Le giornate del cinema lucano analizzate dal marateota Biagio VELARDI

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BIAGIO VELARDI : alcune considerazioni di carattere generale sulle “GIORNATE DEL CINEMA LUCANO”

“La prima considerazione che mi viene da fare è che questa iniziativa era nata dal basso a Maratea con un nome ed un logo che la caratterizzava fortemente e la legava indissolubilmente al territorio si chiamava infatti “MARATEA FILM FESTIVAL”

 

 

 

 

 

dopo nel tempo piano piano ha cambiato pelle con l’ingresso della Lucana Film Commission ed è diventata prima “GIORNATE DEL CINEMA INTERNAZIONALE MARATEA” ed è scomparso il logo col Cristo Redentore

 

 

 

poi infine “GIORNATE DEL CINEMA LUCANO” ed è sparito definitivamente anche il nome di MARATEA.

 

 

 

 

Con la stessa franchezza devo dire che La Lucana Film Commission in questi anni ha fatto un lavoro egregio di promozione del territorio ed anche questa manifestazione si è consolidata diventando un appuntamento importante un occasione di incontro scambio confronto approfondimenti sul mondo del Cinema.

Questa un po’ la cronistoria di questo importante evento. Sarei un ipocrita e un bugiardo se non dicessi che questa spoliazione spersonalizzazione e muta non mi fa dispiacere ma mi sforzo di comprenderne le motivazioni.

Tirato in ballo dalla signorina Camilla Marino (dipendente dell’hotel Santavenere?) a gamba tesa con un linguaggio diretto stringente (e anche un pochino sgrammaticato) non posso esimermi dal motivare in maniera più chiara il perché sono contrario a che la kermesse si sviluppi tutta all’interno della cornice prestigiosa ma elitaria dell’hotel Santavenere.

 

 

 

 

 

La questione è perlopiù politica.

Per me le Giornate del Cinema Lucano devono avere una “connessione sentimentale” con il territorio e con il popolo.

Per me la manifestazione deve avere delle ricadute economiche anche sulla fragile economia di Fiumicello.

Per me l’evento deve svolgere anche una funzione pedagogica e i cittadini se ne devono appropriare devono sentirlo proprio e ne devono godere.

Il tutto ha senso se si svolge in un luogo pubblico (anche perché l’evento è perlopiù finanziato con fondi pubblici proprio il contrario di quello che afferma la -disinformata?- Marino).

Lo spettacolo infine deve essere POP anche l’arrivo dei divi nelle loro auto blu la calca dei fans gli autografi i selfie sono essenza stessa della kermesse. Concludendo il sottoscritto si sente un po’ scippato da questa “delocalizzazione” ed ha tutto il diritto di esprimerlo con chiarezza ed onestà al Suo Sindaco Domenico Cipolla senza che lo stesso venga difeso da raffazzonati quanto improbabili avvocati azzeccagarbugli.
Anzi proprio perché la questione a mio parere ha valenza politica e in considerazione del fatto che io sono componente dell’assemblea provinciale del Pd chiedo al Segretario del Pd di Maratea Elena Schettini di discuterne e di sapere chi finanzia l’evento quanto costa e se come sostiene la Marino l’hotel Santavenere è sponsor.”

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Domenico Leccese 

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