8 ANNI E UN GRANDE AMORE PER LA BASILICATA
Ci sono storie che sembrano nascere proprio per ribaltare i paradigmi delle nostre abitudini ed i parametri della nostra conoscenza.
Nel nostro modo ordinario ed ordinato di pensare, siamo portati a credere che conoscere un territorio coincida con l’essere conosciuto in quel territorio e che la sensibilità verso una storia e verso le identità siano tanto maggiori quanto maggiore sia la visibilità pubblica pregressa di una persona.
La simbiosi che Bardi ha costruito con la Basilicata è nata per ribaltare questa concezione.
IL GRANDE PUBBLICO NON LO CONOSCEVA
Diciamoci la verità, quanto Vito Bardi è stato indicato da Berlusconi quale candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione in molti non sape- vano neanche chi fosse.
Qualcuno conosceva altre prestigiose storie della sua famiglia.
Qualche addetto ai lavori o attento osservatore della politica e della cronaca ne ricordava la prestigiosissima e luminosa carriera militare. Vito Bardi era per molti uno dei più illustri cittadini lucani che aveva fatto una folgorante carriera nelle istituzioni dello Stato ma lontano dalla Basilicata. Per prima cosa ha ribaltato un pronostico.
Alla destra che era abituata a giocare per perdere Vito Bardi ha regalato la vittoria ed il governo. Non era scontato non era semplice.
Otto anni fa si presentava a noi e all’inizio per molti era quasi un corpo estraneo.
Lo pensavamo anche noi. Poi abbiamo imparato a conoscerlo e abbiamo capito che il Generale conosceva la Basilicata molto meglio di tanti che ci vivevano, si mostravano in pubblico, frequentavano i bar e i ristoranti e animavano quotidianamente il dibattito politico.
Il Generale ha colto l’anima della Basilicata, il suo animo più profondo la sua storia e le sue radici e l’ha portata prima nelle istituzioni regionali, poi nei più ampli passaggi della politica e delle istitu- zioni nazionali. Tutti dovremmo riconoscerlo.
Il Popolo lucano rieleggendolo e facendo di lui il più longevo governatore della storia della Basilicata, lo ha dimostrato.
QUEL PARAGONE TRA POSTIGLIONE E GERARDI
Noi siamo stati colpiti da tante cose delle azioni del Generale e dell’umanità di Bardi.
Ci ha colpito ultimamente quel paragone che ha fatto tra il talento di Nino Postiglione e quel- lo di Antonio Gerardi. Non era scontato, non era semplice, non era facile.
«Ha l’odore della giovinezza ribelle e del futuro fatto in casa quel fruscio che precede la voce, la scintilla improvvisa di un’antenna rudimentale che d’improvviso decide di accendere la Basilicata.
Ricordare Bonaventura Postiglione significa fare i conti con questo rumore. Con quel pioniere pragmatico e ostinato che, fondando Radio Potenza Centrale, ha regalato alla Basilicata una voce libera, moderna, capace di anticipare i tempi quando tutto sembrava immobile, racchiuso nel perimetro rigido di un monopolio che odorava di vecchio.
Postiglione non accendeva solo trasmettitori» ha scritto Bardi ricordando il pioniere della radio e noi che un po’ lo abbiamo conosciuto e che alle sue gesta ci richiamiamo, quell’odore della giovinezza ribelle lo abbiamo ritrovato nelle parole del governatore.
Ma, con il piglio del maestro del pensiero e del conoscitore degli uomini Bardi non si è limitato a questo, ha scritto anche che «nei giorni scorsi quel filo sottile che lega il passato al presente si è rinsaldato attraverso un premio intitolato proprio alla sua memoria, consegnato ad Antonio Gerardi.
Guardare Antonio oggi – attore di razza, volto e talento capaci di riempire i nostri schermi cinematografici e televisivi – e pensare che tutto è cominciato lì, in quella redazione potentina creata da Bonaventura, fa un certo effetto.
È la dimostrazione plastica di cosa significhi avere radici robuste» ha proseguito cogliendo il filo della continuità.
«Perché la Basilicata che amiamo è questa: un luogo che non si arrende alla marginalità, che sa fare tesoro dei suoi visionari e che, attraverso le voci di ieri e di oggi, continua a mandare in onda il proprio futuro» ha concluso.
E nel concludere ci ha ricordato i motivi della nostra attività quotidiana, quel ricordare, quel tramandare, quell’innovare che si deve fare per non rassegnarsi alla marginalità della Basilicata.
Bardi lo ha colto benissimo e lo ha saputo raccontare. In questi anni lo ha saputo anche governare.

