SALTA IL TAPPO D’OMERTÀ: PARLANO LE DIPENDENTI

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Come era prevedibile il giorno dopo il post sessista di Salvatore Conte,  responsabile del personale della società Fora per la Centrale operativa screening Oncologici della Basilicata, le polemiche non si fermano, anzi. Sono le stesse lavoratrici lucane del settore che  hanno alzato il tiro hanno alzato il tiro chiedendo le dimissioni del loro capo. Mentre Conte si è fatto conoscere ai non addetti tramite il suo post ingiurioso, loro, hanno inteso precisare, sanno bene che tipo è. In quanto ogni giorno ne subiscono «le angherie» e il suo «clima vessatorio». A causa del quale «Molti tra noi – hanno dichiarato i lavoratori – hanno sofferto profonde ripercussioni psicologiche». La vicenda iniziata con il post di Conte in cui scriveva «sono brutte, nessuno se le fila, neanche un migrante che non vede una donna da anni … puzzano come na cipolla fradicia, sono là per aver dispensato lavori orali, solo una cosa ci potete fare venirci a pulire o cess», sembra ormai montata così tanto che l’unica risoluzione definitiva pare essere la sua rimozione dall’incarico.

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Ferdinando Moliterni

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