2 NOVEMBRE: COLDIRETTI BASILICATA, DUE LUCANI SU TRE PORTANO FIORI AI PROPRI CARI NEI CIMITERI

Due lucani su tre portano fiori nei cimiteri in occasione della commemorazione dei defunti, rinnovando un gesto di affetto, memoria e rispetto profondamente radicato nelle tradizioni delle comunità della Basilicata.

È quanto stima Coldiretti Basilicata in occasione della ricorrenza del 2 novembre, una giornata che, da Potenza a Matera e nei piccoli centri della regione, continua a rappresentare un momento importante di raccoglimento e di legame con le proprie radici.

Anche quest’anno il protagonista resta il crisantemo, fiore simbolo della commemorazione dei defunti, apprezzato per la sua bellezza, la varietà dei colori e soprattutto per la lunga durata.

A livello nazionale si stimano circa 10 milioni di esemplari acquistati tra fiori recisi e piante in vaso. Accanto al tradizionale crisantemo, tuttavia, si fanno spazio anche altre varietà, dai Lilium alle gerbere, dagli anthurium ai ciclamini, sempre più scelti per rendere omaggio ai propri cari.

“La commemorazione dei defunti rappresenta per le famiglie lucane una tradizione che va oltre il semplice acquisto di un fiore: è un gesto di vicinanza, di memoria e di continuità tra le generazioni”, sottolinea Coldiretti Basilicata, evidenziando come questa consuetudine rimanga particolarmente sentita anche nelle aree rurali e nei piccoli borghi della regione.

Non mancano, però, le difficoltà per il comparto florovivaistico.

La produzione di crisantemi ha dovuto fare i conti quest’anno con gli effetti dei cambiamenti climatici, che incidono sui cicli produttivi e rendono sempre più complessa la programmazione delle fioriture.

Nonostante le criticità, i prezzi all’origine riconosciuti ai produttori si sono mantenuti sostanzialmente stabili, con un incremento dello 0,6% nell’ultima settimana di ottobre rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea.

I crisantemi si presentano in numerose forme, dal pon pon al fiore grande, dall’anemone alla margherita fino allo spider, con uno o più fiori per stelo. Ampia anche la scelta dei colori: ai tradizionali bianco e giallo si affiancano il viola, il prugna e le tonalità autunnali. Diffuse anche le composizioni in vaso e quelle a cuscino rotondo, particolarmente apprezzate per la loro resistenza.

La coltivazione del crisantemo richiede competenze tecniche elevate, soprattutto nella gestione delle ore di luce e di buio necessarie a programmare la fioritura in coincidenza con le festività. Una complessità che conferma il valore professionale del lavoro degli operatori florovivaistici e la necessità di tutelare le produzioni agricole nazionali. Coldiretti Basilicata richiama l’attenzione sull’importanza di scegliere fiori e piante coltivati in Italia, privilegiando, quando disponibili, le produzioni del territorio e gli acquisti direttamente dai produttori.

Una scelta che può contribuire a sostenere il reddito delle imprese, valorizzare il lavoro agricolo e ridurre le distanze tra produzione e consumo.

Il florovivaismo italiano rappresenta, del resto, una realtà economica di primo piano, con un valore della produzione che nel 2025 ha superato i 3,5 miliardi di euro, di cui circa 1,9 miliardi riconducibili al vivaismo e 1,6 miliardi alla floricoltura.

A livello nazionale operano circa 19mila imprese su una superficie complessiva di 30mila ettari. “Scegliere un fiore italiano significa anche riconoscere il valore del lavoro agricolo e sostenere una filiera che custodisce competenze, qualità e tradizioni”, conclude Coldiretti Basilicata.

Un messaggio che assume un significato ancora più forte in una regione come la Basilicata, dove il legame con la terra, la famiglia e la memoria delle generazioni continua a rappresentare un elemento centrale dell’identità delle comunità locali.

 

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