CALLMAT, SI RIAPRE LA PARTITA: CONVOCATO MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE TAVOLO REGIONALE
Una convocazione attesa e un segnale che potrebbe sbloccare la vertenza più delicata del settore telecomunicazioni, a Matera.
Per la CallMat è stato fissato il Tavolo regionale di confronto mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 12.00, presso la Sala Verrastro del Palazzo della Giunta Regionale, a Potenza.
La convocazione è stata disposta direttamente dal governatore lucano, Vito Bardi, e arriva dopo le recenti interlocuzioni con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo quanto trapelato, emergerebbero elementi di novità significativi per il superamento dell’attuale fase di criticità del sito produttivo materano e per la salvaguardia dei livelli occupazionali.
A rendere nota la convocazione sono i segretari regionali di categoria: Anna Russelli (SLCCGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC-UIL) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni), che seguono la vertenza in prima linea da mesi.
Si tratta di un passaggio ritenuto cruciale dai Sindacati. Il futuro della CallMat, delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori è da tempo appeso a un filo tra commesse in calo, incertezze sugli assetti societari e timori per la continuità produttiva dello stabilimento di Matera.
Per questo, il Tavolo del 4 novembre assume un valore che va oltre la semplice formalità istituzionale.
DAI SINDACATI: «LA PRIORITÀ RESTA UNA SOLA: TUTELARE TUTTI I POSTI DI LAVORO»
«È fondamentale che le prossime novità possano tradursi in prospettive concrete, capaci di garantire continuità produttiva, stabilità occupazionale e certezze per il futuro del sito materano», sottolineano le Segreterie regionali in una nota congiunta.
Il confronto in Regione, infatti, si inserisce in un percorso più ampio che guarda anche al livello nazionale. Per il prossimo 12 novembre è già stata programmata la seduta del Tavolo di settore nazionale presso il MIMIT, dove si discuterà del destino complessivo del comparto.
L’obiettivo del Tavolo lucano è quindi duplice: da un lato fare il punto sulle novità emerse dal dialogo tra Regione e Ministero, dall’altro arrivare al Tavolo nazionale con una posizione coordinata e unitaria tra Istituzioni, Sindacati e soggetti industriali coinvolti.
«Continueremo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vertenza, mantenendo alta la vigilanza affinché ogni interlocuzione istituzionale produca risultati concreti e verificabili», affermano Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano.
Una linea ferma, questa, che rivendica trasparenza e impegni scritti. La priorità, ribadiscono le quattro sigle, resta una sola e non negoziabile: «Tutelare tutti i posti di lavoro, salvaguardardando il sito produttivo di Matera e garantendo un futuro occupazionale e industriale alle lavoratrici e ai lavora- tori di CallMat».
CRONOLOGIA DI UNA CRISI INFINITA
La crisi della CallMat di Matera non nasce oggi: è l’effetto del drastico taglio dei volumi di traffico dei servizi di customer care deciso da TIM circa due anni fa, accelerato poi dall’introduzione dell’AI e automazione senza salvaguardie occupazionali.
Il primo strappo risale al 6 dicembre 2024: l’azienda avvia una procedura di licenziamento per 252 addetti.
Il 30 gennaio 2025 si chiude con un accordo: niente licenziamenti forzati, solo uscite volontarie con incentivo, e contratto di solidarietà difensiva dal 1° febbraio al 31 maggio 2025, con taglio orario fino al 40%.
Da allora, 18 mesi di stallo al MIMIT: proposte non concretizzate, impegni disattesi, bandi andati deserti.
Il 14 settembre 2026 la svolta drammatica: CallMat annuncia la chiusura del sito di Matera e il licenziamento dell’intera forza lavoro, oltre 300 persone con scadenza appalto TIM al 31 dicembre 2026. A ottobre la tensione esplode: le commesse TIM ven- gono spostate verso Pomezia e Cagliari, 350 posti a rischio.
Presidi davanti alla Prefettura di Matera il 9 ottobre, stato di agitazione, fallimento del tentativo di conciliazione. Il 20 ottobre, il Ministro Urso incontra l’AD di TIM Labriola e ottiene la disponibilità a nuovi volumi per i prossimi mesi.
Il 23 ottobre l’incontro decisivo a Matera tra Azienda e Sindacati: stop alla procedura di licenziamento collettivo e fine dei contratti di solidarietà dal 1° novembre, con ritorno a orario pieno.
Proroga delle attività almeno per il primo semestre 2027.
Una boccata d’ossigeno, non una soluzione strutturale. Restano aperti i nodi: risorse regionali e ministeriali mai attuate, crisi del settore CRM-BPO, bisogno di un Piano industriale pluriennale.

