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QUERELLE SULLE NOMINE CRPO: PARLA LA RAPOLLA

L’avvocata spiega la scelta di ricorrere al Tar: “Un riconoscimento alla legalità e alle Pari opportunità”

Riaccesi i fari sulla Commissione regionale Pari opportunità. Dopo l’intervista esclusiva della presidente Margherita Perretti a Cronache Lucane che motiva le scelte adottate dopo la sentenza del Tar, sul ricorso presentato dall’avvocata Morena Rapolla e dall’Arcy, che ha definito 4 nomine illegittime non è tardata ad arrivare la replica dell’interessata.

Nonostante gli sviluppi sulla vicenda, Rapolla difende le scelte del suo ricorso e delle sue successive sollecitazioni alle Istituzioni a far sì che la sentenza del Tar venga rispettata in tempi brevi. «Mi duole leggere che la Perretti ritenga le mie condotte “eccessive” e le polemiche “pretestuose”. Non confondiamo la legittima richiesta dei propri diritti violati con gli “eccessi”, sono e devono rimanere su due piani diversi, anche con riguardo al mio operato: ho dovuto chiedere i primi a gran voce, senza mai smarrire garbo ed educazione (perché nella mia vita non mi è stato mai rega- lato nulla ed ho dovuto sempre fare 10 volte più degli altri sin dai tempi del- l’università) attraverso il mio Legale e tutta la gamma di atti che la legge mi consente di attivare (pareri, diffide, in forza di una sentenza che mi riconosce vittima di una grave ingiustizia) perché altrimenti rischiavano di essere nuovamente disattesi».

Così l’avvocata Rapolla sottolinea la linea dura messe in atto per smuovere le Istituzioni a far applicare una sentenza che al momento lascia “scoperta” la Commissione di ben 4 nomine tutte provenienti dal mondo associativo. Nonostante per qualcuno possano essere apparsi duri gli atti chiesti da Rapolla la stessa evidenzia che: «Non sono mai scesa sul personale contro nessuno/a, né ho mai stilato giudizi di valore ma ho espresso la mia linea in maniera neutra come Giurista, sempre sulla scorta degli approdi della sentenza del Tar. Tutta questa vicenda ha amplificato in me tanti sentimenti: oltre al senso di rivalsa per il torto subito, anche l’amarezza la fa da padrona: sono trascorsi ormai due mesi dalla sentenza del Tar e mi aspettavo un personale contatto da parte di Perretti, anche e soprattutto in forza del ruolo istituzionale che ricopre. Mi aspettavo che gioisse con e per me, perché quella sentenza che qualcuno ha definito storica, contiene un’importantissima vittoria e riaffermazione solenne del Diritto alle Pari Opportunità inteso innanzitutto come Tutela dei Diritti, prim’ancora che un riconoscimento alla sottoscritta. Ma così non è stato e me ne rammarico, perché così facendo, Perretti ha perso l’opportunità di sposare con me non una battaglia ma “La” battaglia per l’affermazione imprescindibile della Legalità violata, che è e resta il basamento delle Pari Opportunità. Perchè Perretti fa così fatica a comprendere che in tutta questa vicenda la vera parte lesa sono io? Se invocare a gran voce il rispetto di una sentenza vuol dire essere “eccessiva”, allora sempre lo sarò, perchè le battaglie in nome dell’affermazione di diritti violati, propri o altrui, o si fanno con ostinazione e caparbietà, mettendoci la faccia, o si finisce con l’essere complici di chi vorrebbe rendere opzionali va- lori come la Legalità e la Fiducia piena nel legittimo e corretto operato delle Istituzioni».

Morena Rapolla punta nuovamente il dito contro la Perretti e la sua scelta di attendere in silenzio, per evitare di amplificare ulteriori polemiche come affermato dalle nostre colonne, l’applicazione della sentenza. Nonostante la presidente Crpo abbia motivato il suo “silenzio” temporaneo in attesa della seconda sentenza del Tar (arrivata appunto ieri ndr.) prima di chiedere alla Regione una repentina sostituzione delle 4 illegittime per Rapolla: «Una Donna che ha realmente il senso delle Istituzioni nonché la contezza del reale significato delle Pari Opportunità, avrebbe dovuto chiedere sin da subito il ripristino della piena Legalità violata, e non tardivamente…dopo due mesi!».

«Riguardo alla levata di scudi delle associazioni – continua – per la mancata no- mina delle 4 commissarie espressione di quel mondo, e la conseguente ripresa dei lavori della Commissione, giova sottolineare che, diversamente da come affermato da Perretti, non sono “pochissime associazioni” ad aver dissentito, ma l’intero Forum del Terzo Settore della Basilicata. Non sono polemiche pretestuose le mie, bensì una legittima richiesta in forza di una sentenza; se non si riesce a comprendere questo, allora tutto ciò che non ci aggrada o che rischia di mettere in discussione posizioni personali sarà sempre e comodamente bollabile come pretestuoso, nonostante lo sguardo attento ed accorto della società civile a cui dover dar conto».

«Giova peraltro rimarcare che il parere espresso dal mio Legale circa la retroattività della sentenza del Tar è la diretta conseguenza di una Giurisprudenza solida del Consiglio di Stato in Plenaria. Continuerò a percorrere questo tortuoso sentiero volto al ripristino della piena Legalità perchè la guerra all’arroganza dei poteri forti che credono di poter direzionare scelte e persone, credendosi invincibili, spaventa, ma merita sempre di essere condotta. In fondo sono “solo”45 anni che mi tocca combattere per far valere i miei diritti e continuerò a farlo anche se tanto possa, eventualmente, infastidire qualcuno/a. Finché si è dalla parte giusta della storia non bisogna aver paura di contribuire a (ri)scriverla, forti anche di quello “sguardo di Genere” che porta le donne a solcare cime prima sconosciute» conclude Morena Rapolla.

Va precisato che con l’uscita dell’ultima sentenza del Tar che chiude i ricorsi sulle nomine della Crpo ora tocca alla regione Basilicata, o meglio al presidente del Consiglio regionale Cicala, provvedere a scegliere le nuove 4 commissarie. La presidente Perretti può solo spronare la Regione affinché ciò avvenga nei tempi e nei modi più rapidi ma il vero potere decisionale sta nelle mani del presidente Cicala. Ci piace guardare con fiducia al futuro e attenderci che a partire da oggi la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, come annunciato su Cronahe, chieda le nuove nomine per permettere alla Crpo di operare al completo di tutte le sue componenti, anche quella rappresentativa delle associazioni. Solo così la Crpo potrà mettere in pratica quel principio di rappresentatività che la contraddistingue.

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