È GIUSTO INFORMARE

(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
AL QUIRINALE LA CERIMONIA DI CELEBRAZIONE DE “I GIORNI DELLA RICERCA”

Si è svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di celebrazione de “I Giorni della Ricerca”, iniziativa promossa dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro AIRC.

Sono intervenuti Andrea Sironi, Presidente della Fondazione AIRC, Anna Mondino, Direttrice scientifica della Fondazione, Alessandro Maria Vannucchi, Professore ordinario di Malattie del sangue presso l’Università degli Studi di Firenze e responsabile del Centro di Innovazione e Ricerca sulle malattie mieloproliferative dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Orazio Schillaci, Ministro della Salute e Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca,
Il Capo dello Stato ha consegnato il Premio AIRC “Credere nella Ricerca” a Esselunga S.p.A., per aver scelto di essere ambasciatore della missione di Fondazione AIRC, trasformando la relazione con i propri clienti in un’opportunità concreta di sostegno alla ricerca sul cancro; all’Istituto Comprensivo Scherillo-Pirandello-Svevo di Napoli per l’impegno profuso da tutto l’Istituto nel portare tra gli studenti e le studentesse i temi promossi da Fondazione AIRC: il valore della ricerca scientifica e l’importanza della cultura della prevenzione e della salute; alla signora Rita Gastaldi per la straordinaria fedeltà e il generoso sostegno con cui accompagna da anni la missione di AIRC, contribuendo alla formazione di giovani ricercatori, alla realizzazione di un nuovo laboratorio presso IFOM e all’acquisizione di tecnologie avanzate; all’Ambassador Roberta Capua, per la passione autentica e la generosità con cui, da oltre vent’anni, affianca AIRC nel perseguire la propria missione, mettendo la sua voce, la sua sensibilità e il suo impegno al servizio della ricerca e della prevenzione.

Il Premio scientifico biennale AIRC “Beppe Della Porta” è stato consegnato Al Prof. Michele Reni, Professore associato di Oncologia medica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e Primario delle Unità Operative di Oncologia e Day Hospital Oncologico, Direttore del programma strategico di coordinamento clinico del Pancreas Center all’I.R.C.C.S. Ospedale San Raffaele di Milano per la dedizione e il rigore con cui ha promosso studi clinici indipendenti e innovativi per la cura del carcinoma del pancreas.
La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente della Repubblica.
Erano presenti il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, la Vice Presidente del Senato della Repubblica, Maria Domenica Castellone, rappresentanti del mondo politico, della ricerca, dell’università e della comunicazione.
Palazzo del Quirinale, 28/10/2026 Intervento del Presidente Mattarella alla cerimonia di celebrazione de “I Giorni della Ricerca”
https://youtu.be/ruHqLRSUk4Y?si=dRNi0bxdIS3YPLqu
Roma, 28/10/2026 (II mandato)
INTERVENTO DEL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA ALLA CERIMONIA DI CELEBRAZIONE DE “I GIORNI DELLA RICERCA”

https://youtu.be/ruHqLRSUk4Y?si=2qI3gq5n3v5skM5S
AL QUIRINALE LA CERIMONIA DI CELEBRAZIONE DE “I GIORNI DELLA RICERCA”
https://youtu.be/Z9xAs-ieknE?si=OSJjGSLOCldkhpD_
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA IN OCCASIONE DELLA CERIMONIA DI CELEBRAZIONE DE “I GIORNI DELLA RICERCA”

Rivolgo un saluto molto cordiale al Presidente della Camera dei deputati, della Corte Costituzionale, alla Vicepresidente del Senato.
A tutti i presenti un cordialissimo benvenuto.
Ringrazio i Ministri Schillaci e Bernini per le considerazioni che hanno svolto, il Presidente Sironi, la Direttrice scientifica Mondino e il Professor Vannucchi che ci hanno offerto una mappa aggiornata degli avanzamenti e delle prospettive della Ricerca oncologica, manifestando, al contempo, quanto alta sia la motivazione che muove la Ricerca.
A tutti i presenti ripeto il ringraziamento per l’impegno che viene svolto giorno per giorno sul fronte della Ricerca. La comunità di scienziati, di Ricercatori, di medici, di volontari che sostengono l’AIRC, è una straordinaria risorsa civile.
Tanti sono i cittadini che ricevono beneficio dal vostro impegno. Talvolta se ne perde consapevolezza, perché le ricerche hanno percorsi lunghi e le applicazioni non sono immediate.
Appena ripensiamo alla strada percorsa nella lotta al cancro, ci rendiamo conto di quanto sia grande il salto in avanti compiuto in pochi decenni.
La Ricerca pensa al futuro. Lo prepara. Lo costruisce. Sempre: dopo ciascuna tappa, dopo ciascun successo.

Per non smarrire il senso e il valore della sua opera, anche sociale, è utile, ogni tanto, soffermarsi a ricordare da dove si è partiti.
I Giorni della Ricerca discendono da una intuizione che poco più di sessant’anni fa unì gli scienziati fondatori dell’AIRC. L’idea motrice era tanto semplice quanto sorprendente per il senso comune dell’epoca: il cancro può essere sconfitto. E lo strumento, il percorso, per vincere è la Ricerca.
Si aveva persino cautela nel pronunciare il nome della malattia oncologica. E quando una persona ne scopriva la presenza, non di rado, rischiava di dover subire una sorta di assurdo stigma sociale.
Non serve, con voi, menzionare le tappe di questo straodinario avanzamento. La realtà di oggi è semplice: quello che veniva chiamato male incurabile viene curato. Oltre tre milioni e mezzo di persone in Italia vivono – e vivono appieno – dopo una diagnosi di patologia oncologica.
La vita in presenza di questa si è prolungata ed è migliorata perché le cure sono meno invasive, meno condizionanti. Tanti guariscono in modo definitivo. Tanti, mentre si curano, mantengono, com’è ovvio, le consuete relazioni, perseguono progetti, costruiscono il futuro.

