Convegno “Pericolosità Sismica e Vulnerabilità del Patrimonio Edilizio nell’area Nord della Basilicata”

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GEOLOGI E INGEGNERI A CONFRONTO SUL SISMABONUS 2017

Il Sisma Bonus rappresenta una grande occasione per la definizione di un piano nazionale di prevenzione e di valutazione sismica degli edifici. Un’opportunità che Amministrazioni Pubbliche – Regione e Comuni in testa – e cittadini debbono utilizzare al meglio. E’ questa la conclusione dell’incontro che si è tenuto a Palazzo San Gervasio per iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Palazzo in collaborazione con gli Ordini dei Geologi, degli Ingegneri, Architetti e Geometri della provincia di Potenza, insieme all’Associazione Aries e alla Regione Basilicata (Dipartimento Infrastrutture, assessore Nicola Benedetto).

La legge di Bilancio 2017 ha previsto l’inserimento del “Sismabonus” che consente di usufruire di detrazioni fiscali per interventi antisismici e contro il rischio sismico sugli edifici. Chi intende mettere in sicurezza e ristrutturare la propria abitazione, deve sapere in primo luogo in quale zona sismica  si trova l’edificio oggetto d’intervento,  dal momento che il territorio italiano  è  diviso in quattro zone in base alla pericolosità sismica. Occorre avviare una serie di importanti azioni che indirizzino verso il concetto della prevenzione per raggiungere poi il fine ultimo che è la creazione del Fascicolo del Fabbricato, il quale rappresenta una valida risposta per poter ridurre in maniera concreta il rischio sismico sull’intero territorio nazionale.

La nostra penisola – ha sottolineato il presidente dell’Ordine Geologi Dino Colangelo – è composta da circa ottomila centri abitati molti dei quali caratterizzati da costruzioni storiche, artistiche e monumentali con diversi gradi di vulnerabilità. La sfida importante è quella di mettere in sicurezza il nostro Paese e nel contempo di eseguire interventi di messa in sicurezza che valorizzino ulteriormente il nostro patrimonio storico. Con questo strumento legislativo si è data la possibilità di incentivare la prevenzione e la sicurezza dei cittadini in caso di eventi sismici importanti visto anche quanto successo ultimamente nell’Italia Centrale in seguito ai terremoti dello scorso 2016.

Infatti in Italia ci sono circa 7 milioni di costruzioni realizzate prima del 1971 considerate tutte non antisismiche in quanto le prime vere normative sono state introdotte soltanto nel 1974. e ciò significa che la stragrande maggioranza del patrimonio immobiliare italiano (oltre il 90%) è caratterizzata da una elevata vulnerabilità sismica.  Per usufruire delle agevolazioni fiscali bisogna essere in possesso della diagnosi sismica dell’edificio ovvero avvalersi di un tecnico per determinare, anche attraverso una valutazione semplificata, la classe di rischio sismico dell’edificio.

Il Sisma Bonus – è stato sottolineato dai rappresentanti dell’Ordine Ingegneri – rappresenta una grande occasione per la definizione di un piano nazionale di prevenzione e di valutazione sismica degli edifici. Infatti chi intende mettere in sicurezza e ristrutturare la propria abitazione, deve sapere in primo luogo in quale zona sismica  si trova l’edificio oggetto d’intervento,  dal momento che il territorio italiano  è  diviso in quattro zone in base alla pericolosità sismica. Occorre avviare una serie di importanti azioni che indirizzino verso il concetto della prevenzione per raggiungere poi il fine ultimo che è la creazione del Fascicolo del Fabbricato, il quale rappresenta una valida risposta per poter ridurre in maniera concreta il rischio sismico sull’intero territorio nazionale.

In tal senso un ruolo dal quale non si può prescindere – ha continuato Colangelo – è quello del geologo: va auspicata la nascita del geologo di zona come presidio territoriale, proseguendo poi con la diffusione della cultura geologica nelle scuole di ogni ordine e grado. Tutto questo è possibile solo con uno sforzo comunicativo più intenso, con attività dirette, semplici ed efficaci rivolte alle popolazioni ed alle strutture di governo. La cultura della prevenzione è la strada maestra che ogni cittadino deve intraprendere per aumentare il grado di tutela della propria incolumità. Negli ultimi anni sono stati fatti grossi passi in avanti nel campo della ricerca e degli effetti di sito in aree ad elevato rischio sismico. Chiaramente il modello geologico-tecnico è alla base degli studi e degli interventi previsti per la mitigazione del rischio sismico dei nostri centri abitati.

I concetti di risposta sismica locale, rapporti stratigrafici, bedrock sismico, spettri di frequenza, ecc. sono parametri che aiutano a valutare gli effetti di sito che, in molti casi, hanno fatto registrare gradi di danneggiamento estremamente diversi anche a modeste distanze.

Resilienza è la parola d’ordine, occorre affrontare il rischio mettendo in atto tutte le misure possibili per la mitigazione del rischio sismico, perché spesso le catastrofi naturali sono catastrofi umane, dovute cioè ad errori e dall’attività dell’uomo pur riconoscendo che molte costruzioni italiane sono caratterizzate da un’alta vulnerabilità degli edifici, una elevata pericolosità sismica locale e una forte esposizione, in termini di numero di persone coinvolte.

In conclusione, il Sisma Bonus è un passaggio fondamentale per la conoscenza del patrimonio edilizio e per la cultura della prevenzione, una novità assoluta per i cittadini che avranno a disposizione un vero strumento per la diminuzione del rischio sismico degli edifici. Il Sisma bonus stabilisce le regole per definire la classificazione sismica degli edifici esistenti e, con essa, si inquadrano i modi per accedere allo sconto fiscale per interventi di questo tipo. La prevenzione sismica è un tema che torna di attualità ogni qualvolta si verifica un evento calamitoso che assieme a lutti e disastri innesca polemiche “su cosa si poteva fare e cosa non si è fatto” e sulla necessità di elaborare un piano concreto d’intervento per la sicurezza del patrimonio edilizio nazionale.

 

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