LEGGE ELETTORALE, C’È IL SÌ DEL SENATOIn aula scontro su preferenze tra Fdi e M5s, duro Boccia (pd) sull’alternanza di genere

LEGGE ELETTORALE, C’È IL SÌ DEL SENATO

Con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astenuti, la riforma di legge elettorale ha incassato il via libera del Senato.

Ora, il testo modificato in seconda lettura è atteso a Montecitorio, il 28 settembre, per l’ultimo step.

Ottimista la ministra per le Riforme istituzionali Maria Alberta Casellati: «Non ci sarà nessuno scoglio».

La maggioranza compatta guarda avanti e la Lega sogna già il ritorno al Viminale. Probabile che il governo ricorra all’utilizzo della fiducia con voto palese.

Ma le opposizioni potrebbero chiedere il voto segreto. Ieri in Aula non sono mancate le tensioni con uno scontro sulle preferenze tra De Priamo e Pirondini, rispettivi capogruppi di Fratelli d’Italia e Movimento cinque stelle.

Duro l’intervento del senatore dem, Boccia, invece, sull’alternanza di genere: «State cacciando le donne dal Parlamento».

Lo “Stabilicum” nella versione modificata al Senato prevede: proporzionale, premio di maggioranza alla coalizione che ottiene almeno il 42 per cento, indicazione del candidato presidente del Consiglio sulla lista, inserimento di un meccanismo di preferenze.

Il capolista è bloccato e vi è un elenco di 6 candidati, di cui mas- simo 3 potranno essere scelti dall’elettore. «Sono farlocche», ha detto Pirondini, alzando un cartello con su scritto «legge truffa» e «Fratelli casta».

«Questa legge non è perfetta, ma ha l’ambizione di essere una legge per i prossimi lustri e non cer- tamente per questa o quella maggioranza, mette tutti in grado di competere.

Chi è il migliore vince e ognuno può giocarsela co- me può.», ha risposto De Priamo.

«È importante – ha aggiunto il caprogruppo del partito della premier Meloni – essere confermati dal voto popolare, ma i vostri emendamenti avevano l’obiettivo di far dimenticare il vostro festeggiamento alla Camera, quando anche i capilista sono stati bocciati» .

Il riferimento è all’emendamento del centrodestra sulle preferenze con i capilista bloccati, affossato dai franchi tiratori nella maggioranza e adesso approvato, ed a quelli sulle «preferenze vere» presentati dall’opposizione e bocciati al Senato.

Il nocciolo della questione è un altro per il senatore e leader di Italia viva, Matteo Renzi.

«Vi riconosciamo – ha detto durante il suo intervento sulle dichiarazioni di voto – che sono state parzialmente introdotte, ve ne dò atto.

Questo stesso risultato politico, però, era stato proposto anni fa e nel 2016 la deputata Giorgia Meloni sosteneva che con capolista bloccato più le preferenze si facesse un danno enorme, oggi presenta questo come un grande risultato.

Meloni non ha votato le preferenze perché ha avuto paura di Tajani e Salvi- ni. Questa legge è nata perché avete paura di perdere.»

Sulla rimozione dell’alternanza di genere dalla distribuzione dei capilista è intervenuto Boccia: « State cacciando le donne dal Parlamento, basta celebrare il fatto che una donna abbia raggiunto la carica più alta se poi da quella carica danneggia le donne».

Che succederà a Montecitorio? La maggioranza difende il testo e si dice compatta.

La Lega già sogna il Viminale. «Vinceremo con Giorgia Meloni e con Matteo Salvini che finalmente tornerà a occuparsi nella prossima legislatura di sicurezza e immigrazione, ad impedirglielo è stato un complotto giuridico e mediatico.», così, in Aula il senatore Andrea Paganella. Per la ministra Casellati la legge elettorale «passerà anche alla Camera».

«Non vedo nessuno scoglio, sono fiduciosa», ha dichiarato. La seduta dell’Aula di Montecitorio è stata già calendarizzata.

Lucia Stefania Stanco

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