RENZI AI RIFORMISTI DI FI: «VENITE CON NOI»
Lanciamo un appello a tutti i centristi, in particolare ai riformisti di Forza Italia: venite con noi, non potete stare con chi nega l’Europa.
Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnale arriverà a breve», così, il leader di Italia viva ed ex premier, Matteo Renzi, nel suo intervento conclusivo alla Leopolda di Firenze. La risposta del leader azzurro e vicepremier Antonio Tajani non si è fatta attendere: «Siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana», ha detto, prendendo in prestito un noto brano del cantautore Franco Battiato.
Messaggi e frecciate dal palco della kermesse fiorentina anche al centrosinistra e in partico- lare al Movimento cinque stelle.
L’ex premier guarda dritto alle politiche del 2027 con la sua idea di campo largo e fissa i paletti.
Tra le questioni affrontate anche le primarie del centrosinistra. Il palco della Leopolda, evento giunto alla sedicesima edizione, ha visto alternarsi vari ospiti, tra incontri i dibattiti. Chiaro che la contesa principale tra Italia viva e il centrodestra riguarda il centro.
L’appello di Renzi non va però giù a Tajani, che ‘marca’ il territorio e risponde: «Il centro è uno solo: Forza Italia. Siamo la casa dei moderati, il Partito popolare europeo in Italia, alternativi alla sinistra e pilastro del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi».
«A chi ha creduto in buona fede che a sinistra esistessero ancora una vera cultura socialdemocratica e una tradizione laburista – ha aggiunto Tajani – diciamo che oggi quello spazio politico non c’è più.».
«Se credete nel riformismo, nella libertà, nel garantismo, nell’Europa e nell’Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia», ha sottolineato. «Per dirla con Battiato, siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana», ha concluso.
Renzi si è rivolto anche ai riformisti di centrosinistra: «Chi vuole venire con noi siamo pronti a metterci in discussione, la condizione di parità è rinunciare al maggioritario, mettiamoci in lista senza il posto sicuro».
Sul «Schlein garante di Renzi», avanzato dal presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, per la costruzione di un campo largo alle politiche del 2027, il leader di Iv rilancia.
«Anche io – ha detto – chiedo delle garanzie a Conte: mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri, non staremo mai dalla parte di Donald Trump, al Quirinale né un sovranista né un populista, ma un europeista».
Inoltre, ha aggiunto:«In politica non ci sono garanzie, se vuoi una garanzia comprati un tostapane, ma le riflessioni che fa Conte sono comprensibili e io vorrei lanciare un ramoscello di pace.
Ma Elly Schlein è la persona meno adatta a fare da garante per me, viene da una storia diversa dalla mia …Cosa lo fa? Un programma serio, un contratto alla tedesca». Nel ragionamento di Renzi c’è la consapevolezza delle divisioni con il M5s, soprattutto sulla politica estera. C’è però anche un quadro chiaro della partita con l’avvicinarsi delle politiche.
«Uniti si vince. Meloni è a un bivio, o lei va al Quirinale o lei va a casa. Non me ne frega di chi fa il presidente del Consiglio, il ministro in questo momento», ha detto Renzi. Il riferimento è alle scelta del leader del campo largo.
«Così come chiediamo garanzie – ha chiarito – siamo disponibili a dare garanzie. Poi naturalmente facciamo un nome e chiamiamo alle primarie la persona più vicina a noi. Ma se si accetta la logica delle primarie, si va fino in fondo».
Lucia Stefania Manco

