PER DE BONIS E ALTRI ARRIVA L’ARCHIVIAZIONE
Si è conclusa con una archiviazione l’indagine che vedeva coinvolti De Bonis ed altri 60 indagati tra i quali alcuni nomi eccellenti come Bardi, Rosa, Piro, Merra, Fanelli, Calenda, Spera ed altri.
L’archiviazione, richiesta dal Pm Montemurro è stata concessa dal GIP Amodeo.
Alla base della richiesta del Pubblico Ministero il fatto che si trattasse di un “fascicolo contenitore” contenente fatti non più attuali (alcuni dei quali prossimi alla prescrizione o già prescritti) o fatti non suffragati da elementi probatori sufficienti per attivare l’azione penale.
UN PEZZO DI INDAGINE
Montemurro, molto correttamente ed in modo assolutamente garantista, ha preferito chiedere l’archiviazione anziché avviare un processo senza la sufficiente presenza di elementi.
Va ricordato che le indagini, per loro natura, sono proprio finalizzate a cercare elementi per una condanna e che la richiesta di archiviazione è proprio lo strumento che la pubblica accusa deve usare quando gli elementi raccolti non sono sufficienti.
Si deve aggiungere a ciò il fatto che il Procuratore Falvo, come riportato proprio da Montemurro nella sua richiesta, ha emesso linee guida precise che invitano a non iniziare processi per reati di pronta prescrizione a meno che non siano di grave allarme sociale.
Per completezza va detto che, rispetto all’intera indagine che sconvolse la società lucana, quella oggetto della presente archiviazione riguarda ipotesi sostanzialmente marginali essendo in corso il processo per i fatti più gravi mentre per alcuni fatti si è già arrivati a sentenze di merito.
LA SMENTITA DI ZETA SYSTEM
Rispetto all’articolo di ieri su uno dei pezzi di indagine che ha riguardato i Lopiano e Quaratino ci è giunta una nota di Zeta System S.p.A che ci segnala che “nell’articolo viene erroneamente indicata la società Zeta System S.r.l. (oggi Zeta System S.p.A.) quale soggetto coinvolto nella vicenda” .
“Tale riferimento – secondo l’ufficio legale di Zeta System – è del tutto inaccurato e privo di fondamento poiché la società è completamente estranea ai fatti riportati”.
Nella nota “si precisa che il sig. Antonio Zaccagnino, amministratore e legale rappresentante della Zeta System S.p.A., è persona diversa e non collegata al sig. Vito Antonio Zaccagnino, più volte menzionato nell’articolo quale protagonista dell’inchiesta”.
Noi prendiamo atto della smentita di Zeta System ma ci teniamo a precisare che in questo errore (se di errore si tratta) sono caduti anche il Pubblico Ministero e il GIP
Massimo Dellapenna

