A OLTRE IL GIARDINO SI PARLA DI AUTOMOTIVE E UNIVERSITÀPromesse per gli agricoltori: focus di Minichino di Copagri

A OLTRE IL GIARDINO SI PARLA DI AUTOMOTIVE E UNIVERSITÀ

Ritorna l’appuntamento “Oltre il Giardino”.

Primo ospite della puntata il presidente di Copagri Basilicata, Nicola Minichino, che ha fatto il punto della situazione sulle difficoltà che sta attraversando il comparto agricolo lucano, tra aumento dei costi di produzione, prezzi insufficienti e mancanza di sostegni adeguati.

«La situazione è molto grave», ha dichiarato, ricordando l’impennata del prezzo del gasolio agricolo, passato dagli 80-85 centesimi al litro dello scorso anno fino a 1,70 euro.

Nonostante il recente calo e l’annunciata riduzione del 20%, secondo Minichino molti agricoltori non beneficiano ancora concretamente dello sconto. Una criticità particolarmente pesante in questa fase, decisiva per le semine e le produzioni.

Copagri, insieme alle altre organizzazioni, ha chiesto alla Regione interventi immediati e un tavolo di crisi che coinvolga anche l’assessorato al Bilancio.

«Senza soldi non si va da nessuna parte», ha sottolineato Minichino, sollecitando risorse concrete anche attraverso le royalties petrolifere.

Ha inoltre ricordato che restano da liquidare finanziamenti relativi ai progetti di filiera nazionali, per i quali è necessaria la compartecipazione regionale.

Il presidente ha ribadito l’importanza dell’unità del mondo agricolo: «Noi siamo un sindacato di proposte, non un sindacato di lotte.

L’obiettivo -ha spiegato- non è alimentare divisioni, ma trovare soluzioni condivise per tutti gli agricoltori». Preoccupano anche i prezzi riconosciuti ai produttori.

Per il grano, a fronte di costi stimati da Ismea tra 30 e 35 euro al quintale, il prezzo di vendita si attesterebbe sui 23- 24 euro.

Anche l’olivicoltura e l’ortofrutta soffrono: «Al supermercato troviamo i pomodori a sette-otto euro, ma a noi ci pagano pochi centesimi».

Da qui la richiesta di accorciare le filiere e creare un rapporto più diretto tra agricoltori e grande distribuzione, riducendo i passaggi intermedi.

Minichino ha infine evidenziato il ruolo strategico dell’agricoltura per l’economia regionale, l’occupazione e la tutela delle aree interne, chiedendo maggiori investimenti per favorire anche il ricambio generazionale. «Se l’agricoltore abbandona il terreno, non torna più».

Un appello alla Regione Basilicata affinché il settore primario riceva l’attenzione e il sostegno necessari per garantire il futuro delle aziende agricole lucane.

AUTOMOTIVE IN BASILICATA, BRAIA: «SERVONO INNOVAZIONE, FORMAZIONE E NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE»

Ospite della trasmissione Oltre il Giardino su Cronache TV, anche Antonio Braia, presidente del Cluster regionale dell’automotive, che ha analizzato le prospettive del settore in Basilicata, tra crisi di Stellantis, transizione ecologica e possibilità di riconversione industriale.

«I cluster -ha spiegato- sono una palestra in cui micro, piccole, medie e grandi imprese, centri di ricerca e università condividono competenze e conoscenze per costruire fiducia, sviluppare innovazione e rafforzare la competitività sui mercati».

Sul futuro dell’automotive occorre superare una transizione esclusivamente orientata all’elettrico, valorizzando anche motorizzazioni ibride e altre soluzioni capaci di rispettare l’ambiente e salvaguardare le competenze industriali.

Tra le opportunità individuate figura l’apertura verso i comparti della difesa e dell’aerospazio, attraverso la riconversione di parte delle produzioni e il trasferimento delle competenze maturate nell’automotive.

Un percorso che richiede investimenti nella formazione del capitale umano: «Le competenze per produrre componenti per auto possono evolvere e trovare applicazione in nuovi settori».

Braia ha sottolineato che la Basilicata non può contare soltanto sulla filiera Stellantis, ma anche sulle numerose aziende attive nell’aftermarket, specializzate nella produzione di componenti equivalenti e nei servizi per il settore automobilistico.

«L’automotive c’è e ci sarà», ha affermato, sebbene con volumi e caratteristiche differenti.Fondamentali saranno la ricerca e lo sviluppo, la collaborazione tra imprese e università e il ruolo di coordinamento della Regione. «Investire in ricerca e sviluppo è la garanzia di reputazione verso i mercati», ha dichiarato, evidenziando anche le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, purché accompagnate da formazione e consapevolezza.

«Se deleghiamo all’intelligenza artificiale tutto, è chiaro che è un rischio», ha avvertito, richiamando la necessità di mantenere centrale il ruolo umano nelle decisioni e nella visione strategica.

Infine, affrontando le implicazioni etiche delle nuove tecnologie in ambito militare, Braia ha invocato regole e controlli: «Dobbiamo garantire una certificazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in qualsiasi contesto».

La sfida, per la Basilicata, sarà trasformare le competenze esistenti in nuove opportunità industriali, occupazionali e di sviluppo.

UNIBAS E POTENZA, GIOVANNA RIZZO: «LA CITTÀ PUÒ DIVENTARE A TUTTI GLI EFFETTI UNA CITTÀ UNIVERSITARIA»

Ultimo ospite della puntata la professoressa del- l’Università degli Studi della Basilicata e consigliera comunale di Potenza Giovanna Rizzo con la quale è stato fatto il punto sul rapporto tra Ateneo e città, sottolineando i risultati raggiunti negli ultimi anni.

Tra i segnali positivi, l’inaugurazione dei nuovi studentati in via Vescovado e in via Mazzini, che contribuiscono a rafforzare la presenza degli studenti nel centro storico.

«È importante creare delle strutture in modo da far sì che l’Università trovi sempre di più la sinergia con la città di Potenza», ha dichiarato Rizzo, ricordando anche l’ipotesi di una mensa universitaria in centro.

La docente ha evidenziato l’ampia offerta formativa dell’Unibas, le tasse tra le più basse d’Italia e il rapporto diretto con i docenti: «Gli studenti non sono dei numeri, ma sono contraddistinti da un nome e da un cognome».

Secondo i dati citati nell’intervista, circa il 95% dei laureati trova lavoro entro cinque anni e il 90% degli studenti è soddisfatto del percorso di studi.

Sul futuro dell’Ateneo, Rizzo ha ribadito: «Potenza può essere e può diventare a tutti gli effetti una città universitaria, valorizzando la collaborazione tra amministrazione comunale e comunità accademica»

Positivo anche il bilancio dell’esperienza da consigliera comunale: «Questa amministrazione sta facendo tantissimo», ha affermato, citando interventi su viabilità, verde urbano, sport e sociale. Infine, ha ricordato che circa il 28% degli iscritti proviene da fuori regione, sottolineando l’importanza di rendere l’Università sempre più attrattiva per i giovani lucani e non solo.

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