«LA VERITÀ NON SI ACCERTA CON I SOSPETTI»
Verificare la sussistenza di collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata di tipo mafioso o forme di condizionamento tali da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’Ente.
È questo il compito della Commissione d’accesso insediatasi nella mattinata di lunedì 26 ottobre nel Municipio di Scanzano Jonico, e nominata dal Prefetto di Matera su delega del Ministro dell’Interno.
A comporla il Viceprefetto di Matera, Francesco Papagni; il Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri, Biagio Marro; il Comandante della Guardia di Finanza, Giovanni Debernadis.
Tre mesi a disposizione, prorogabili a sei, per leggere delibere, appalti, assunzioni, concessioni edilizie, parentele, frequentazioni.
Perchè, la comunità di Scanzano ha già sofferto in passato e il Sindaco, Pasquale Cariello, non intende affatto riaprire alcuna ferita. «L’Amministrazione e gli Uffici – ha spiegato il Primo Cittadino – garantiscono e garantiranno alla Commissione la massima disponibilità. Il giorno stesso della notifica ho disposto che il segretario comunale e tutti i responsabili del settore mettano a disposizione, nei tempi più rapidi, ogni atto e documento richiesto.
Non c’è nulla da nascondere e ciò che è stato fatto è scritto negli atti.
Sono convinto che questa Amministrazione abbia operato bene e nel pieno rispetto della legalità.
Ogni deliberazione è stata adottata sulla base di pareri di regolarità tecnica e contabile, resa dai responsabili dei servizi, come prevede l’articolo 49 del Testo Unico, e con l’assistenza del segretario comunale.
La struttura ha svolto il proprio ruolo di garanzia e gli atti lo dimostrano. Allo Stato, non risulta che persone legate alla criminalità organizzata abbiano frequentato gli uffici comunali o esercitato pressioni sulla struttura.
Non risultano atti adottati a favore di ambienti criminali, né atti adottati o messi a seguito di minacce. Scanzano è una comunità di persone oneste e laboriose e non merita di essere descritta diversamente». «Non conosciamo – prosegue il Sindaco – gli elementi posti a fondamento della decisione di disporre l’accesso. Non sono stati comunicati né all’Ente né a me.
È per questo che ho chiesto formalmente alla Prefettura di poter conoscere il Decreto di nomina e gli atti, le note, le segnalazioni su cui la decisione si fonda.
Lo abbiamo fatto con rispetto istituzionale. Una comunità che rischia di vedersi sottrarre i propri Organi elettivi ha il diritto di sapere il perché.
Se esistono atti che non conosco, mi confronterò con essi nel merito. Sulla base di tutto ciò che è mia conoscenza, non vedo fatti idonei a giustificare un’ipotesi di condizionamento di questa Amministrazione. Lo dico con convinzione e lo dimostreremo».
«Confondere la critica politica con l’infiltrazione mafiosa – ribadisce a gran voce Cariello – è un’offesa a questa comunità.
La Corte Costituzionale è ritenuta compatibile con la Costituzione proprio per il suo carattere eccezionale, posto a presidio di impegni essenziali per la collettività.
La giurisprudenza amministrativa richiede che si fonde su elementi concreti, univoci e rilevanti, non su sospetti o mera infrequentazione.
È giusto che sia così, perché dall’altra parte c’è un valore altrettanto fondamentale. L’articolo 1 della Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo.
L’articolo 5 riconosce e promuove le autonomie locali. L’articolo 51 garantisce a ogni cittadino il diritto di accedere alle cariche elettive.
Quando il voto dei cittadini viene sospeso, lo Stato compie l’atto più grave che possa compiere nei confronti di una comunità.
Per questo, deve farlo soltanto quando è davvero necessario. Scanzano ha già conosciuto quella stagione. Sappiamo cosa significa essere governati per anni da Commissari per quanto rispettabili, con decisioni prese lontano dai cittadini e progetti fermi». «Non vogliamo tornare indietro.
Difenderemo il mandato che i cittadini ci hanno affidato in ogni sede e con ogni strumento che la legge ci riconosce. Se questa Amministrazione avesse sbagliato, sarebbe giusto che ne rispondesse. Ma la verità si accerta con gli atti e non con i sospetti.
Chiedo a tutti, Maggioranza e Opposizione, di attendere l’esito con senso di responsabilità e di evitare strumentalizzazioni.
Su questo terreno si misura l’amore per la nostra comunità, per il nostro paese», conclude il Sindaco. Insomma, la posizione di Cariello in questo passaggio così delicato, è una linea di garanzia e di responsabilità istituzionale.
Il Primo Cittadino, infatti, non contesta lo strumento dell’accesso che riconosce come legittimo presidio dello Stato, ma ne rivendica il carattere eccezionale. Scanzano non è un Comune qualunque: ha già vissuto la ferita dello scioglimento nel 2019.
Anni di Commissari, progetti bloccati e un’etichetta ingiusta rimasta addosso a una comunità di persone oneste e laboriose.
Tornare indietro sarebbe una punizione per chi non ha colpe. Per questo, in attesa dell’esito della Commissione, vale il principio più semplice: la verità si accerta con gli atti, non con i sospetti.

