioni di quanto accaduto in questo articolo:

Purtroppo, negli ultimi 3 mesi la zona è tornata a generare numerosi terremoti, sempre di piccola magnitudo e che si dispongono con una orientazione preferenziale.

Nella mappa allegata, dove sono riportati soltanto i terremoti avvenuti dal primo Gennaio 2019 ad oggi (20 Aprile 2019), si individuano due zone, quella tra Monte Fiegni (Fiastra) e Caldarola, orientata nord-nord est e quella a San Severino, orientata circa est-ovest. La prima di 6-8 km di lunghezza, la seconda un po’ meno, di 4-6 km. Anche se le localizzazioni estratte dal sito INGV non sono ricalcolate e quindi possono contenere delle imprecisioni, la possibilità che questi terremoti ci stiano facendo vedere le faglie attive dell’area c’è. La presenza di più faglie e di queste dimensioni, sembrano compatibili con la sismicità storica dell’area e, in particolare, con il campo macrosismico (di danneggiamento, scala Mercalli, MCS) associato al terremoto del 1799.

Nelle aree immediatamente ad est della zona assiale appenninica, le faglie attive non arrivano in superficie, o comunque non ci arrivano in maniera evidente come per la Faglia del Monte Vettore-Monte Bove, sono quindi più piccole (per fortuna), anche più profonde e possono avere orientazioni e cinematiche (tipo di movimento dei blocchi di roccia adiacenti alla faglia) differenti; verosimilmente, vista l’orientazione, si tratta di faglie trascorrenti (verticali con i blocchi di roccia che si muovono orizzontalmente), diverse dalle classiche faglie dirette appenniniche, orientate nord-ovest/sud-est (generalmente inclinate verso ovest e in cui il blocco di roccia ad ovest si abbassa rispetto all’altro).

Ricordiamoci che i terremoti avvengono sempre nelle stesse zone (dove, appunto, ci sono le faglie attive) e con caratteristiche simili; quindi, quello che è successo in passato avverrà di nuovo in futuro. Quando non lo sappiamo, certo è che durante uno sciame sismico, la probabilità che si verifichi il terremoto più forte, associato alle faglie attive principali dell’area, aumenta.

La raccomandazione è sempre la stessa, abitare e frequentare edifici non vulnerabili, fare attenzione a quelli già danneggiati dagli eventi sismici del 2016, rispettando le zone interdette e/o rosse segnalate.

Nota: lista dei terremoti in mappa:

http://cnt.rm.ingv.it/events?starttime=2019-01-01+00%3A00%3A00&endtime=2019-04-20+23%3A59%3A59&last_nd=109&minmag=-1&maxmag=10&mindepth=-10&maxdepth=1000&minlat=35&maxlat=49&minlon=5&maxlon=20&minversion=100&limit=30&orderby=ot-desc&tdmt_flag=-1&lat=43.14&lon=13.23&maxradiuskm=10&wheretype=pointradius&box_search=Italia

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