MANOVRA DI BILANCIO: VIA LIBERATaglio Irpef e flat tax fino a 100mila. Interventi per 26mld, nuovi aiuti alle famiglie

MANOVRA DI BILANCIO: VIA LIBERA

La manovra è passata, il decreto sulle bollette no.

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri pomeriggio il disegno di legge di bilancio per il 2027 e il triennio 2027-2029, la quinta manovra del governo Meloni.

Rinviato invece l’esame del provvedimento sul costo dell’elettricità e del gas per famiglie e imprese, inizialmente all’ordine del giorno: «servono modifiche tecniche, spiegano fonti governative». La legge di bilancio «vale complessivamente circa 26 miliardi di euro», ha annunciato Giorgia Meloni nella conferenza stampa successiva alla riunione.

Al centro ci sono il taglio dell’Irpef, le agevolazioni per giovani e autonomi, il sostegno alle famiglie e le risorse per le pensioni anticipate.

La premier ha riconosciuto i limiti imposti dalle disponibilità finanziarie: «Se avessimo potuto avremmo fatto molto di più». Il via libera arriva dopo giorni di trattative nella maggioranza e di confronto con Bruxelles sul- la flessibilità per energia e difesa.

I 26 miliardi annunciati aggiornano il valore di 23,5 miliardi indicato nelle precedenti ricostruzioni del Documento programmatico di bilancio.

Per spiegare la differenza occorrerà confrontare il dettaglio degli interventi e delle coperture, senza confondere il valore complessivo della manovra con le risorse destinate alle singole misure.

FISCO, SALARI E COPERTURE

La misura che più pesa nel confronto politico interno alla maggioranza è l’Irpef.

Il limite superiore del secondo scaglione, soggetto all’aliquota del 33%, sale da 50mila a 55mila euro. Il beneficio massimo annunciato è di 500 euro annui: deriva dall’applicazione del 33%, anziché del 43%, ai cinquemila euro di imponibile compresi tra le due soglie.

Per chi si colloca in questa fascia il risparmio cresce progressivamente.

L’intervento, sostenuto da Forza Italia, entra nel pacchetto dopo che le anticipazioni della vigilia ne avevano messo in dubbio le coperture.

Per gli autonomi sale da 85mila a 100mila euro la soglia di ricavi o compensi per accedere al regime forfettario.

Resta separata la questione dell’esenzione Iva, sulla quale è previsto un confronto con la Commissione europea: l’ampliamento della flat tax non estende automaticamente anche questo beneficio.

Il pacchetto per i giovani comprende un intervento fiscale per gli under 30, annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, una flat tax al 5% per i neoassunti sotto i 35 anni e l’ipotesi di ampliare la no tax area per gli under 25.

Il tetto di reddito per la tassazione agevolata dei neoassunti resta da fissare. Sul versante delle imprese si punta a rafforzare le deduzioni sul costo delle nuove assunzioni, portandole dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri.

Per i dipendenti, il pacchetto delineato prevede la tassazione al 5% degli aumenti legati ai rinnovi contrattuali e al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo e del salario accessorio del pubblico impiego. Per le tredicesime dei lavoratori con redditi bassi restano in valutazione un’aliquota del 10% o del 15% e la soglia per accedere allo sconto.

Sul bollo auto è stata annunciata la stabilizzazione dell’esenzione.

La disciplina introdotta per il 2027 riguarda un solo veicolo per persona fisica e, per le automobili, fissa un limite di potenza di 80 kW.

Per motocicli e ciclomotori il beneficio spetta a chi non usufruisce già dell’esenzione su un’autovettura.

L’articolato chiarirà gli eventuali ampliamenti della platea.

Il rinvio del decreto bollette non esaurisce il capitolo energia. Meloni ha annunciato la conferma dell’Energy release e un nuovo programma dedicato alle piccole e medie imprese, finanziato con un miliardo di euro, per favorire forniture a prezzi più sostenibili.

Parte delle risorse della flessibilità europea sull’energia sarà inoltre destinata a climatizzatori e pompe di calore nelle scuole, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere tutti gli istituti.

Il nodo più delicato resta quello delle coperture.

Al settore bancario e assicurativo è richiesto un contributo di circa 5 miliardi, senza un accordo preventivo con gli istituti.

Tra gli strumenti esaminati figurano l’aumento della Tobin tax, interventi sull’addizionale Ires e il rinvio dell’utilizzo di imposte anticipate. Il comparto ha contestato nuovi oneri richiamando gli impegni già assunti con la precedente manovra.

Alle coperture concorrono anche la revisione della spesa dei ministeri e le entrate dai giochi. Alle società energetiche il governo ha chiesto un contributo aggiuntivo di 700 milioni.

La distribuzione del prelievo e le eventuali esclusioni saranno tra i punti centrali del confronto parlamentare.

FAMIGLIE, SANITÀ E PENSIONI

Per le famiglie è previsto un rafforzamento dei congedi parentali. Secondo le anticipazioni sul provvedimento, si aggiunge un mese per i genitori; dal secondo figlio i mesi indennizzati all’80% aumenterebbero di due, arrivando complessivamente a cinque, mentre dal terzo raggiungerebbero quota sei.

La nuova disciplina dovrà precisare condizioni e decorrenza.

È prevista inoltre l’estensione della decontribuzione alle madri lavoratrici con almeno due figli.

L’intervento amplia il sostegno descritto per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli, beneficiarie di uno sgravio contributivo fino a 3mila euro annui.

Durata e coordinamento con le agevolazioni già previste determineranno la platea effettiva.

Per i neonati arriva un fondo previdenziale presso l’Inps.

Le anticipazioni indicano un versamento statale di 100 euro, integrabile dai genitori con ulteriori somme fino ai 18 anni, con importi non tassabili e non pignorabili.

La periodicità del contributo pubblico resta da chiarire: le ricostruzioni diffuse descrivono alternativamente un versamento iniziale o annuale fino alla maggiore età.

Sul fronte sanitario, le indicazioni successive al Consiglio dei ministri prevedono una card da 300 euro per gli over 75 con una pensione fino a 28mila euro annui.

La platea indicata è di circa 5,5 milioni di persone, per una spesa stimata nell’ordine di 1,6 miliardi.

Il sostegno servirà a contribuire alle spese sanitarie, con prestazioni ammesse e modalità di utilizzo da precisare.

Questi dati aggiornano le anticipazioni della vigilia, che prospettavano importi variabili e un possibile requisito Isee. Per le pensioni, la manovra prevede un fondo da poco meno di un miliardo per nuove forme di flessibilità in uscita, da disciplinare con un provvedimento successivo atteso a gennaio.

La formula indicata nelle anticipazioni è quella dei 64 anni di età e 36 di contributi. È lo stanziamento per un intervento futuro, non ancora un nuovo canale operativo: restano da stabilire destinatari, condizioni di accesso e modalità di calcolo dell’assegno.

La discussione si sposta ora alle Camere, dove le richieste dei partiti dovranno misurarsi con le coperture disponibili.

Sul fronte sociale, la Cgil ha proclamato per il 20 novembre lo sciopero generale, chiedendo salari e pensioni più alti, maggiore progressività fiscale e più risorse per sanità, istruzione e servizi pubblici.

Per il governo resta- no aperti il confronto con il settore finanziario, la definizione delle uscite anticipate e il provvedimento sulle bollette.

Sono le partite che accompagneranno l’esame parlamentare di una manovra chiamata a tenere insieme sostegno ai redditi, aspettative delle categorie e vincoli di bilancio.

Vito Errichetti

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