POLITICASchlein, Meloni, botta e risposta

POLITICA

Meloni mi chiede di dirle una cosa vera, io gliene dico 10 – ha detto Schlein -.

Dicevano di abbassare le tasse, siamo al record di pressione fiscale negli ultimi dieci anni, sulla natalità la destra ha fatto retorica ma non politica, la precarietà del lavoro colpisce soprattutto le donne e i giovani… Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita.

Questa è la loro eredità». Così Elly Schlein risponde a Giorgia Meloni che l’aveva invitata a fare almeno una critica vera all’attività del Governo.

La Meloni replica sottolineando che ci ha messo due settimane per rispondere ad una domanda, figuriamoci quanto ci mette per rispondere alle esigenze degli italiani. Il Premier specifica che le cose dette sono assolutamente false.

IL NODO POLITICO

Elly Schlein alla direzione del PD prova a convincere i dirigenti del suo partito a sostenere la sua linea.

Dice che ha vinto il congresso, ha ottenuto risultati lusinghieri, ha riaperto sedi e riorganizzato il partito e chiede ai suoi di aiutarla a fare l’ultimo miglio per cacciare la destra dal governo. Il primo ostacolo è proprio nel suo stesso partito.

La linea della segretaria passa ma i riformisti non votano. Dalla posizione sulla guerra russo-ucraina al conflitto Israelo-palestinese per arrivare alla legge contro l’antisemitismo, le posizioni nel PD sono talmente variegate e distanti da sembrare due o più partiti.

La Meloni ironizza sulla lentezza della Schlein nel rispondere ma mette il dito nella piaga in una segretaria nazionale di Partito che anche sul DDL anti antisemitismo resta ferma ed immobile e non partecipa al voto.

LA RISSA CON CONTE

Schlein rivendica la sua guida della coalizione e il suo diritto di scegliere il programma perché primo partito del centrosinistra. Lo fa ironizzando sull’uno vale uno dei grillini.

Lo fa provocando l’ironia di Conte che evidenzia come la maggior parte degli elettori sia per la pace e specificando che, a questo punto si devono fare le primarie.

Qui inizia il terrore del segretario dem perché se si dovessero fare potrebbe essere la certificazione della fine del PD che potrebbe arrivare con più candidati ed una probabile vittoria di Conte.

Il nodo resta sempre la politica estera. Un nodo che per troppo tempo hanno finto di non vedere.

Roberto Lamattina

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
errore: Contentuti protetti