FRISOLI, LOPIANO E MANZI PARLAVANO DI APPALTI
Giunge nella nostra redazione una nota nella quale l’avvocato di Frisoli ci chiede di cancellare un nostro articolo dal web e di rettificare le nostre affermazioni sulla riconducibilità dello stesso Frisoli alle indagini mosse dalla Procura della Repubblica di Potenza e che hanno portato all’emissione di misure cautelari, ad alcune perquisizioni e ad interrogatori che sono in corso di svolgimento. Il difensore di Frisoli ci tiene a farci sapere che il suo assistito non ha ricevuto avviso di garanzia, non è nel registro degli indagati e non è menzionato nelle indagini.
Abbiamo riletto con attenzione il nostro scritto oggetto dell’attenzione del legale del Frisoli e onestamente non riusciamo a comprendere in che passo noi avremmo scritto cose diverse.
Non abbiamo mai detto che il Frisoli sia indagato o coinvolto nelle indagini essendoci limitati a riferire che i Lopiano e il Quaratino si erano interessati anche di chiedere che la cooperativa Le Tre Fiammelle (di cui Frisoli era stato rappresentante legale e di cui lo stesso è socio) entrasse nei subappalti per la costruzione del Trauma Center.
Al difensore del Frisoli non è piaciuto che noi abbiamo scritto che non possiamo escludere che i Lopiano e il Quartino agissero autonomamente e senza alcuna relazione con il Frisoli.
Noi lo ribadiamo. Noi sappiamo solo che gli estorsori chiedevano dei subappalti per le Tre Fiammelle, non possiamo escludere che lo facessero senza aver parlato con il Frisoli.
Forse il Frisoli viole che escludiamo questa ipotesi? Noi non possiamo che riferire ciò che leggiamo non potendo andare per deduzioni in nessuna direzione.
Ribadiamo dunque che le Tre Fiammelle quando erano dirette da Frisoli sono state colpite da interdittiva antimafia, che sono usciti dalla misura prefettizia perché hanno cambiato management e che i Lopiano e il Quaratino avevano mostrato interesse per le attività della cooperativa.
Aggiungiamo, ribadendo, che non abbiamo elementi per escludere che lo facessero senza aver ricevuto alcuna sollecitazione dal Frisoli.
Ci rendiamo conto che questo può dare fastidio. Non ce ne scusiamo perché è il nostro lavoro e noi riportiamo i fatti nella loro oggettività così come emergono dai documenti.
IL RUOLO DI FRISOLI
In realtà, pur non essendo indagato, il nome di Frisoli compare ripetutamente nelle indagini.
Per comprendere esattamente la dinamica della vicenda dobbiamo partire dalla deposizione di Luca Manzi. La principale vittima delle presunte estorsioni di Quaratino e dei Lopiano, sentito a sommarie informazioni, dice che i Lopiano “hanno avanzato la stessa pretesa, ovvero far lavorare una ditta da loro segnalata ossia un consorzio di Foggia cui appartiene un’impresa chiamata “le tre fiammelle”.
I figli e la compagna di Lopiano, precisa la procura, del resto lavorano per le Tre Fiammelle.
A un certo punto viene sentito anche il Bonavoglia che è il presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio cui aderisce anche la cooperativa “Le Tre Fiammelle”.
Il Bonavoglia agli inquirenti dice che “se non erro Giovanni Frisoli mi ha detto che “Le Tre Fiammelle” è stata interessata da “La Cascina” per lo svolgimento di lavori di impiantistica”.
Le circostanze riportate da Bonavoglia e da Manzi sono confermate dallo stesso Frisoli. Sentito dagli inquirenti è proprio il Frisoli a dire che la società per cui lavora (Le Tre Fiammelle) ha fatto un’offerta a La Cascina dopo aver interloquito con Manzi presentatogli da Lopiano.
Lo stesso Frisoli viene definito dagli inquirenti come il responsabile dell’appalto delle pulizie presso il San Carlo.
E allora in tutta onestà non riusciamo a comprendere di cosa si lamenti il Frisoli se lui stesso riconosce di aver parlato con Manzi per un appalto dopo che il Manzi gli era stato presentato dai Lopiano. Il Frisoli non è indagato e lo ribadiamo.
Non possiamo escludere che non fosse a conoscenza delle minacce rivolte dai Lopiano a Manzi.
Quello di cui siamo certi è che il Frisoli abbia incontrato Manzi su mediazione di Lopiano per parlare sei subappalti del Trauma Center. Ne siamo certi perché ne parla proprio il Frisoli.
IN CORSO GLI INTERROGATORI
Sono iniziati, intanto, gli interrogatori di garanzia e preventivi. Davanti ai magistrati i Lopiano che hanno escluso le condotte estorsive parlando di crediti da lavoro da riscuotere e Quaratino per gli interrogatori di garanzia a misure già applicate.
Mentre saranno otto le persone che dovranno rispondere per gli interrogatori preventivi. Come è noto, infatti, la norma prevede che i destinatari di misure cautelari, in mancanza di pericoli imminenti, vengano sempre sentiti prima dell’emissione delle misure.
All’esito degli interrogatori sapremo qualcosa in più sugli sviluppi delle indagini e sulle decisioni dei magistrati.
Massimo Dellapenna

