BOLOGNETTI SOSPENDE LO SCIOPERO DELLA FAME DOPO 25 GIORNI, MA LA BATTAGLIA CONTINUAIl segretario dei Radicali Lucani accoglie l'appello. Resta aperta la questione della libertà di stampa

BOLOGNETTI SOSPENDE LO SCIOPERO DELLA FAME DOPO 25 GIORNI, MA LA BATTAGLIA CONTINUA

Dopo 25 giorni Maurizio Bolognetti sospende lo sciopero della fame. Il 30 ottobre alle ore 22:15 il segretario dei Radicali Lucani e giornalista ha deciso di ascoltare l’appello lanciato da circa 100 persone tra questi anche molti colleghi giornalisti, e di sospendere l’azione nonviolenta per «poter poi rilanciare le ragioni che stai provando a nutrire».

L’appello parla di un «silenzio assassino» calato sull’azione nonviolenta iniziata per tutelare la libertà di stampa, per il diritto di cronaca, per il diritto di critica in difesa dell’articolo 21 della Costituzione.

Bolognetti spiega le motivazioni che hanno portato alla decisione di iniziare lo sciopero della fame lo scorso 5 ottobre: «La presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti, violando a mio avviso anche la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti del 1963, si è di fatto rifiutata di esprimere solidarietà a un collega, “li hai provocati” è stata la risposta della presidente dell’Odg Sissi Ruggi. In questo modo mi ha praticamente messo un bersaglio addosso, e devo dire che l’operazione ha funzionato egregiamente.

Ma io mi chiedo, il compito principale di un giornalista non è anche quello di provocare? Non dico che si debba fare ogni giorno, a tutti i costi, il cane da guardia del potere, ma non possiamo nemmeno ridurci a fare gli zerbini o i megafoni del potere.

Questo è un ulteriore segnale di una democrazia malata». «Da questo punto di vista, – continua Bolognetti – dov’è finito l’articolo 21 della Costituzione?

Dov’è la libertà di stampa se un giornalista, in questo caso io, non può parlare e realizzare un servizio senza rischiare, per poter svolgere il proprio lavoro, di dover chiamare i carabinieri?

E magari ritrovarsi anche addosso personaggi, per così dire, sui generis. È una mia opinione, ma ritengo che quel personaggio sui generis me lo abbiano messo addosso proprio per questo».

Gli interlocutori di questa azione sono l’Ordine dei giornalisti della Basilicata ,l’Ordine nazionale dei Giornalisti, la Fnsi, l’Assostampa e il Consiglio di disciplina terriotrioale.

Tutti organi dal quale «c’è stato solo silenzio.

E questo nonostante il tentativo, e io ne sono grato, di quattro colleghi dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata, Donato Pace, Mario Restaino, Antonella Inciso, Giovanni Martemucci, gli fare in modo che venisse posto all’Ordine del giorno il caso Bolognetti».

Bolognetti ha sospeso lo sciopero della fame ma continua la sua battaglia con forza e vigore e soprattutto con la consapevolezza che in tanti lo seguono e ne condividono le ragioni.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
errore: Contentuti protetti