RIEMERGE UNA LETTERA DI GASPARRINI A MANZONI
Il documento colloca il botanico Castelgrandese nell’ampio panorama culturale dell’Italia dell’Ottocento
Castelgrande – Una lettera datata 29 novembre 1863, scritta a Napoli da Guglielmo Gasparrini e indirizzata ad Alessandro Manzoni, è stata individuata negli archivi della Biblioteca Braidense
nell’ambito di uno studio commissionato dal Comune di Castelgrande al professor Renato Spicciarelli, dedicato alla figura e all’opera del grande botanico.
Il documento offre un’interessante testimonianza sulla biografia di Gasparrini e sulle relazioni personali e culturali che lo legavano agli ambienti intellettuali italiani della seconda metà dell’Ottocento.
La lettera è una presentazione di Angelo Beatrice, all’epoca Prefetto della Biblioteca Brancacciana di Napoli, che Gasparrini definisce «mio amicissimo». Beatrice desiderava conoscere personalmente
Manzoni e Gasparrini si offre di introdurlo, ricordando allo scrittore la «lieta accoglienza» ricevuta a Milano.

E proprio questo passaggio a documentare il rapporto personale già esistente tra Gasparrini e Manzoni e a mostrare come il botanico di Castelgrande utilizzasse le proprie relazioni per favorire
nuovi incontri e collegamenti all’interno degli ambienti culturali dell’eроса.
Gasparrini e Manzoni
Nel novembre del 1863 Gasparrini era professore di Botanica all’Università di Napoli e direttore dell’Orto Botanico. Dopo gli anni trascorsi a Pavia, era rientrato a Napoli dopo l’Unità d’Italia.
La lettera aggiunge un elemento significativo alla sua biografia: il soggiorno e l’attività svolta in Lombardia avevano inserito Gasparrini in una rete di rapporti che comprendeva il mondo scientifico,
quello accademico e quello letterario.
II riferimento all’accoglienza ricevuta da Manzoni a Milano documenta uno di questi rapporti.

Angelo Beatrice, una figura chiave della rete culturale
La figura di Angelo Beatrice rende il documento ancora più significativo. Le testimonianze richiamate nello studio delineano il profilo di un medico ed erudito napoletano, interessato alle scienze economiche e alla raccolta e conservazione di libri, manoscritti e scritti inediti, attivo negli ambienti culturali napoletani.
La lettera del 1863 aggiunge un dato di prima mano: Beatrice era «amicissimo» di Gasparrini e, in quell’anno, desiderava conoscere personalmente Manzoni. Beatrice aveva inoltre avuto rapporti documentati con Giacomo Leopardi. Nel 1836 ricevette da Leopardi un autografo, del quale poté conservare una copia, successivamente trasmessa e pubblicata.
E inoltre documentato che nel 1835 aveva fatto omaggio a Leopardi di un’edizione napoletana degli Inni sacri di Manzoni. La lettera permette così di ricostruire una rete di relazioni nella quale scienza, letteratura, biblioteche ed erudizione si incontravano e attraverso la quale libri, manoscritti e conoscenze circolavano tra Napoli, Milano, Pavia e altri centri della cultura italiana.

Una nuova prospettiva sulla figura di Gasparrini
Il valore del ritrovamento sta dunque anche nella possibilità di leggere la vicenda di Guglielmo Gasparrini oltre la sua attività scientifica.
La lettera mostra uno studioso capace di muoversi tra diversi ambienti culturali e di mettere in relazione persone e mondi differenti. Per Castelgrande, il documento rappresenta una nuova tessera della biografia del proprio illustre concittadino e contribuisce a collocare la sua figura nel più ampio panorama culturale dell’Italia dell’Ottocento.
La ricerca del professor Renato Spicciarelli, promossa dal Comune di Castelgrande nell’ambito del progetto “Miglioramento e potenziamento del Parco Botanico Gasparrini”, finanziato dalla Regione Basilicata, proseguirà ora anche nella direzione indicata da questo ritrovamento, verificando l’eventuale esistenza di ulteriori lettere e testimonianze relative ai rapporti tra Gasparrini, Beatrice e Manzoni.
