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DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO “LA SANTITÀ NELLA STORIA” ORGANIZZATO DAL DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI

Papa Leone XIV riceve i partecipanti al convegno promosso dal Dicastero delle Cause dei Santi
Leone XIV: senza i santi la storia del mondo sarebbe più povera e meno umana
Nel suo discorso ai partecipanti al convegno
“La santità nella storia”
organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi, il Papa sottolinea la necessità di verifiche rigorose e testimonianze credibili per i processi di canonizzazione.
Esempi di “Vangelo vissuto”, i santi ispirino il presente senza seguire gli “stereotipi del momento”

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
La storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana
Storie che non rimangono scolpite nella pietra, ma che, pur richiedendo verifiche rigorose, “nel trascorrere delle epoche” conoscono sviluppi ed evoluzioni. Figure che non si piegano agli “stereotipi del momento”, ma offrono al presente modelli da seguire. Sono i santi, secondo Papa Leone XIV, a ispirare il Popolo di Dio e il mondo intero. Lo afferma questa mattina, 21 ottobre, ricevendo i partecipanti al Convegno La santità nella storia organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi, che si è tenuto dal 19 al 21 ottobre presso l’Istituto Patristico Augustinianum di Roma.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV
DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO “LA SANTITÀ NELLA STORIA” ORGANIZZATO DAL DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI
Sala Clementina
Mercoledì, 21 ottobre 2026

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.
È bello vedere tanto entusiasmo per i santi di oggi, e grazie!
Eminenze, Eccellenze,
cari fratelli e sorelle!
Sono lieto di incontrarvi nella giornata conclusiva del vostro Convegno “La santità nella storia”, organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi. Saluto e ringrazio per il loro impegno i suoi Superiori, i Membri, i Consultori, gli Officiali, i Relatori del Convegno e tutti coloro che, a diverso titolo, lavorano alle Cause dei Santi.
Il tema scelto per queste giornate di studio mira ad approfondire il rapporto tra santità e storia, offrendo l’opportunità di soffermarsi su vari aspetti. Il primo è riferito alla santità canonizzata, che richiede di essere provata da testimonianze autentiche, credibili e al di sopra di ogni sospetto. A questo fine, il lavoro della Commissione storica in ambito diocesano e quello dei Relatori e Consultori del Dicastero per le cosiddette “cause antiche”, rivestono un ruolo essenziale.
Fu proprio un autorevole storico come Papa Pio XI a istituire nell’allora Sacra Congregazione dei Riti la Sezione Storica, aprendo le cause dei santi all’utilizzo specifico del metodo storico-critico. Anche la trattazione delle “cause recenti” non può prescindere da una verifica seria e rigorosa di tutto il materiale raccolto. Le cause dei santi utilizzano gli strumenti propri dello studio della storia, anche se il loro fine non è fare storiografia, quanto piuttosto far emergere l’esemplarità, la spiritualità e la fama di santità dei candidati agli altari.
Un secondo aspetto è come l’evoluzione storica e culturale influenzi, nelle sue diverse fasi, il concetto stesso di santità. Nel trascorrere delle epoche, anche il profilo dei santi può conoscere degli sviluppi: non per seguire gli stereotipi del momento, ma per leggere l’esperienza contingente attraverso le categorie del Vangelo vissuto. Per questo, situare la testimonianza di un santo o di una santa nel contesto in cui è vissuto è molto importante. Il popolo di Dio cerca modelli per abitare il presente, intercessori che aiutino i membri della Chiesa ad affrontare le sfide odierne e a riconoscerne le opportunità. Non va dimenticato, tuttavia, che l’atto solenne della canonizzazione trascende la contingenza storica. Con esso, infatti, il Successore di Pietro non solo approva, ma indica a tutta la Chiesa testimoni credibili del Vangelo, capaci di parlare ad ogni epoca.
Infine, occorre considerare come la presenza e la testimonianza dei santi abbiano trasformato la storia. Illuminati dalla Grazia, essi hanno saputo ascoltare gli appelli del loro tempo, coniugando fede e storia, e spendendo la vita per edificare la realtà nuova del Regno di Dio. La storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana.
Carissimi, la testimonianza dei santi, profondamente inserita nella concretezza del loro tempo, ci ricorda la forza innovatrice e trasformatrice della Pasqua. Essi ci mostrano una storia plasmata dalla fede. Vi ringrazio perché, col vostro lavoro, voi contribuite a mettere in luce questa meravigliosa realtà. Vi affido alla protezione della Vergine Maria Regina dei Santi e di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica. Grazie.

Fare emergere esemplarità
Pronunciando il suo discorso, il Pontefice – alla sua prima udienza pubblica dopo l’intervento al Gemelli – si rivolge ai circa 200 presenti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico vaticano, tra i quali il cardinale prefetto del Dicastero, Marcello Semeraro.
“È bello vedere tanto entusiasmo per i santi di oggi”
esclama il Pontefice. Si sofferma, poi, sulla “santità canonizzata”, che richiede “di essere provata da testimonianze autentiche, credibili e al di sopra di ogni sospetto”. A questo scopo, richiama l’essenziale lavoro della Commissione storica in ambito diocesano e quello dei relatori e consultori del Dicastero per le cosiddette “cause antiche”. Fu Papa Pio XI, ricorda Leone XIV, a promuovere l’istituzione della Sezione Storica nell’allora Sacra Congregazione dei Riti, introducendo nelle cause dei santi l’impiego specifico del metodo storico-critico.
Le cause dei santi utilizzano gli strumenti propri dello studio della storia, anche se il loro fine non è fare storiografia, quanto piuttosto far emergere l’esemplarità, la spiritualità e la fama di santità dei candidati agli altari
Il Papa e il cardinale Semeraro

L’evoluzione delle figure dei santi
Il Papa approfondisce quindi un secondo aspetto, ovvero come l’evoluzione storica e culturale influisca, nelle diverse epoche, sulla stessa concezione della santità.
Nel trascorrere delle epoche, anche il profilo dei santi può conoscere degli sviluppi: non per seguire gli stereotipi del momento, ma per leggere l’esperienza contingente attraverso le categorie del Vangelo vissuto
Abitare e trascendere la contingenza storica
Collocare la testimonianza di un santo o di una santa all’interno del contesto specifico che ha abitato è quindi cruciale, sottolinea il Pontefice.
Il popolo di Dio cerca modelli per abitare il presente, intercessori che aiutino i membri della Chiesa ad affrontare le sfide odierne e a riconoscerne le opportunità
Al tempo stesso, precisa il Vescovo di Roma, l’atto solenne della canonizzazione “trascende la contingenza storica”.
Con esso, infatti,
“il Successore di Pietro non solo approva, ma indica a tutta la Chiesa testimoni credibili del Vangelo, capaci di parlare ad ogni epoca”
L’udienza di Leone XIV in Sala Clementina

Una storia più umana
Di fatto, la presenza e la testimonianza dei santi hanno trasformato la storia. Il Pontefice lo ribadisce sottolineando come essi abbiano saputo ascoltare gli appelli del loro tempo coniugando fede e storia, spendendosi per edificare la realtà nuova del Regno di Dio.
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#sapevatelo2026
