POTENZA E MATERA CELEBRANO IL RICORDO DEİ CADUTI
Il ricordo dei quattro militari italiani morti in Bosnia il 29 ottobre scorso, il valore della Patria, il servizio dei militari, delle donne e delle istituzioni.
Al centro della celebrazione una cerimonia sobria e solenne, alla presenza delle autorità civili, politiche, religiose e militari. Così, a Potenza, nel Parco di Montereale, è stata celebrata la Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale.
Presenti il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro; il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano; il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca; il Comandante dei Carabinieri, Luca Mennitti; la Comandante della Polizia Locale di Potenza, Maria Santoro; la Vice Sindaca di Potenza, Federica D’Andrea; il Cappellano Militare, don Giovanni Caggianese; il Comandante della Guardia di Finanza, Massimiliano Tibollo; la Garante per la Disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula; gli Assessori regionali alle Infrastrutture e al Lavoro, Pasquale Pepe e Francesco Cupparo; il Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza, Italo Marsico, e il Consigliere regionale Angelo Chiorazzo.
Al centro della giornata il ruolo delle Forze Armate e dei militari italiani al servizio dello Stato, impegnati nel perseguimento della pace, ma anche il valore e il contributo delle donne, presenti nei luoghi di guerra, comprese quelle realtà di conflitto che troppo spesso vengono dimenticate.
Una giornata caratterizzata anche dall’impegno dei volontari della Croce Rossa, dei Vigili del Fuoco, delle Crocerossine e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, che hanno contribuito allo svolgimento di un evento di grande rilevanza, nel segno delle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul ruolo delle Forze Armate e sull’Unità della Nazione.
Don Giovanni Caggianese ha benedetto la corona alla presenza delle autorità. Alla Scuola Chiacchio di Nemoli è stata consegnata una bandiera tricolore, in segno di riconoscenza per la meritoria azione a sostegno della Repubblica, dello Stato e delle Forze Armate. Il Vice Prefetto Maria Luisa Palermo ha dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Successivamente è stato letto il messaggio del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. La deposizione della corona d’alloro sul cippo dei Caduti ha rappresentato uno dei momenti più significativi della cerimonia, arricchita dagli interventi dei rappresentanti delle istituzioni, che hanno ricordato il valore delle Forze Armate, della Patria e della Nazione.
Il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha invitato i presenti a osservare un minuto di raccoglimento in memoria dei militari caduti in Bosnia e ha ricordato Decimo Trupo, recentemente insignito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dell’onorificenza di Alfiere al Merito.
Una giornata bella e toccante, conclusasi con l’esecuzione del brano Gabriel Sole da parte dell’Orchestra Giovanile Lucana, diretta da Pasquale Menchise.
Il Comandante dei Carabinieri, Luca Mennitti, ha sottolineato il significato della ricorrenza: «È una giornata che unisce la memoria storica, importante per la storia italiana, al presente.
Quest’anno il Ministero della Difesa ha voluto rafforzare ulteriormente questo legame con un piccolo segno simbolico: il miosotide, il fiore del “non ti scordar di me”, che rappresenta tutti i nostri caduti.
Lo indosseremo in occasione di tutte le celebrazioni del 4 novembre. Il valore di questa ricorrenza è particolarmente importante anche per i giovani, perché la libertà deve essere conquistata, custodita e rafforzata.
I valori della sicurezza, della libertà, dell’uguaglianza e dei diritti devono essere sempre perseguiti. In questo senso, anche le nostre donne e i nostri uomini in uniforme rinnovano oggi il proprio impegno nei confronti del Paese.
I caduti in Bosnia? Purtroppo sì.
Quello che è accaduto è un incidente molto grave, molto serio, che fa parte del nostro mestiere. Ovviamente non ci si abitua mai alla morte e siamo profondamente addolorati anche per questo».
Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha fatto il punto sul significato della Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, sottolineando: «Credo che il ritrovarsi intorno alla bandiera italiana debba rappresentare un simbolo per tutti, ma anche un invito e un augurio soprattutto ai giovani, che sono i protagonisti del futuro.
Allo stesso tempo, devono essere consapevoli che la storia e il passato hanno contribuito e devono continuare a contribuire alla costruzione di un mondo migliore, soprattutto per loro. Sono questi i valori nei quali devono credere, i valori fondanti della democrazia.
Una democrazia che non si conquista così, voglio dire: la libertà non si conquista soltanto attraverso le azioni, ma anche con la consapevolezza e con la capacità di dare, soprattutto attraverso l’esempio di chi ha vissuto ed è morto per la Patria.
Questo è ciò che i giovani devono comprendere. Il nostro messaggio deve essere rivolto soprattutto a loro, perché saranno le generazioni future a portare avanti questa volontà del Paese.
Oggi, in particolare, dobbiamo trasmettere un messaggio di pace, perché con la guerra non si realizza nulla. La guerra distrugge. La pace e la volontà di dare risposte concrete a tutti i Paesi rappresentano l’unico obiettivo che dobbiamo perseguire».
Il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha illustrato i temi centrali della giornata, soffermandosi in particolare sul valore della memoria storica e sui principi costituzionali: «Ai giovani presenti oggi voglio dire che devono coltivare i principi contenuti nella nostra Carta costituzionale, che rappresenta il punto di arrivo di un percorso passato anche attraverso gli eventi che oggi ricordiamo.
Parlare della Grande Guerra e di quel 1918 significa guardare a un passaggio storico fondamentale, che rappresenta tuttavia soltanto una tappa di un percorso culminato nel 1946, con la svolta repubblicana. Come ha più volte sottolineato anche il nostro Presidente della Repubblica, lo sguardo e la visione devono essere rivolti lontano, verso la costruzione di una Repubblica democratica e di un’Unione europea che, anche oggi, in presenza di scenari e orizzonti di guerra, abbiamo tutti il dovere di sostenere e rafforzare.
È proprio questo che ho voluto sottolineare nel mio intervento, richiamando in particolare il significato e l’interpretazione che si sono affermati all’interno dell’Assemblea Costituente nella formulazione dell’articolo 11, secondo cui l’Italia ripudia la guerra e consente quelle limitazioni di sovranità che favoriscono la costruzione di un percorso europeo».
Francesco Menonna

