In Calabria a Cosenza, fermato in tempo 17enne, stava giocando a “Blue Whale”, mancavano 15 giorni al suicidio.

Nessuno Paese può considerarsi immune dal Blue Whale.

2 casi anche in Italia 

Il “gioco” dell’orrore ha già ucciso 157 adolescenti in Russia.

Il Blue whale, che letteralmente significa balena blu, dura 50 giorni e ha regole ben precise.

Blue whale, ecco tutte le 50 regole del “gioco” dell’orrore

Dopo il servizio de Le Iene sul Blue whale andato in onda ieri sera, Google e i siti d’informazione sono stati presi d’assalto per saperne di più su questo “gioco” dell’orrore.

Oltre ad avere maggiori dettagli su questo macabro rituale, il pubblico ha iniziato a cercare quali sono le 50 regole del “gioco”.

Il blog Higgypop, dopo aver trovato sul social Reddit le regole del Blue whale, è entrato in contatto con un curatore (il tutore che dà le regole agli adolescenti che decidono di giocare al Blue whale, ndr).

Ecco le regole del “gioco” mortale:

1- Incidetevi sulla mano con il rasoio “f57” e inviate una foto al curatore

2 – Alzatevi alle 4.20 del mattino e guardate video psichedelici e dell’orrore che il curatore vi invia direttamente

3 – Tagliatevi il braccio con un rasoio lungo le vene, ma non tagli troppo profondi. Solo tre tagli, poi inviate la foto al curatore

4 – Disegnate una balena su un pezzo di carta e inviate una foto al curatore

5 – Se siete pronti a “diventare una balena” incidetevi “yes” su una gamba. Se non lo siete tagliatevi molte volte. Dovete punirvi

6 – Sfida misteriosa

7 – Incidetevi sulla mano con il rasoio “f57” e inviate una foto al curatore

8 – Scrivete “#i_am_whale” nel vostro status di VKontakte (VKontakte è il Facebook russo, ndr)

9 – Dovete superare la vostra paura

10 – Dovete svegliarvi alle 4.20 del mattino e andare sul tetto di un palazzo altissimo

11 – Incidetevi con il rasoio una balena sulla mano e inviate la foto al curatore

12 – Guardate video psichedelici e dell’orrore tutto il giorno

13 – Ascoltate la musica che vi inviano i curatori

14 – Tagliatevi il labbro

15 – Passate un ago sulla vostra mano più volte

16 – Procuratevi del dolore, fatevi del male

17 – Andate sul tetto del palazzo più alto e state sul cornicione per un po’ di tempo

18 – Andate su un ponte e state sul bordo

19 – Salite su una gru o almeno cercate di farlo

20 – Il curatore controlla se siete affidabili

21 – Abbiate una conversazione “con una balena” (con un altro giocatore come voi o con un curatore) su Skype

22 – Andate su un tetto e sedetevi sul bordo con le gambe a pensoloni

23 – Un’altra sfida misteriosa

24 – Compito segreto

25 – Abbiate un incontro con una “balena”

26 – Il curatore vi dirà la data della vostra morte e voi dovrete accettarla

27 – Alzatevi alle 4.20 del mattino e andate a visitare i binari di una stazione ferroviaria

28 – non parlate con nessuno per tutto il giorno

29 – Fate un vocale dove dite che siete una balena

dalla 30 alla 49 – Ogni giorno svegliatevi alle 4. 20 del mattino, guardate i video horror, ascoltate la musica che il curatore vi mandi, fatevi un taglio sul corpo al giorno, parlate a “una balena”

50 – Saltate da un edificio alto. Prendetevi la vostra vita.

Blue Whale, arrestato l’inventore del gioco che spingeva adolescenti al suicidio: “Non mi pento, erano rifiuti biologici”

“Le ho fatte morire, ma erano felici di farlo” ha commentato la mente dietro alla Balena Blu: “Ho dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza”.

A lui si riconducono almeno 130 morti di adolescenti, ma in carcere continua a ricevere lettere d’amore.

Il “gioco” che aveva lanciato sui social aveva spinto al suicidio moltissimi adolescenti, ma Philipp Budeikin, lo studente russo che ha inventato il Blue Whale, non prova rimorso: “Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi: un giorno capirete tutti e mi ringrazierete”.

Budeikin, studente di psicologia di 22 anni, è stato arrestato e si trova ora in carcere a San Pietroburgo, da dove spiega con agghiacciante lucidità la ragione del suo gioco:

“Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società”.

Il gioco, che letteralmente significa “Balena Blu”, esiste dal 2013, ma si è imposto all’attenzione mediatica solo di recente: il 14 maggio il programma Le Iene gli ha dedicato un intero servizio, che ha suscitato allarme e sconcerto negli spettatori.

Le vittime del gioco venivano reclutate attraverso VKontakte, il più popolare social network russo: solitamente adolescenti, particolarmente isolati e vulnerabili.

Chi entrava nel gioco riceveva degli “ordini” da eseguire per 50 giorni: col passare dei giorni le sfide diventavano sempre più cruente e pericolose.

Si cominciava con la modifica del ritmo sonno-veglia, imponendo sveglie alle 4 del mattino, poi maratone di film dell’orrore, allo scopo di destabilizzare emotivamente i giocatori.

Niente in confronto all’uccisione di un animale (con tanto di prova fotografica) o alle prove che includevano il procurarsi dolore, tagliandosi le vene: sui social circolano le foto della sagoma di una balena incisa con le lame sul braccio.

E infine, l’ultimo giorno, quando ormai il controllo sui giocatori era pressoché totale, l’ultima prova: trovare l’edificio più alto in città, salire sul tetto e lanciarsi nel vuoto.

