L’ amministrazione comunale di Ruvo del Monte ha annunciato che «è stata acquisita la parte del castello di proprietà degli eredi Tozzi. Il progetto, che si concretizza giorno dopo giorno, prevede ora una fase di accurata ristrutturazione: i lavori dovrebbero prendere avvio già nel mese di aprile -commenta il Sindaco Pietro Mira Poco alla volta ce la stiamo facendo. L’impegno di tutti è far diventare Ruvo del Monte la perla del Vulture». Nel dettaglio si tratta di «una acquisizione di parte del castello che non solo mira a «conservare e tutelare il patrimonio storico della comunità di Ruvo, ma apre anche a nuove prospettive per il futuro». Ai confini con la Campania, Ruvo del Monte è stato in passato uno snodo fondamentale che collegava la regione limitrofa con l’entroterra della Basilicata. Per questo ha visto il passaggio di numerose civiltà che si sono sussegui- te nel corso del tempo. Probabilmente l’abitato fu fondato dai Sanniti col nome di Rufrae, anche se il primo documento che cita il paese con il nome di Ru- vo risale al 1045. Fu una potente roccaforte longobarda della contea di Conza e, dopo la dominazione Sveva, appartenne alla famiglia Armaterra. Il centro fu distrutto durante la repressione ghibellina del 1268 e ricostruito nel XIV secolo dalla famiglia De Balzo. Successivamente fu governato da varie famiglie. Di grande interesse architettonico è proprio il Castello, oggi oggetto d’interesse delle cronache, risalente al XVI secolo: l’edificio è affiancato da una torre di epoca angioina che conserva ancora le originali merlature. Presso il Castello è situata la “Fon- tana Vecchia”, la più antica del paese con due abbeveratoi. Ai sensi della legge 1 giugno 1939, l’immobile “Torre e Castello Angioino” veniva dichiarato dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, con Decreto del 14 ottobre 1985, di interesse particolarmente importante perché rappresenta «un significativo esempio di complesso residenziale fortificato risalente al XVI seco- lo, variamente articolato in coerenza con la morfologia del luogo caratterizzato dai resti del fossato e da un doppio accesso archi- voltato. Il castello dominante l’abitato, di cui ne costituisce il nucleo più antico, ingloba un preesistente torrione circolare di epoca Angioina con coronamento a mensole multiple che costituisce l’emergenza architettonica ed ambientale di riferimento dell’intero centro abitato». Ma la vicenda che lega il castello al Comune di Ruvo è lunga e complessa, già il precedente Sindaco Fasano si era dato da fare contattando anche la famiglia Tozzi, risiedente in America. Prima il diniego, poi il consenso, poi il disaccordo tra i membri, insomma, non si arrivò mai davvero ad una conclusione della questione. Oggi dunque, dopo molte vicissitudini, si apre un nuovo capitolo per questo importante monumento storico che rappresenta non solo i cittadini di Ruvo, ma il territorio.
