FAKE NEWSIl monito di Mattarella

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Fake news e Intelligenza artificiale sempre più condizionanti sono un rischio per la democrazia, occorre un argine.

È il monito contenuto nell’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ieri, a Firenze, sul palco della cerimonia di apertura della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome.

Di fronte al quadro di forte competizione ed espansione del «potere computazionale», Mattarella ha invitato a non essere solo «spettatori», ma protagonisti della difesa dei valori fondativi della centralità della vita umana.

Punto di riferimento per una regolamentazione appropriata è l’Unione europea, a suo avviso «all’avanguardia».

La posizione espressa dal presidente della Repubblica fotografa una dinamica pervasiva in atto.

«Già oggi è evidente come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false, avvalendosi delle potenzialità offerte dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche e di indirizzarne gli orientamenti e le scelte non solo a livello commerciale, fenomeno quest’ultimo, ampiamente presente nell’esperienza quotidiana», ha scandito Mattarella, ponendo l’accento sulla velocità con cui l’opinione pubblica può essere orientata artificialmente da attori esterni.

Il monito della massima carica dello Stato riguarda in particolare il nodo dei rischi sistemici legati all’evoluzione tecnologica.

Il Presidente ha, infatti, sottolineato: «il rischio, talvolta riconosciuto anche dalle stesse big tech, è che lo sviluppo dei modelli attraverso l’apprendimento automatico conduca a una perdita di controllo dei processi tecnologici».

Da qui, a suo avviso, la necessità di trovare soluzioni tempestive.

Il messaggio è chiaro: «Occorre agire rapidamente e con efficacia affinché non prevalgano usi impropri e incontrollati di questa straordinaria tecnologia che è l’intelligenza artificiale», ha detto il Capo dello Stato, evidenziando la necessità di «predisporre e applicare una regolamenta- zione appropriata».

In questo scenario, il Presidente ha richiamato il ruolo strategico delle istituzioni sovranazionali, individuando nelle misure recentemente varate a Bruxelles un primo argine internazionale contro le derive algoritmiche.

«L’Unione europea – ha detto – all’avanguardia, come avviene in diversi ambiti e come sarebbe saggio riconoscere, ha già posto in essere una disciplina tra le più avanzate in ambito internazionale, in grado di orientare lo sviluppo e, se necessario, limitare le applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale in modo da precluderne impieghi contrastanti con l’interesse generale e i diritti fondamentali».

Occhi puntati dunque sulla «competizione sempre più esasperata tra un limitato di soggetti, con esiti che, allo stato, la scienza non è in condizione di prevedere».

È questa la paura, ma anche una leva d’azione.

«Se ci limitassimo ad essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale – ha concluso il Capo dello Stato – potrebbero essere pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia».

Lucia Stefania Manco

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