CASO UNGUREANU: DANIEL E CRISTINA CIOCAN VITTIME DI UNO SPORCO PROCESSO MEDIATICO DI CUI NON E’ RESPONSABILE LA PROCURA DI BENEVENTO

Condividi subito

Daniel Petru Ciocan

Nel caso della morte di Maria Ungureanu la procura di Benevento ha chiesto lo stralcio dell’inchiesta a carico di Daniel Petru e Cristina Ciocan, indagati dal giugno 2016.

Daniel Petru Ciocan è difeso dall’avvocato Giuseppe Maturo, Cristina Ciocan dall’avvocato Salvatore Nicola Verrillo.

In questa battaglia giudiziaria i due avvocati sono stati coadiuvati dalla criminologa Ursula Franco che da sempre ha sostenuto che Maria è morta di morte accidentale e non in seguito ad omicidio.

La criminologa, nel marzo 2017, ha inoltre rivelato che dallo studio degli atti si poteva concludere con certezza che ad abusare di Maria era suo padre Marius. Ricordo che Marius ed Elena Ungureanu sono difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo che si è avvalso delle consulenze della nota biologa Marina Baldi e della nota psicologa Roberta Bruzzone.
La piscina dove è annegata Maria Ungureanu
Dottoressa Franco, lei e gli avvocati della difesa dei Ciocan, Verrillo e Maturo vi aspettavate questa richiesta della procura?

Ci speravamo.

Genitori di Maria Ungureanu
A chi va il merito di questa archiviazione?

Soprattutto al GIP Flavio Cusani ma anche all’onestà intellettuale della procura di Benevento sebbene si sia manifestata tardivamente. Purtroppo infatti, in questi quasi due anni e mezzo, la posizione di indagati e lo sporco processo mediatico, che, voglio precisare, non è stato foraggiato dalla procura, hanno segnato per sempre le vite dei due giovani Ciocan

Maria Ungureanu
Che cosa si aspetta a breve?
Mi aspetto che la procura emetta una richiesta di misura cautelare per Marius Ungureanu in merito agli abusi sessuali e che ascolti l’amica con cui Maria si trovava quella sera e che la bambina cercò prima di morire.
 
 
Dott.ssa URSULA FRANCO
Cosa non ha funzionato in questo caso giudiziario?

Ad un mese dalla morte di Maria, c’è stato un corto circuito nelle indagini, il corto circuito ha coinciso con il momento in cui i RIS hanno isolato lo sperma del padre di Maria sulla sua maglietta e sulla coperta del suo lettino. Questo dato estremamente sensibile in un’indagine per violenza sessuale avrebbe dovuto illuminare il pubblico ministero, fermo restando che è a tutti noto che la maggior parte degli abusi sessuali sui minori si consumano in famiglia. Peraltro gli inquirenti potevano contare su intercettazioni incriminanti tra i coniugi Ungureanu, intercettazioni di supporto all’ipotesi che ad abusare Maria fosse stato proprio il padre Marius.

 

Padre e Madre di Maria Ungureanu

Il fatto che gli inquirenti non abbiano cambiato rotta non appena trovato lo sperma di Marius Ungureanu sulla maglietta della bambina e sulla sua coperta è la prova che gli stessi cercavano conferme alla loro ricostruzione, conferme peraltro mai ottenute, e che hanno ignorato ciò che invece indicava loro la via giusta da seguire. Questo modo di lavorare è la prima causa di errore giudiziario ed in termini tecnici si chiama “tunnel vision”. In sintesi, la “tunnel vision” è un pregiudizio cognitivo che a volte colpisce gli inquirenti nelle prime fasi delle indagini ed è rappresentabile come una visione centrale ristretta. La mancanza di una visione periferica induce a ritenere che i fatti esaminati abbiano un’unica spiegazione e nonostante nulla conforti l’ipotesi di partenza, chi ne è affetto continua ad indagare a senso unico, sottovalutando, disgregando, ignorando o sopprimendo i dati che non sono di supporto alla propria visione dei fatti e sopravvalutando invece eventuali informazioni di sostegno alla propria ipotesi anche se irrilevanti o inaffidabili.

AGGIORNAMENTI :

Tribunale del riesame di Napoli: “L’attribuzione degli abusi al Ciocan, non solo è da ritenersi indimostrata, ma anche improbabile e in contraddizione con il contesto e che, anzi, sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali, per le tracce di sperma del padre su una maglietta e sulla copertina del suo lettino, per il tenore di alcune conversazioni registrate che fanno trasparire la di lui preoccupazione e per la circostanza che l’ultimo rapporto sessuale subito dalla bambina risale al pomeriggio del giorno della sua morte, quando si trovava a casa (…). (Gli inquirenti si sono fidati), senza alcun controllo, delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate”.

 
 
 
 
Domenico Leccese

Condividi subito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com