Tutto ciò è merito della Ricerca e del suo continuo alimentare le terapie.
Lo spirito positivo dell’AIRC ha contagiato la società, ha contribuito a diffondere conoscenze e a sviluppare una cultura e un’opinione largamente diffusa rispettose della Scienza.
Grande, quindi, è il merito dell’AIRC e ovunque di tutti coloro – ricercatori, scienziati, medici – che lavorano con passione e sacrificio per raggiungere nuovi traguardi.
Riflettendo sui successi conseguiti – così importanti, così evidenti – risultano incomprensibili e risaltano anche talune stridenti contraddizioni del nostro tempo.
La Ricerca e la Scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore, eppure dobbiamo tuttora constatare che si diffondono e sono presenti credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione.
L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti: quando ci troviamo di fronte a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione.
Non è la sola contraddizione di quest’epoca: la Ricerca rimanda a uno sforzo comune, alla circolazione di informazioni e di idee, di prospettive alla collaborazione tra Paesi diversi, continenti diversi, culture diverse. L’abbiamo verificato nei giorni del contrasto all’epidemia di Covid. Una rete mondiale si è attivata, fornendo presto protezioni su vasta scala, costruendo velocemente difese efficaci e accelerando l’indebolimento del virus.
Eppure oggi, oltre a quel che viene sottratto di risorse da guerre dissennate e dai tentativi di voler estendere il contrasto militare a ogni dimensione della Terra e persino nello spazio, siamo davanti a nuove barriere materiali e immateriali che si alzano in vari campi, ostacolando l’azione internazionale chiamata a prevenire e a contrastare focolai esistenti e rischi di nuove pandemie.
Dalle conquiste della Ricerca e della Medicina, dalla lotta contro il cancro, emerge una lezione che supera i confini dei laboratori: in cima alla scala dei valori sociali rimane la persona.
Voi Ricercatori presenti sapete bene che quel che, in un determinato, anche lungo, momento, appare impossibile può essere reso possibile dalla passione e dalla determinazione umana. Ne vogliamo – e ne possiamo – trarre motivo di fiducia e di speranza anche oltre l’ambito della Ricerca contro il cancro.
Su questa vi è ancora strada da percorrere. I tumori più aggressivi, le tipologie più rare sono frontiere che vanno ancora attraversate. E, certamente, lo saranno.
Il lavoro della Ricerca non deve fermarsi: non si ferma – ripeto – mai.

Sappiamo di averne bisogno e sappiamo di potervi contare.
I Giorni della Ricerca sono visti, e vissuti, come un messaggio per l’intera società.
Aiutano a rammentarci che la lotta contro il cancro non comincia negli ospedali, ma molto prima, attraverso la prevenzione e la riduzione dei fattori di rischio. Un’ ampia percentuale dei tumori potrebbe essere evitata intervenendo su fattori e comportamenti che sono modificabili.
Il minor tasso di mortalità oncologica che si registra in Italia rispetto ai nostri partner europei ci conforta sulla prevenzione e sulla capacità e diffusione delle cure. Ma non ci esenta dalla responsabilità di migliorare questi dati, sempre, di anno in anno, migliorabili.
L’efficacia della prevenzione dipende anche dalla sua concreta accessibilità. Non è possibile accettare che ci siano disparità territoriali, tali da ridurre in alcune aree o regioni le possibilità di accesso agli screening e ai servizi sanitari. Così come non si può accettare che difficoltà economiche si trasformino in ostacoli o, addirittura, in impedimenti alle cure.
Le diagnosi tempestive sono – come è noto – lo strumento più efficace per combattere il tumore: questa possibilità, decisiva, non può essere condizionata da differenze sociali o territoriali.
Il Servizio sanitario nazionale è nato per rendere il diritto alla salute un diritto pieno di cittadinanza. Ne sarebbe vanificata la funzione se le risorse disponibili, o le offerte di cura, o la qualità di strutture e infrastrutture, allargassero anziché restringere le diseguaglianze.
Il Ministro Schillaci, di recente, ha opportunamente detto che l’elevata mobilità sanitaria regionale, con tanti cittadini che per curare una patologia oncologica viaggiano da Sud verso il Centro-Nord, è un fattore gravemente critico su cui intervenire.
È responsabilità di tutte le istituzioni e dell’intera società adoperarsi per annullare le distanze che sussistono.
Ricerca e solidarietà sono alleate naturali. Le risorse destinate alla Ricerca – alla Ricerca in ogni campo verrebbe da aggiungere – sono risorse tra le più produttive. Sono quelle che rendono di più.
Questa cerimonia assume il significato di una speranza saldamente ancorata alla realtà.

Abbiamo un traguardo da condividere
Con chi è in cura, con i loro familiari, con i medici, con i volontari, con i cittadini, con tutti coloro che vogliono parteciparvi.
Auguro buoni Giorni della Ricerca a tutti.
Buoni Giorni all’Italia, che vi è riconoscente
Palazzo del Quirinale, 28/10/2026 (II mandato)
#sapevatelo2026
