SUCCESSO E VISIONE AD ACERENZA PER “OLIARTE”
La rara oliva bianca acheruntina diventa «progetto di futuro per il borgo, non un esercizio di nostalgia»
Il Sindaco Lombardi: «Non un esercizio di nostalgia, ma una ricchezza da mettere in movimento per costruire il futuro della nostra comunità»
Concluso ad Acerenza il weekend dedicato all’eccellenza olivicola tra cultura, ricerca, enogastronomia e turismo.
Ci sono territori che custodiscono una storia. E territori che, attraverso la propria storia, possono costruire il futuro.
Acerenza appartiene a entrambe queste dimensioni, è un borgo dalla straordinaria bellezza, un patrimonio di arte e cultura, ma anche una terra fertile di tradizioni, saperi agricoli ed eccellenze
che meritano di essere conosciute ben oltre i confini della Basilicata.
Da questa consapevolezza è nata la prima edizione di OLIARTE, il progetto di promozione territoriale che il 31 ottobre e il 1° novembre ha trasformato il borgo acheuntino in un laboratorio a cielo aperto capace di mettere in dialogo costante agricoltura, ricerca scientifica, arte, cultura, gastronomia e turismo.
Al centro dell’iniziativa c’è l’Oliva Bianca, la cultivar autoctona di Acerenza che si chiama Acerenza: una risorsa unica che racchiude molto più del suo mero valore agricolo, rappresentando un patrimonio identitario di straordinaria rilevanza e una testimonianza preziosa della biodiversità lucana.
«Parlare di Acerenza non può più essere soltanto un esercizio di nostalgia: deve diventare un progetto di futuro.
Non vogliamo limitarci a raccontare ciò che siamo stati, ma vogliamo dimostrare ciò che possiamo diventare, partendo dalle nostre radici e valorizzando tutto ciò che rende unica la nostra comunità», dichiara il Sindaco di Acerenza, Luca Lombardi.
«Acerenza è uno dei borghi più suggestivi della Basilicata. La nostra Cattedrale romanico-normanna, il centro storico, i vicoli, i palazzi antichi e i panorami dell’Alto Bradano compongono un patrimonio di rara bellezza.
Ma la vera ricchezza di un territorio non si misura soltanto nei suoi monumenti: si riconosce anche nei suoi prodotti, nel lavoro delle persone, nelle tradizioni che resistono al tempo e nella capacità di trasformare la propria identità in nuove opportunità.
Acerenza ha una storia da mostrare, una terra da far conoscere e un futuro da costruire: Oliarte nasce proprio per unire queste tre dimensioni».
Le due giornate dell’evento, tra tavoli istituzionali, approfondimenti scientifici, masterclass e itinerari enogastronomici, hanno tracciato la strada per trasformare una preziosa eredità agricola in un volano concreto di sviluppo economico, turistico e occupazionale, creando prospettive anche per le giovani generazioni che intendono investire sul territorio.
«La nostra Oliva Bianca non è soltanto una produzione da valorizzare: è un segno distintivo della nostra identità», prosegue il primo cittadino.
«Per questo valorizzare la nostra cultivar significa valorizzare Acerenza, proteggere la biodiversità locale e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio che appartiene all’intera comunità.
La nostra identità non è un ricordo da conservare in una teca, ma una ricchezza da mettere in movimento.
L’oliva bianca, il patrimonio storico-artistico, le tradizioni agricole e le eccellenze enogastronomiche possono diventare parti di un unico racconto, capace di promuovere Acerenza e di rafforzarne l’attrattività».
Il messaggio che emerge da questa prima edizione di Oliarte è chiaro: valorizzare una produzione significa anche custodire un paesaggio, sostenere la comunità locale e creare occasioni stabili di incontro tra cultura ed economia.
L’ambizione dell’amministrazione e dei partner di progetto è fare in modo che il nome di Acerenza non identifichi soltanto il luogo d’origine di una varietà antica, ma diventi un marchio riconosciuto di qualità, coesione e innovazione territoriale.
Perché, come sintetizzato dallo spirito dell’iniziativa: Acerenza non è soltanto un borgo da ammirare, ma una terra da vivere, conoscere e raccontare attraverso le sue eccellenze.
