FOTI PROMUOVE LA BASILICATAPnrr, il ministro partecipa all’incontro dedicato ai centri servizi territoriali

FOTI PROMUOVE LA BASILICATA

In Basilicata i dati del Pnrr sono buoni: abbiamo oltre 10mila progetti finanziati e realizzati e ne rimangono 170 da concludere. Parliamo di 2,6 miliardi di euro del Pnrr, ai quali si aggiungono 1,4 miliardi di altri fondi, con una spesa certificata che ha raggiunto il 60%».

Lo ha dichiarato il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Fo- ti, intervenendo ieri mattina a Matera a un incontro dedicato ai Centri servizi territoriali.

Il Ministro è giunto insieme al deputato di FdI Salvatore Caiata che ha colto l’occasione per sottolineare: «Continua l’attenzione del Governo Meloni per il territorio».

Nel suo intervento, Foti ha sottolineato che «i dati riguardano l’intero territorio lucano e non soltanto l’amministrazione regionale, per la quale la percentuale di spesa è superiore».

Il Ministro ha, inoltre, evidenziato l’importanza del rafforzamento amministrativo dei piccoli Comuni, soprattutto nelle sette aree interne della Regione: «Sono realtà che da sole non riescono a partecipare ai bandi e a gestire i progetti senza una struttura che le supporti.

I Centri servizi territoriali nascono proprio per fornire competenze e assistenza».

Foti ha, infine, menzionato i concorsi per il recluta- mento di personale amministrativo e tecnico, precisando le difficoltà riscontrate nel reperimento delle figure tecniche e l’avvio di una nuova selezione per 882 posti.

BARDI: «IL CST LEVA STRATEGICA PER LA REGIONE»

«La nostra sfida non è sol- tanto spendere le risorse europee, ma spenderle bene, trasformandole in risultati concreti per i cittadini e per i territori».

Così il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, intervenendo ieri all’incontro svoltosi a Matera, promosso dal Dipartimento per le Politi- che di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Eutalia.

«Per comprendere le nostre scelte – ha continuato Bardi – dobbiamo partire dalle caratteri- stiche della Basilicata.

Siamo una regione con meno di 530 mila abitanti e 131 Comuni, molti dei quali piccoli o piccolissimi, con strutture amministrative spesso sottodimensionate e con difficoltà oggettive nell’affrontare procedure e progetti sempre più complessi.

È proprio partendo da questa consapevolezza che abbiamo costruito la nostra strategia di programmazione, seguendo due direttrici fondamentali.

La prima è quella di concentrare le risorse su pochi interventi di rilevanza strategica, capaci di generare sviluppo e risultati significativi.

Penso, ad esempio, ai 27 milioni di euro destinati all’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione, ai 13 milioni per il sistema di monitoraggio dei rischi affidato alla Protezione Civile e ai circa 3mln per l’inclusione e la salute.

La seconda direttrice, altrettanto importante, è quella di non lasciare in- dietro nessuno, con un’attenzione particolare ai piccoli Comuni e ai nostri borghi.

Perché una programmazione efficace non può limitarsi a sostenere i territori già più strutturati, ma deve mettere anche le realtà più piccole nelle condizioni di cogliere le opportunità di sviluppo.

E alcuni risultati ci stanno dando ragione.

Penso agli interventi per i servizi educativi da zero a tre anni e per gli infermieri di famiglia e di comunità, che hanno coinvolto praticamente la metà dei Comuni lucani, con oltre mille bambini interessati dai servizi per l’infanzia e oltre 250 infermieri per rafforzare la sanità territoriale.

Sono esempi concreti di come le risorse europee possano incidere sulla qualità della vita delle persone. Ed è qui che si inserisce il ruolo fondamentale del Centro Servizi Territoriali.

Il CST non si sostituisce alle amministrazioni locali, ma le accompagna e le rafforza.

Mette a disposizione competenze specialistiche che molti piccoli Comuni, da soli, avrebbero difficoltà ad avere, aiutandoli ad affrontare tutte le fasi di un progetto: dalla programmazione alla progettazione, fino all’attuazione e alla rendicontazione.

Il fatto che in Basilicata siano stati attivati circa 280 ser- vizi di assistenza specialistica, coinvolgendo quasi tutti gli enti lucani e accompagnando progetti per circa 27 milioni di euro, dimostra il valore di questo modello. Ma il risultato più importante non è soltanto finanziario.

È la capacità amministrativa che riusciamo a costruire e a lasciare sui territori.

Un piccolo Comune deve poter partecipare anche a progetti di maggiore dimensione e complessità, senza essere penalizzato dalla carenza di personale o di competenze tecniche.

Ecco perché considero il CST una leva strategica: non uno strumento concorrente rispetto alle amministrazioni, ma un supporto che ne valorizza il ruolo, ne rafforza l’autonomia e consente di trasformare le idee in progetti realizzabili.

Tutto questo risponde a una visione precisa che abbiamo dato alla nostra azione di governo: garantire il diritto a restare e costruire l’opportunità di tornare.

Perché il futuro della Basilicata passa dalla capacità di offrire servizi, lavoro e opportunità anche nelle comunità più piccole.

La vera sfida della programmazione europea, oggi e soprattutto domani, è questa: non soltanto utilizzare tutte le risorse disponibili, ma costruire territori e amministrazioni sempre più capaci di programmare il proprio sviluppo. Perché la coesione non significa semplicemente distribuire risorse, ma dare a ogni comunità gli strumenti per costruire il proprio futuro».

IL COMMENTO DI LATRONICO

La visita del ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera ha fatto il punto sugli interventi realizzati grazie ai fondi europei.

L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha sottolineato l’efficacia della collaborazione tra Governo e Regione Basilicata, evidenziando l’acquisto di 53 macchinari di ultima generazione per oltre 13 milioni di euro.

Tra gli interventi completati e collaudati figurano la realizzazione di 11 nuovi posti letto in Rianimazione e Terapia Intensiva, l’ammodernamento degli impianti di aerazione nei reparti di Malattie Infettive e Pneumologia, il potenziamento del blocco operatorio con il sistema robotico Hugo e l’installazione di nuove apparecchiature diagnostiche, tra cui risonanza magnetica, tomografo computerizzato e mammografo con tomosintesi.

Riqualificato anche il Pronto Soccorso, con una riorganizzazione degli spazi e dei percorsi per i pazienti. «Al Madonna delle Grazie tutti i cantieri sono stati portati a compimento nel rispetto dei tempi dettati dall’Europa», ha dichiarato Latronico, sottolineando che gli investimenti puntano a migliorare la qualità delle cure e a ridurre le liste d’attesa.

Accanto al potenziamento tecnologico, la Regione investe sul personale sanitario.

L’Azienda sanitaria di Matera è capofila del concorso nazionale per 500 Infermieri di Famiglia e Comunità, finanziato con fondi FSE+, che porterà al- l’assunzione a tempo indeterminato di 263 professionisti destinati alle Case della Comunità del territorio.

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