ELICOTTERO PRECIPITATOLa Procura militare ha avviato un’indagine

ELICOTTERO PRECIPITATO

Elicottero italiano Ch 47 Chinok Eufor Althea precipitato avanti ieri pomeriggio in Bosnia-Erzegovina durante un’operazione di addestramento, la Procura militare di Roma ha avviato un’indagine.

Il bilancio definitivo della tragedia: 4 morti e 11 feriti. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto ieri sul posto accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Cordoglio bipartisan alle famiglie delle vittime. La premier Giorgia Meloni ha reso omaggio con un mazzo di rose alle vittime, al Villaggio della difesa, invitando tutti a portare un fiore.

Un minuto di silenzio all’Auditorium all’arrivo del Capo dello Stato Mattarella per l’anniversario della Snam.

LE INDAGINI

La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha avviato un procedimento conoscitivo in relazione all’incidente senza ipotesi di reato, che verranno poi valutati all’esito degli accertamenti.

Al vaglio c’è la pista del guasto ai comandi direzionali, in particolare sulla pedaliera. Fondamentali saranno i rilievi sui resti dei componenti della cabina di pilotaggio, la scatola nera e le testimonianze dei piloti sopravvissuti.

L’incidente è avvenuto giovedì scorso nella località di Gorice, nel distretto di Brcko, nel nord est della Bosnia-Erzegovina.

L’elicottero era impegnato nella in un’operazione EUFOR Althea, nell’ambito della missione EUFOR, attiva dal 2004 per garantire la stabilità e la sicurezza della regione balcanica. A bordo vi erano 15 persone. Tra gli 11 feriti nessuno verserebbe in gravi condizioni.

QUATTRO VITE SPEZZATE

I sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi dell’EI AVES, il tenente e il sergente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci.

Il sergente Procacci, 32 anni, di Andria, era laureanda in Medicina e chirurgia a La Sapienza. Franco Zecchillo viveva a Milano e non ha fatto in tempo a festeggiare il suo 65mo compleanno.

Il sergente Marchesi, 35 anni, di Orvieto, operava come specialista a bordo dell’elicottero, insieme a Simone Ruggia, 30 anni, di Salerno.

L’INCHINO DEL MINISTRO CROSETTO

«Penso a loro, alle loro famiglie, a chi ogni giorno serve l’Italia, spesso lontano dagli affetti, affrontando rischi e sacrifici. Uomini e donne che, abituati a considerare tutto questo parte del loro dovere, spesso non si rendono conto di quanto siano importanti per il Paese.

Rileggo queste poche righe e mi accorgo che non riescono a esprimere fino in fondo il sentimento di gratitudine e riconoscenza che provo nei loro confronti.

Forse perché non esistono parole capaci di farlo. E allora mi inchino in silenzio», queste le parole del ministro della Difesa, arrivato ieri sera in Bosnia-Erzegovina per rendere omaggio ai caduti e portare ai militari feriti la vicinanza di tutto il Paese.

Lo hanno accompagnato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, genarle Luciano Portolano e un’equipe di medici. Ad accogliere il ministro il suo omologo Zukan Helez.

L’OMAGGIO DELLA PREMIER

In mattinata Giorgia Meloni si è recata, insieme a Crosetto, al Villaggio della Difesa al Circo Massimo.

La premier ha deposto un fascio di rose in omaggio ai militari morti nel tragico incidente, invitando tutti a portare un fiore.

«Abbiamo voluto – ha detto – che il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti». «In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco, Adriano, Laura: non vi dimentichiamo».

Un minuto di silenzio è stato osservato, subito dopo l’arrivo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, dove si è tenuta la celebrazione degli 85 anni della Snam.

Lucia Stefania Stanco

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