«LA LIBERTÀ È UN MODO DI ESSERE»
Una piazza, tante testimonianze e un messaggio che continua a parlare alle nuove generazioni: la libertà di espressione è un diritto da difendere, conquistato anche grazie al coraggio di chi ha saputo sfidare i limiti del proprio tempo.
Rione Libertà ha reso omaggio a Nino Postiglione, pioniere delle radio libere e figura centrale nella storia della comunicazione lucana, con il Memorial “Le Voci della Libertà”, organizzato dal Comitato di quartiere in piazza Ludovico Ariosto, luogo simbolo del le- game tra il giornalista e la comunità.
Un’iniziativa nata per ricordare l’uomo e la sua intuizione: dare voce alle persone, portare l’infor- mazione vicino ai cittadini e dimostrare che anche da una realtà come Potenza fosse possibile raccontare il territorio al mondo.
Una storia di audacia e determinazione che ha trovato spazio nelle testimonianze di rappresentanti istituzionali, giornalisti, amici e familiari, riuniti per celebrare un’eredità che continua a vivere attraverso Radio Potenza Centrale, Le Cronache e Cronache Tv.
A sottolineare il significato del luogo scelto per il Memorial è stata Valeria Carmela Giorgio, presidente del Comitato di quartiere Rione Libertà.
«Questo è un luogo simbolo in cui Nino Postiglione ha cominciato a trasmettere clandestinamente le sue trasmissioni radiofoniche anche con l’aiuto della popolazione del quartiere», ha ricordato.
Un sostegno concreto, quello dei residenti, che arrivava fino alla disponibilità di locali nei quali nascondere gli strumenti utilizzati per trasmettere in caso di controlli.
«Quindi questo veramente è un luogo simbolo per celebrare la grandezza di Nino Postiglione perché tutto è cominciato da qui». Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha posto l’accento soprattutto sul valore educativo della sua esperienza.
«La sua figura serve specialmente per trasmettere ai giovani il suo coraggio. Il suo coraggio è stato quello di dare libertà di informazione».
Da qui, secondo il primo cittadino, nasce la responsabilità di custodire e trasmettere quella testimonianza: «Abbiamo l’obbligo di ricordarlo e di trasmettere alle nuove generazioni la sua forza di combattere per la libertà, per i diritti, per la possibilità di esprimere le proprie idee.
Lui ci ha trasmesso questo e noi abbiamo il dovere di ricordarlo e ritrasmetterlo». Sulla stessa linea Maddalena Fazzari, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, che ha evidenziato il valore della sua intuizione per l’intero territorio.
«Ricordare Nino Postiglione vuol dire ricordare una persona che ha lasciato un segno nella storia della comunicazione e averlo fatto nella città di Potenza ci rende ancora più orgogliosi».
Fazzari ha ringraziato il Comitato di quartiere per aver promosso la manifestazione, sottolineando come Postiglione avesse compreso la possibilità di raccontare la Basilicata partendo proprio dal capoluogo.
«La libertà di informazione non è soltanto di chi possiede un microfono ma è di tutta la collettività», ha affermato.
E ha concluso con una frase che ha riassunto il senso della giornata: «Ricordare Nino Postiglione significa scegliere la libertà».
A ricordare il rapporto personale con la famiglia è stato Mario Polese, consigliere regionale della Basilicata, amico storico e compagno di scuola di Giuseppe, figlio di Nino.
«Un rapporto familiare storico», ha raccontato, accompagnato da una sincera stima per il contributo di Postiglione alla libera informazione, sia per i contenuti sia per le modalità innovative con cui seppe operare.
Polese ha definito la sua esperienza «un esempio per la mia città che sicuramente va valorizzato» e ha sottolineato il significato di una manifestazione spontanea, nata dal basso, che «lui sicuramente avrebbe gradito». Il presidente del Consiglio comunale di Potenza, Pierluigi Smaldone, ha invita- to a guardare alla storia di Postiglione anche come alternativa ai modelli contemporanei proposti dai social network. «È importante far capire ai giovani che le figure chiassose, i modelli che ci presentano magari i social, gli influencer non sono tutto.
È possibile -ha spiegato- lavorare sodo, costruire qualcosa di autentico e anche, se vogliamo, di rivoluzionario.
Questo all’interno di una realtà anche piccola come può essere la Basilicata».
Smaldone ha poi definito significativo celebrare una figura della città attraverso una festa di quartiere, «in un abbraccio collettivo della città e in uno dei rioni più vivi di Potenza».
Tra i contributi più rilevanti quello del giornalista Tonino Luppino, che nel 2021 ha individuato un documento conservato alla Camera di Commercio di Potenza, dal quale ha ricostruito una tappa importante della storia delle radio libere.
«Nino Postiglione registrò presso la Camera di Commercio di Potenza, il 26 gennaio del 1973, radiodiffusione che poi diventò Radio Potenza Centrale 1 e poi Radio Potenza Centrale», ha spiegato.
