L’UMANITÀ DI SAN FRANCESCO: NUOVA REGIA DI PINO QUARTULLO
Sabato 3 ottobre e domenica 4 ottobre 1226 San Francesco d’Assisi moriva e veniva sepolto.
Esattamente ottocento anni dopo, negli stessi giorni della settimana, il 3 e 4 ottobre 2026, il Teatro Quirino di Roma ospiterà un evento culturale di eccezionale rilievo: «Il Viaggio di Francesco», lo spettacolo scritto e diretto da Pino Quartullo, un’opera che trascende il teatro tradizionale per farsi esperienza spirituale e umana universale.
Il regista Pino Quartullo firma una drammaturgia coraggiosa e inedita, capace di distaccarsi dagli stereotipi agiografici per concentrarsi sulla fragilità, la solitudine e le contraddizioni di un uomo che cercava il silenzio di Dio.
L’opera attinge liberamente al romanzo «La sapienza di un povero» di Eloi Leclerc, alle riflessioni di Davide Rondoni raccolte nel volume «La ferita, la letizia», alle Fonti Francescane e alla consulenza di fra Simone Castaldi, guardiano all’Aquila e commissario di Terra Santa per Roma e Lazio.
Il cuore emotivo dello spettacolo è segnato anche dal profondo sodalizio artistico con il compianto poeta Gabriele Galloni.
Nel 2023, durante il Premio Scalfari al Teatro Traiano di Civitavecchia, Pino Quartullo lesse alcune poesie del giovanissimo autore, vincitore del premio, restandone profondamente folgorato.
Da allora è nato un dialogo costante con la madre del poeta, culminato nel 2024 quando la donna ha donato al regista un racconto inedito scritto da Gabriele all’età di diciassette anni, intitolato «L’ultima notte di Francesco».
Si tratta di un testo consapevole che descrive la morte come una rinascita superiore. Sono pagine di scrittura potente, cariche di incursioni del demonio, scene di delirio della folla e fenomeni paranormali: una visione quasi profetica che risuona con le sofferenze del Santo.
Quartullo ha sceneggiato quel racconto, trasformandolo nella parte conclusiva dello spettacolo, oggi riconosciuta come il vertice emotivo e spirituale dell’opera.
Il valore del progetto è testimoniato dal prestigioso percorso intrapreso: nato come progetto speciale del Ministero della Cultura nel 2024, gode del patrocinio del Comitato nazionale San Francesco 1226-2026 e del Giubileo 2025, dopo aver già raccolto successi in luoghi simbolo come Assisi, Castel Sant’Angelo e il Pantheon.
A dare vita a questo affresco umano è una compagnia di alto profilo, formata da giovani artisti che vantano già importanti carriere tra cinema, teatro e televisione: Giulio Tropea vestirà i panni di San Francesco; Roberto Fazioli interpreterà il Frate dissidente, Cristo e il Messo di Satana; Massimiliano Viola Grosso sarà Frate Leone; Simone Sabia interpreterà Frate Rufino; Giorgio Melone sarà Frate Ginepro e il Giovane Prete; Rachele Sarti darà voce e corpo a Santa Chiara e alla Morte; Gaetano Marsico interpreterà Fra Masseo.
L’intento della regia è mostrare come la crisi del Santo sia stata una necessaria prova interiore per consolidare la fede, un messaggio che risulta ancora oggi una luce di speranza. «Io credo che Francesco non si sia mai veramente perso — dichiara Pino Quartullo —. Credo, anzi, che questa sua crisi sia stata una sorta di prova interiore per passare ad una fase successiva, un modo per approfondire e consolidare la sua fede sfatando ogni dubbio».
La cura dei dettagli, dalle luci di Raffaele Fracchiolla alle musiche originali di Gaetano Marsico e Roberto Laneri, rende lo spettacolo una fusione tra cinema e teatro.
La produzione è affidata a Maximo Event di Nicolò Innocenzi in collaborazione con SB management e con il supporto dell’associazione «La Città Degli Artisti» di Margherita Romaniello.
Le date al Teatro Quirino rappresentano così un appuntamento per celebrare un’eredità che dopo otto secoli continua a interrogare il nostro tempo.

