Le aree interne non chiedono assistenza, ma condizioni per produrre, innovare e creare lavoro. È il messaggio emerso a Rotonda, in occasione dell’ottava tappa del progetto “Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, con il coinvolgimento dei territori del Parco nazionale del Pollino e del Marmo Platano. L’iniziativa, promossa con il coinvolgimento di Cia Basilicata e Cia Calabria, con la partecipazione di amministratori locali del Parco Nazionale del Pollino, rappresentanti istituzionali tra i quali il direttore generale del Dipartimento Politiche Agricole Regione Basilicata Vittorio Restaino, ha messo al centro l’ascolto delle comunità rurali, le buone pratiche già realizzate e la necessità di costruire proposte concrete per rafforzare l’economia agricola, valorizzare le risorse locali e contrastare lo spopolamento. «Nessuno spazio alla lamentazione e tanto meno alla rassegnazione: raccontiamo le cose buone, le buone pratiche già realizzate e che possono essere replicate», ha dichiarato Claudia Merlino della Cia nazionale. «La green economy e la sostenibilità hanno in Basilicata e Calabria un significato specifico e rappresentano una concreta opportunità per far restare i giovani nelle aree più interne. È un lavoro che parte dall’ascolto e che deve arrivare ai tavoli dei decisori regionali, nazionali ed europei, per candidare il Sud a svolgere un ruolo rilevante.

 

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