LA CIRCOLARE MATTARELLA SULLE QUOTEIl primo a volere limiti agli immigrati nelle classi è stato l’inquilino del Colle

LA CIRCOLARE MATTARELLA SULLE QUOTE

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un fatto rivoluzionario.

La Meloni con poche parole ha smascherato l’ipocrisia della sinistra sulle quote di immigrati nelle scuole.

Lo ha fatto anche svelando tutta la narrazione con la quale la sinistra aveva provato a tirare il Presidente della Repubblica Mattarella per la giacchetta dando una interpretazione delle sue parole tali da poter essere considerate contro il Governo.

Il Presidente della Repubblica, infatti, parlando di scuola aveva voluto ricordare che la scuola è aperta a tutti ed è il principale veicolo per l’inserimento sociale e che, come tale, è considerata dalla Carta Costituzionale.

Parole, quelle di Mattarella, che non erano in valore assoluto contrarie alla proposta di Giorgia Meloni sulle quote di immigrati nelle scuole ma che così erano state forzatamente interpretate dalla sinistra nel tentativo di costruire uno scontro istituzionale.

LA CIRCOLARE DI MATTARELLA

In realtà la sinistra italiana, quanto era governativa e non gestita come un’assemblea di istituto di un liceo, aveva non solo teorizzato ma messo in pratica il principio delle quote massime di immigrati per istituto.

Lo aveva fatto per la prima volta con una iniziativa del Ministro dell’Istruzione Mattarella. Non era una Legge né un decreto Legge ma una circolare.

Una circolare nella quale, proprio al fine di favorire l’integrazione, si suggeriva di non mettere più di 5 studenti immigrati per classe cercando anche di evitare che fossero dello stesso gruppo linguistico.

Circolari simili erano state fatte anche da Gelmini e anche dei ministri dell’istruzione dei Governi Conte e Letta. Insomma, quello di evitare le classi ghetto era una questione che anche la sinistra aveva in cuore di fare.

LA DIFFERENZA TRA IL FARE E L’ANNUNCIARE

Trovati con le mani nella marmellata gli esponenti dell’opposizione hanno iniziato a cercare il pelo nel- l’uovo che, in realtà, non nasceva da un giudizio della realtà ma da un pregiudizio. In pratica i soliti soloni hanno provato a dire che è vero che anche la sinistra al governo e anche Mattarella lo avevano voluto ma che, mentre la Sinistra lo voleva fare per favorire l’inclusione, la Meloni l’ha immaginato con finalità razziste.

Siamo al delitto d’autore. In pratica la stessa cosa è umanitaria se la fa la sinistra, diventa razzista sa la fa la Meloni.

La differenza sostanziale, in realtà, tra le circolari di Mattarella e la proposta della Meloni è, come sempre, la differenza che esiste tra l’annunciare e il fare. Le circolari dei Ministeri dell’Istruzione sono rimasti, fino ad oggi, lettera morta.

Simili alle grida manzoniane contro i bravi, si sono accumulate nella polvere delle segreterie bloccata dai “se possibile” che da sempre caratterizzano lo stile dello scrivere senza volontà di fare. La Meloni, come è accaduto per il bollo auto, non sembra volersi limitare ad annunciare, intende anche fare. La Melo- ni lo farà e lo farà in maniera tale da non lasciare i “se possibile” alla volontà del caso.

LO SCONTRO INESISTENTE CON IL COLLE

Sullo sfondo della scena resta il presunto scontro con il colle.

Uno scontro che non è avvenuto in questi anni e che oggi nasce solo a causa delle pretese interpretazioni della sinistra del pensiero del Presidente della Repubblica.

Noi, ovviamente, non sappiamo se ci sono interlocuzioni.

Quello che, però, ci sembra di capire è che il Presidente del Consiglio che fino ad oggi non ha mai neanche lasciato adito alla possibile interpretazione di una frizione con il Quirinale, questa volta ha fatto capire che non intende fermarsi davanti a niente ed andrà fino in fondo.

Sulla rottura dei ghetti per gli immigrati nelle periferie Fratelli d’Italia ha fondato una parte del suo programma e della sua identità. Ora è il momento dei fatti.

Roberto Lamattina

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