Una scoperta che consente di attribuire a Potenza un ruolo pionieristico nel pa- norama radiofonico nazio- nale: «Abbiamo tolto la prima genitura a Radio Milano International e quindi a Radio Parma e al Nord. La prima radio libera è nata nel Mezzogiorno d’Italia, qui a Potenza, che io da questa sera definisco città della radio».
Presente anche Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia a Bucarest, che ha ricordato Postiglione come un uomo sempre in movimento, capace di costruire qualcosa destinato a superare i confini regionali.
«L’eco di questa grande organizzazione che lui ha creato si sente», ha detto, sottolineando il valore della sua esperienza anche per chi vive e lavora all’estero.
«Per i giovani è un grande esempio». Baldantoni ha quindi richiamato la necessità di riconoscere i protagonisti della storia locale: «È un simbolo stesso della città e in quanto tale va ricordato da una comunità che abbia il coraggio di ricordare i protagonisti della propria storia».
Anche Nicola Valluzzi, sindaco di Castelmezzano, ha condiviso il ricordo personale dello speaker radiofonico, conosciuto in occasione delle iniziative pubbliche alle quali partecipava.
«Aveva questa grande capacità di attrarre il pubblico con i suoi slogan, con la sua passione, con la quale manifestava a volte anche un po’ sopra le righe i suoi pensieri», ha raccontato.
Valluzzi ha ricordato l’attenzione che Postiglione riservava alle attività del territorio e il rapporto sincero nato nel tempo, al di là delle relazioni politiche.
Nel corso dell’iniziativa ha portato il suo ricordo anche il già sindaco di Potenza Gaeta- no Fierro, ricordando aneddoti di vita che lo hanno legato a Nino Postiglione.
L’EREDITÀ DELLA FAMIGLIA
Il Memorial ha dato spazio anche alle testimonianze dei figli e del nipote, che oggi portano avanti esperienze editoriali e radiofoniche legate al nome di Nino Postiglione. Giuseppe Postiglione, editore de Le Cronache e di Cronache Tv, ha richiamato il principio che continua a orientare il lavoro editoriale: «Questa grande intuizione che ebbe mio padre, quella di dare la voce a tutti».
Un’impostazione che si traduce nella «comunicazione di prossimità», con l’obiettivo di raggiungere chi spesso non trova spazio nel dibattito pubblico.
Ricordando le battaglie per la libertà di espressione degli anni Settanta, l’editore Postiglione, ha ricordato, insieme al padre, anche «Tonino Luppino, Vasco Rossi, Peppino Impastato e Federico “L’olandese Volante”».
Per Giuseppe Postiglione, il senso più profondo della manifestazione si è ritrovato anche nel- la scelta di coinvolgere una cittadina del quartiere, ascoltatrice di Radio Potenza Centrale da cin- quant’anni, nel taglio del nastro.
«Ecco, in quel gesto si nasconde ciò che era il genio di Nino Postiglione». Antonio Postiglione, direttore di Radio Potenza Centrale, ha evidenziato la responsabilità sociale del mezzo radiofonico.
«La radio arriva fra la gente, entra nelle case, ha una funzione molte volte anche terapeutica», ha spiegato, richiamando il dovere di mantenere un rapporto diretto con le persone, soprattutto con chi ha bisogno di essere ascoltato.
Portare avanti l’emittente significa quindi non sol- tanto conservarne la storia, ma continuare a svolgere un servizio per la comunità.
Il nipote Buonaventura Postiglione ha ricordato il nonno come una presenza capace di lasciare un’im- pronta profonda, nonostante il tempo limitato trascorso insieme.
«Mi ha lasciato un’impronta dentro che non potrò mai dimenticare», ha detto, riconoscendo nelle sue testimonianze un’ispirazione per la vita.
«Penso che sia un esempio da seguire per molte persone», non soltanto per il legame familiare, ma per le conseguenze importanti delle azioni che ha saputo realizzare.
Nel corso dell’iniziativa, una mostra fotografica ha ripercorso l’attività di Postiglione, mentre lo svelamento di una targa commemorativa ha suggellato la giornata.
La dedica lo ricorda come «pioniere della radio libera», esempio «di audacia e impegno civile, per i giovani di oggi e di domani, affinché non smettano mai di combatte- re per le proprie idee».
Un messaggio che restituisce il senso di un’esperienza andata oltre la dimensione radiofonica.
Come ricorda una delle testimonianze raccolte durante la manifestazione, la radio libera ha contribuito alla crescita sociale, culturale ed economica, non soltanto come mezzo di intrattenimento, ma come strumento capace di creare partecipazione e opportunità.
La domanda che Nino Postiglione rivolgeva spesso al suo pubblico resta così il filo conduttore del Me- morial: «Ma voi sapete che cos’è la libertà?».
E la sua risposta continua a in- dicare una direzione: «La libertà è un modo di essere».
A Rione Libertà, dove tutto ebbe inizio, il ricordo si è trasformato in un impegno collettivo: custodire quella storia e trasmetterne il significato alle nuove generazioni.