Così lo scorso febbraio sono morte Yulia Konstantinova e Veronika Volkova, due studentesse di 15 e 16 anni. Così è morta Angelina Davydova, una ragazzina di soli 12 anni, che si è gettata da un palazzo il giorno di Natale del 2015.

A Philipp Budeikin sono stati ricondotti direttamente i suicidi di 16 studentesse, ma solo in Russia si contano almeno 130 suicidi di adolescenti riconducibili al gioco, stando a quanto riportano i tabloid inglesi che hanno dato la notizia dell’arresto, come il Sun e Metro.co.uk.

Uscire dal gioco? Impossibile.

Il Metro.co.uk riporta le parole di Anton Breido, ufficiale del Comitato investigativo russo che si sta occupando del caso: “Budeikin sapeva molto bene come raggiungere il suo scopo, da quando ha cominciato nel 2013 ha perfezionato le sue tecniche”.

La chiave del gioco era far sentire apprezzati e importanti adolescenti depressi e confusi, che trovavano nelle sfide un senso di gratificazione, seppur perverso.

“Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo” ha commentato lo studente, che in carcere continua a ricevere lettere d’amore dalle ragazzine adescate su VK. “Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza”.

Il rischio di emulazione è altissimo, avvertono gli psicologi e visto il contagio virtuale, nessuno Paese può considerarsi immune dal Blue Whale.

N.B. ne ho una già disponibile :

 

Cosenza, fermato in tempo 17enne, stava giocando a “Blue Whale”, mancavano 15 giorni al suicidio.

Ora si è certi, anche in Calabria viene praticato il macabro gioco “Blue Whale”, il gioco del suicidio nato in Russia uscito alla luce in questi giorni grazie al servizio svolto dalla trasmissione Le Iene.

Grazie ai punti chiave rilevati da Le iene per scoprire se i propri figli giocano a questo gioco è qui che 2 genitori di Rende (che hanno voluto mantenere l’anonimato), hanno scoperto che il proprio figlio era al 35esimo giorno del “Blue Whale”.

Si svegliava di notte, guardava film e si giustificava dicendo di avere insonnia dice la madre, aveva dei strani tagli sul braccio ma lui diceva di essere caduto mentre giocava a pallone, siamo riusciti a fermarlo in tempo.

Subito avvertiti i carabinieri, tutti i dispositivi del ragazzo sono stati sequestrati (cellulare, tablet, computer ecc) per cercare di arrivare al “curatore”.

I genitori immersi in un lungo pianto, spiegano che al loro figlio non è mai mancato niente ed he cha sempre avuto tutte le libertà possibili, non si spiegano come sia possibile che il proprio figlio aveva scelto di suicidarsi.

E’ un ragazzo solare e simpatico dice la madre, non accusava segni di depressione, se Le iene non avrebbe mandato il servizio e se non fosse circolata la notizia su facebook non ce ne saremmo accorti.

Attualmente il ragazzo è sotto sorveglianza dei carabinieri per cercare di capire se può dare informazioni utili per trovare il curatore, per ora ha solo detto che gli mancavano 15 giorni al suicidio. Ora si sta cercando di capire chi sono i complici che avrebbero dovuto riprendere il suicidio.

I genitori comunque invitano a tutti i genitori a fare attenzione e a controllare cosa fanno i propri figli sul web.

Allarme Blue Whale a Pescara!

Ragazzina 16enne: “Mi butto dall’ottavo piano”

PESCARA – Un caso di Blue Whale a Pescara. All’attenzione degli inquirenti c’è la vicenda di una ragazzina di 16 anni, residente in città, ricoverata da mercoledì pomeriggio all’ospedale Salesi di Ancona con evidenti lesioni agli avambracci. A far scattare l’allarme, alcune amichette preoccupate per i suoi comportamenti e, negli ultimissimi giorni, anche per l’annuncio di volersi gettare dall’ottavo piano. Immediatamente sono stati informati i genitori e si è messa in moto tutta la macchina sociale e di sicurezza. Della vicenda si sta occupando il Tribunale dei minorenni dell’Aquila insieme alla squadra mobile di Ancona.
Negli ultimi sei mesi questa sfida mortale avrebbe ucciso 130 adolescenti solo in Russia, dove è nato. Una delle ultime vittime, un ragazzo kenyota di 16 anni, si è ucciso appena qualche giorno fa. Ed ora c’è il timore fondato che questo terribile gioco on line, chiamato Blue whale o Balena blu sia arrivato anche a Pescara. È una sfida di 50 giorni nei quali i giocatori, quasi tutti giovanissimi adescati sui social network, devono sottoporsi a 50 prove sempre più dure che vanno dalla sveglia alle 4.20 ogni mattina, al guardare film horror tutto il giorno fino ad incidersi le braccia disegnando la  balena e alla prova estrema: salire sul palazzo più alto della città per buttarsi giù.
Giovedì mattina, a causa delle gravi lesioni, la ragazzina è stata portata al pronto soccorso del Santo Spirito di Pescara dove poi si è preferito trasferirla al Salesi, che è un punto di riferimento nella Neurochirurgia infantile. Da quanto emerso, sarebbe entrata in contatto con il terribile gioco attraverso alcuni gruppi whatsapp. Gli inquirenti stanno ora cercando di capire anche attraverso l’aiuto delle amichette se ad attirarla nella trappola mortale sia stato qualcuno che fa proselitismo oppure se lei stessa sia entrata e quindi abbia cliccato in qualche link.

Domenico Leccese