2 BLITZ, UNO ANTIDROGA E UNO CON SEQUESTRI
Diversi arresti nell’ambito dell’operazione antidroga della DDA di Potenza. A Lagonegro invece un maxi sequestro di terreni e fabbricati anche nel Cilento
È in corso un’operazione antidroga dei Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza coordinati dalla DDA di Potenza, tra la Val d’Agri e la Campania. Si tratta dell’esecuzione di un’ordinanza cautelare che riguarda diverse persone indiziate di traffico e spaccio di stupefacenti.
I particolari saranno resi noti nelle prossime ore con un comunicato della Procura della Repubblica del capoluogo lucano.
I SEQUESTRI DELLA PROCURA DI LAGONEGRO
Su altro fronte invece, personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Lagonegro — Aliquote Guardia di Finanza e Carabinieri, unitamente a personale della Stazione Carabinieri di Vibonati e del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e
Valio di Diano di Vallo della Lucania, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.|.P. del Tribunale di Lagonegro in data 22 settembre 2026, avente ad oggetto n. 2 fabbricati per oltre 7 unita abitative, ricadenti in localita Isca dei Macelli,
frazione Policastro Bussentino, Comune di Santa Marina (SA), per un valore complessivo stimato (ad opere completate) superiore a euro 600.000,00 per reati di lottizzazione abusiva cd. “mista” di cui all’art. 44, comma 1, lett. c) del D.P.R. n. 380/2001.
Il provvedimento trae origine dalle indagini svolte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza e dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano di Vailo delia Lucania, su delega di questa Procura.
Le indagini, originate da un procedimento penale instaurato a carico del Sindaco pro- tempore del Comune di Santa Marina, dei responsabili dell’Ufficio Tecnico e di alcuni imprenditori per i reati di corruzione, concussione e lottizzazione abusiva, si sono sviluppate attraverso il conferimento di incarico peritale finalizzato allindividuazione delle aree agricole del Comune di Santa Marina che avevano perso il carattere deila ruralita in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti, il cui esito ha consentito di accertare la realizzazione di una sistematica operazione di trasformazione speculativa di un’area di circa 8.100 mq, classificata in “zona agricola E” dal vigente Piano Regolatore Generale, originariamente inedificata, sviluppatasi attraverso un disegno criminoso unitario articolato in tre fasi tra loro inscindibili: il frazionamento catastale della particella originaria in 4 lotti funzionalmente incompatibili con la vocazione agricola dell’area; la loro cessione mediante una serie di atti di compravendita conclusi tra il 2012 e il 2022; la successiva edificazione attraverso permessi di costruire viziati ab origine.
L’operazione si concludeva, nella quasi totalità dei casi, mediante varianti in corso d’opera per cambio di destinazione d’’uso da agricola a residenziale, assentite in assenza di qualsivoglia istruttoria sullo stato di fatto delle opere. Il risultato è stata la creazione – su suolo agricolo costiero originariamente inedificato – di un agglomerato residenziale privato, che ha comportato un irreversibile consumo di suolo in un’area di elevato pregio ambientale e paesaggistico.
Le indagini, sviluppatesi nel corso di un’attivita di ampio respiro, hanno consentito di accertare la responsabilita di complessivi 7 indagati, nelle rispettive qualità soggettive di lottizzatori, progettisti e direttori dei lavori, acquirenti, venditori e responsabili pro-tempore dell’Ufficio Tecnico Comunale preposti al rilascio dei titoli edilizi.
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti sia il fumus del reato di lottizzazione abusiva sia il periculum in mora, ravvisando il concreto rischio di protrazione e aggravamento degli effetti illeciti attraverso il completamento delle opere e la possibile alienazione a terzi dei manufatti, nonché l’esigenza di anticipare gli effetti della futura confisca obbligatoria prevista dalla legge.
Tale impianto ha trovato conferma in sede di impugnazione: il Tribunale del Riesame, ha rigettato tutte le richieste di riesame proposte, confermando integralmente il decreto di sequestro.
I provvedimento si pone in linea di continuità con il sequestro preventivo già eseguito il 5 giugno 2026 nell’ambito di altro procedimento che, al pari del presente, traeva origine da atti scaturenti dal medesimo incarico peritale, già precedentemente menzionato. In quella sede, erano stati sottoposti a vincolo n. 6 fabbricati in corso di costruzione, per oltre 15 unità abitative, ricadenti nella stessa località Isca dei Macelli, su un’area agricola di circa 24.276 Mq, per un valore stimato ad opere completate superiore a euro 1.500.000, con 32 indagati.
Complessivamente, le due operazioni hanno pertanto interessato n. 8 fabbricati, oltre 22 unita abitative e una superficie agricola di oltre 32.000 Mq, per un valore complessivo superiore a euro 2.100.000.
