SCIOPERO GENERALE, L’ITALIA TRA BLOCCHI E SCONTRITangenziali occupate a Milano e Bologna, barricate e incendi vicino al Colosseo. Idranti in piazza Castello a Torino

SCIOPERO GENERALE, L’ITALIA TRA BLOCCHI E SCONTRI

Tangenziali bloccate a Milano e Bologna, barricate e incendi a Roma, cariche e idranti a Torino, feriti tra agenti e manifestanti in Veneto.

Lo sciopero generale del 30 ottobre, promosso dall’Usb insieme ad altre sigle del sindacalismo di base, ha portato nelle piazze italiane le proteste contro carovita e riarmo.

Cortei e presìdi hanno accompagnato la mobilitazione nei settori pubblici e privati, dalla scuola alla sanità, con situazioni diverse da città a città.

La vigilia era stata segnata dal confronto sui trasporti: il ministro Matteo Salvini aveva disposto il differimento dello sciopero, mentre l’Usb aveva contestato il provvedimento e confermato la protesta.

Sul fronte dell’ordine pubblico, il Viminale aveva predisposto misure rafforzate per tutelare le manifestazioni pacifiche e isolare i responsabili di eventuali violenze.

MILANO E BOLOGNA, LE TANGENZIALI

Milano il corteo ha raggiunto la tangenziale est, chiusa preventivamente al traffico, percorrendone un tratto prima di rientrare in città attraverso Lambrate.

Circa trentamila i manifestanti presenti sulla tangenziale; gli organizzatori hanno successivamente rivendicato centomila partecipanti alla mobilitazione.

La manifestazione si è conclusa in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Gli ultimi gruppi rimasti sulle carreggiate sono stati accompagnati verso l’uscita dalle forze dell’ordine, tra cori e discussioni, senza ulteriori particolari tensioni.

A Bologna il blocco di tangenziale e autostrada è durato circa tre ore.

Una parte del corteo guidata dall’Usb ha raggiunto piazza Lucio Dalla, mentre altri partecipanti sono ri- masti più a lungo sulle carreggiate.

Nel pomeriggio anche gli ulti- mi gruppi hanno cominciato a de- fluire attraverso l’uscita in direzione Lame.

ROMA, LE TENDE E GLI INCENDI

Ai Fori Imperiali una parte del corteo romano ha montato le tende, annunciando un presidio fino all’assemblea nazionale di domenica 1° novembre. Uno spezzone ha invece proseguito verso Piramide, con un passaggio concordato con la Questura.

Nel pomeriggio un gruppo di circa trecento manifestanti si è staccato dal corteo dirigendosi verso il Colosseo.

In via Claudia sono state realizzate barricate con i cassonetti e sono stati lanciati oggetti contro gli agenti schierati in tenuta antisommossa. Vicino all’Anfiteatro Flavio sono stati incendiati cassonetti e monopattini e divelti cartelli stradali.

Il corteo arrivato a Porta San Paolo si è poi sciolto, con l’annuncio di ulteriori mobilitazioni contro il governo.

Presidio, prosecuzione concordata e disordini sono momenti distinti della giornata: identificarne partecipanti e responsabilità resta compito degli accertamenti.

TORINO, DUE MANIFESTANTI IN OSPEDALE

A Torino le prime tensioni si sono registrate in via Rossini, dove un gruppo ha forzato il cordone della polizia per ricongiungersi al corteo principale.

Successivamente gli scontri si sono concentrati in piazza Castello, davanti agli schieramenti posti a protezione della Prefettura.

Le forze dell’ordine sono intervenute con cariche e un idrante.

Cinque persone sarebbero state trattenute per accertamenti.

Un uomo di circa cinquant’anni e una giovane manifestante sono stati soccorsi e trasportati in ospedale.

MESTRE E VICENZA, AGENTI FERITIA

Mestre sette poliziotti hanno riportato lievi ferite, tagli e contusioni: il bilancio è stato riferito dal questore Antonio Sbordone.

La Questura aveva vietato il passaggio dalla rotonda di via Torino alla rampa del cavalcavia, prescrivendo un percorso diverso. Il tentativo di avanzare verso l’area interdetta è stato respinto dagli agenti.

A Vicenza il bilancio pomeridiano era di quattro agenti feriti e tre manifestanti contusi. Una parte del corteo ha tentato di raggiungere la tangenziale ovest attraverso uno svincolo presidiato.

La polizia ha utilizzato un idrante; sono seguiti lanci di fumogeni e razzi verso gli agenti, che hanno risposto con lacrimogeni.

Gli organizzatori hanno riferito che un manifestante era stato colpito alla testa.

GENOVA E LE ALTRE PIAZZE

A Genova la mobilitazione ha interessato il porto, con il blocco dell’ingresso e il corteo di portuali, studenti e cittadini. A Livorno i presìdi erano cominciati dalle prime ore della mattina nella zona portuale; a Ravenna la Filt Cgil ha riferito un blocco operativo e del traffico.

A Napoli migliaia di persone si sono radunate nella zona di piazza Mancini. Manifestazioni anche a Palermo e Cosenza, mentre a Pisa almeno duemila partecipanti hanno attraversato pacificamente le strade della città.

IL BILANCIO DELLA GIORNATA

Quanto è stata ampia la partecipazione e quale sarà il conto definitivo degli incidenti?

Nel pomeriggio le risposte restavano parziali: le stime sulle presenze non erano omogenee e mancava un bilancio nazionale consolidato dei feriti e delle persone trattenute.

La giornata ha visto cortei, presìdi, blocchi stradali e, in alcune città, scontri e danneggiamenti.

Restavano da completare gli accertamenti sulle singole responsabilità e sull’entità dei danni.

Le rivendicazioni su salari, prezzi e servizi pubblici avevano intanto attraversato la mobilitazione nazionale, con ulteriori iniziative annunciate dai promotori.

Vito Errichetti

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