AQL FA SISTEMA CON GOVERNO E REGIONE
Si è tenuto presso la prestigiosa cornice di Casa Cava a Matera un importante vertice istituzionale per fare il punto sui progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in Basilicata.
All’incontro, che ha visto la partecipazione del Ministro Tommaso Foti, del Governatore Vito Bardi e dei Sindaci del territorio, si è discusso diffusamente di gestione idrica e innovazione tecnologica.
A margine del panel dedicato al supporto per gli enti locali, abbiamo intervistato Alfonso Andretta, Amministratore Unico di Acquedotto Lucano SpA, che ha illustrato la strategia della società per coniugare grandi investimenti infrastrutturali, tutela delle tariffe e nuove sfide digitali.
Dottor Andretta, partiamo dal recente tavolo istituzionale alla Casa Cava di Matera sui progetti PNRR in Basilicata, a cui hanno preso parte anche il Ministro Tommaso Foti e il Presidente della Regione Vito Bardi. Qual è il vostro bilancio e come si posiziona Acquedotto Lucano in questo scenario?
«L’adeguamento delle infrastrutture regionali viene salvaguardato dal reperimento di risorse pubbliche, evitando così rincari in bolletta per l’utenza lucana.
Abbiamo partecipato a un rilevante tavolo istituzionale focalizzato sullo stato di attuazione dei progetti finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nella regione Basilicata.
Al vertice hanno preso parte il Ministro Tommaso Foti e il Presidente della Giunta Regionale, Vito Bardi, unitamente ai Sindaci del territorio e ai vertici delle principali aziende di servizio pubblico regionali. Al panel dedicato alle strategie di coordinamento e supporto per gli enti locali, ho partecipato in veste di Amministratore Unico di Acquedotto Lucano SpA.
Come vertice aziendale ho preliminarmente espresso il mio ringraziamento al Go- verno nazionale e all’Ese- cutivo regionale per la costante centralità riservata alla tutela e alla gestione della risorsa idrica».
Può illustrarci nello specifico l’entità degli investimenti che state gestendo e le priorità per le reti regionali?
«Ho illustrato il quadro complessivo degli investimenti in capo alla società, che attualmente gestisce circa 400 milioni di euro di finanziamenti pubblici, dei quali quasi 120 milioni specificamente allocati per la riduzione delle perdite idriche lungo le reti regionali. Ho sottolineato la rilevanza strategica del reperimento di fondi extratariffari: l’adeguamento strutturale degli impianti e delle reti gestite da Acquedotto Lucano deve necessariamente poggiare su risorse pubbliche, al fine di evitare che l’impatto economico degli investimenti ricada sulla tariffa applicata all’utenza finale.
A fronte del pieno raggiungimento dei principali target del PNRR fissati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Acquedotto Lucano ha consolidato la cooperazione istituzionale attivando ulteriori sei interventi in sinergia con il Centro Servizi Territoriali (CTS).
Ho espresso un giudizio fortemente positivo sui benefici derivanti da tale collaborazione, definendola fondamentale non solo per le amministrazioni comunali di minori dimensioni, ma anche per le società a partecipazione pubblica maggiormente strutturate che si misurano con la complessità di rendicontazione di diverse linee di finanziamento».
Accanto alle opportunità della digitalizzazione emergono naturalmente nuove esigenze di tutela tec- nologica. Su quali aspetti specifici avete ritenuto prioritario sollecitare l’intervento del Go- verno?
«Nel rilevare che la transizione digitale rappresenta il baricentro di gran parte dei progetti in essere, ho formulato al Ministro Foti la proposta formale di estendere le competenze di supporto del CTS anche al settore della cybersecurity.
L’istanza risponde alla stringente necessità, per le pubbliche amministrazioni e i gestori di infrastrutture critiche, di disporre di presidi centralizzati e di elevate competenze per contrastare le minacce legate alla guerra ibrida. La sollecitazione ha raccolto l’immediata attenzione del Ministro Foti, che operativamente si è tradotta anche nella disponibilità da parte del CTS di avviare una collaborazione mirata con Acquedotto Lucano anche sul fronte della sicurezza informatica».
In conclusione, quale messaggio finale si sente di dare riguardo all’im- portanza di fare rete tra istituzioni e sulla prote- zione delle infrastruttu- re lucane?
«L’esperienza maturata con il Centro Servizi Ter- ritoriali dimostra che la sinergia tra i diversi livelli della pubblica ammini- strazione costituisce un factor di successo imprescindibile per il Paese.
L’approccio interdisciplinare è essenziale per gestire la complessità delle regole di rendicontazione e massimizzare l’efficacia della spesa pubblica. Ringraziamo i Governi nazionale e regionale per l’attenzione dimostrata sul tema delle risorse idriche e la disponibilità del CTS a fare squadra anche sul delicato fronte della sicurezza informatica, un ambito prioritario per garantire la resilienza delle nostre infrastrutture digitali e la continuità dei servizi essenziali a beneficio della comunità lucana».

