PSI, VALVANO: «LA CARD CARBURANTE DIVENTI REDDITO MINIMO»

Condividi subito

Trasformare la card benzina nel progetto del reddito minimo è stato un atto di civiltà. A sostenerlo è il segretario regionale del Psi, Livio Valvano che aggiunge: «E’ un atto di giustizia sociale, il contrario di uno scippo e non è neanche una spartonza né il frutto di un compromesso politico». I socialisti lucani lo hanno chiesto da quattro anni «e per questo concordiamo in pieno sulla scelta fatta dal Governo Pittella». Secondo Valvano, distribuire denaro alla pompa di benzina, cosi come era concepita la card carburanti, era un provvedimento fortemente iniquo ed ingiusto. «Io personalmente non ho mai ritirato la card e quindi non intenderò farlo neanche in questa circostanza perché penso che un cittadino che non ha problemi di sopravvivenza non deve in coscienza sentirsi legittimato a ricevere un regalo dallo Stato quando sa bene che c’è un quarto della popolazione nazionale che vive in condizione di povertà. Per questo mi permetto di rivolgere un invito a tutti coloro che possiedono la card e che sono legittimati a ricevere i 224 euro, di fare un atto di generosità, cioè di donare quel superfluo, per loro, in favore di famiglie bisognose, direttamente o attraverso la Caritas o gli Uffici Sociali dei Comuni. Non saranno i 224 euro a restituirci e compensare quella che qualcuno ha definito l’occupazione della Basilicata da parte delle compagnie petrolifere per l’impatto ambientale e sociale». Secondo il segretario regionale del Psi, polverizzare risorse non ha mai creato sviluppo. «E’ giusto dirigere quei fondi verso altre destinazioni. Il reddito minimo – conclude – è una delle destinazioni possibili e vedremo quali frutti darà. Io sono convinto che darà buoni frutti anche perché associa solidarietà nei confronti di chi non ha reddito con progetti di lavori di pubblica utilità a favore delle comunità locali, che hanno poco personale per la cura dei servizi e dei beni pubblici, cioè a favore di tutti i cittadini».

Condividi subito