Nemmeno l’eccedenza fantastica messa su carta romanzata da quella formidabile penna di Lewis Carrol avrebbe fatto di meglio rispetto alle scenette surreali che giorno dopo giorno si susseguono nel campo di centrodestra portandoci peraltro nel punto basso e più imbarazzante d’Italia. Ora pur con le migliori intenzioni del caso e perfino con sintomi d’immaginazione vera e sfidante la realtà mettiamoci nei panni della povera Alice in versione turistica e dolcemente girovaga in Basilicata: tutto apparirà una specie di paese delle meraviglie con incantatori di serpenti al seguito e favolari tostissimi e smargiassi, pronti a farsi sotto col racconto migliore che hanno in tasca su tutto il bene possibile e la loro luminosa opera di redentori salvatori. E così tanto per rimettere qualche buon nome in elenco patriottico breve ci sarà il solito Cupparo a risognare l’arrivo farlocco d’Amazon mentre il PIL è a crescita disgraziata, Cicala a discettare d’agricoltura innovativa salvo poi ad autocommissariare l’Alsia, abbandonata ormai da mesi, Latronico a selfizzare l’universo lucano fino all’egolatria, tranne che la fila delle liste d’attesa. Canta Fedez:“Paese delle meraviglie, ma io non mi meraviglio…”      

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