IL CENTRODESTRA NAZIONALE DEVE INTERVENIRE

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Fare presto. Questo dovrebbe essere l’imperativo categorico del centrodestra lucano. Chiunque sia il candidato presidente, lo si decida il prima possibile. Come fatto per Sardegna e Abruzzo. Prima che sia troppo tardi. Prima che il centrosinistra non risorga dalle sue ceneri come l’Araba Fenice, grazie proprio all’immobilismo e alla litigiosità del centrodestra. O che addirittura rimetta in corsa i Cinquestelle che con la lista unica, dato il sistema elettorale regionale, partivano nettamente svantaggiati. E su questo i vertici nazionali della coalizione non possono restare a guardare il teatrino imbarazzante a cui i lucani sono costretti ad assistere anche per le esternazioni fuori dalla grazia di Dio del segretario regionale della Lega, Cappiello. Ci sono due aspetti gravi, gravissimi, in tutto ciò: uno squisitamente politico e l’altro umano. Quello politico afferisce il fatto che così continuando la coalizione arriverà irrimediabilmente lacerata all’appuntamento elettorale. Se non si decide subito, si alimentano gli “appetiti” di tutti. E, come se non bastasse, ci si mettono anche quelli della Lega che in queste ore con il segretario Cappiello sono passati agli insulti personali. Fino al punto di immaginare che ci siano infiltrazioni “massoniche” nei nomi proposti da Forza Italia. Come si potrà immaginare di tenere unita la coalizione dopo tanti insulti? Anche perché delle due l’una: o adesso Forza Italia tira dritto sui nomi proposti e li fa passare, o dopo un affronto del genere Lega e Forza Italia dovranno andare separate alle regionali. Come potranno coesistere dopo una querelle del genere non è dato immaginarlo. Ma come detto c’è anche un secondo punto. Quello umano. Per il rispetto che si deve alla storia e alla dignità delle persone, questa contumela deve finire e pure subito. Stimati professionisti come Bardi, Cannizzaro, Leone, Saraceno, Mangialardi etc, non possono essere messi alla berlina con insinuazioni subdole e diffamatorie di chi altro scopo non ha se non quello del proprio posizionamento personale. Tutto ciò non è tollerabile oltre. Chiunque sarà il candidato del centrodestra così lo si fa arrivare consumato all’appuntamento elettorale. Anche perché non tutti i pretendenti si sono auto candidati. Non tutti stanno spingendo come degli ossessi per avere quella candidatura. Maggiori approfondimenti nel Roma in edicola

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