PASCENTE, IN PASSERELLA L’ABITO ISPIRATO ALLE SUE ORIGINI
A Palazzo Pamphili a Roma la creazione sartoriale della Maestra Accademica Senior, unisce Basilicata e Campania
Dalla piccola sartoria di paese alla prestigiosa passerella di Palazzo Pamphilj. A Roma, Pina Pascente ha debuttato come Maestra Accademica Senior dell’Accademia Nazionale dei Sartori, protagonista di un momento particolarmente significativo della sua carriera, raccontando, attraverso un abito, le sue radici lucane e campane.
C’è un filo che attraversa la storia professionale di Pina Pascente: è il filo della passione per la sartoria, dell’artigianato e delle proprie origini.
Nella splendida cornice di Piazza Navona, Pina ha ricevuto l’attestato ufficiale della sua nomina e ha fatto la sua prima sfilata nel nuovo ruolo di Maestra Accademica Senior.
Protagonista della passerella è stato un abito da cocktail, una creazione attraverso la quale la stilista ha voluto raccontare la propria identità e il profondo legame con i territori di origine.
L’abito portato in sfilata è stato infatti dedicato al fiume che unisce le sue origini, Campania e Basilicata: un elemento simbolico capace di rappresentare il legame tra territori, culture e tradizioni che fanno parte della sua identità.
Una scelta che racchiude il significato più autentico della sua esperienza: utilizzare la sartoria non soltanto come espressione di eleganza e creatività, ma anche come strumento per raccontare il territorio, la memoria e le proprie radici.
Il concetto che ha ispirato l’abito è racchiuso in una frase di grande forza evocativa: «Il fiume divide, il cielo unisce i miei territori, le mie origini lucane e campane».
L’acqua diventa così il simbolo di ciò che separa geograficamente, mentre il cielo rappresenta ciò che unisce: una stessa appartenenza, una stessa identità, un legame che supera i confini territoriali.
Attraverso tessuti, forme e colori, Pina ha trasformato questa idea in una creazione sartoriale, portando sulla passerella non soltanto un abito, ma un racconto personale fatto di memoria, appartenenza e territorio.
La storia professionale di Pina Pascente nasce in una piccola sartoria di paese, dove la passione per l’arte sartoriale si è trasformata negli anni in una vera vocazione. Una passione coltivata con dedizione e diventata un percorso di crescita professionale, sempre accompagnato dall’amore per l’artigianato e dalla volontà di tramandarne i valori.
È la stessa passione che, negli anni, l’ha portata dalla sua sartoria a dedicarsi anche alla formazione. Nel corso degli anni, Pina ha infatti scelto di affiancare all’attività sartoriale anche un importante impegno nella formazione delle nuove generazioni. Ha portato la propria esperienza nelle scuole attraverso progetti STEM e attività di orientamento, contribuendo ad avvicinare i giovani al mondo dell’artigianato e delle professioni.
Un impegno che nasce dalla convinzione che l’artigianato sia un patrimonio da custodire, ma soprattutto da tramandare.
In questo lungo percorso professionale, Pina ha avuto sempre al suo fianco la figlia Annamaria, che ne ha sostenuto il cammino con affetto e presenza costante.
Il riconoscimento ricevuto a Roma rappresenta dunque un traguardo importante, ma anche un nuovo punto di partenza. Quella prima sfilata da Maestra Accademica Senior ha permesso a Pina di presentarsi attraverso ciò che meglio rappresenta la sua arte: un abito capace di trasformare le radici in bellezza e la memoria in moda.
Il percorso di Pina Pascente continua a intrecciare tradizione e creatività.
Un percorso nel quale non è mai mancato il sostegno della figlia Annamaria, presenza importante e costante al fianco di Pina nelle diverse tappe della sua vita professionale.
La giornata romana assume così un significato ancora più profondo. Da una parte il riconoscimento ufficiale del titolo di Maestra Accademica Senior dell’Accademia Nazionale dei Sartori; dall’altra, la possibilità di presentarsi per la prima volta in passerella con questo nuovo ruolo, affidando a un abito il compito di raccontare un legame profondo con le proprie origini.
Un’arte che, nelle sue mani, diventa anche racconto di identità e territorio.
